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Il 18 maggio 2015 è la Giornata internazionale del museo, dedicata alla sostenibilità

Ogni anno la ICOM (International Councyl Museums) propone la Giornata Internazionale del Museo per avvicinare il museo ad un numero sempre maggiore di persone.
Il tema scelto per il 2015 si intitola: Musei per una società sostenibile. La sfida dei prossimi anni è infatti quella di adeguare gli stili di vita e lo sviluppo sociale alle possibilità limitate della natura. Questo cambiamento impone nuovi modi di pensare e di agire. I musei possono svolgere un ruolo chiave in questo processo, accogliendo e promuovendo le “buone pratiche” nel maggiore rispetto dei sistemi di vita, oppure accrescendo la consapevolezza nelle persone delle conseguenze negative che ci saranno se non si procede ad un’inversione di rotta.

Scarica qui il poster in tre lingue (inglese, francese, spagnolo) relativo all’iniziativa, in pdf: giornata_internazionale_museo.pdf

Carta d’identità del museo

Il sito internet del MIBACT riporta:

La ricerca presentata in questa pubblicazione (La carta d’identità del museo. Il regolamento, Roma 2009, ndr) risponde all’esigenza di definire compiutamente, dal punto di vista giuridico-istituzionale e organizzativo, l’identità del museo: una realtà culturale che ha assunto negli ultimi anni un rilievo crescente sotto il profilo sociale ed economico e ha ricevuto una precisa definizione dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, senza conseguire, tuttavia, un effettivo adeguamento gestionale e organizzativo.
L’agile gruppo di lavoro coordinato dall’Ufficio Studi, composto da alcuni dirigenti e da direttori di musei statali, con l’ausilio di due esperti, i professori Girolamo Sciullo e Pierpaolo Forte, ha elaborato una proposta di “regolamento” del museo statale, che ne indichi missione, compiti, funzioni e ruoli.
Il documento – la cui validità e possibilità di applicazione è stata discussa e sperimentata in tredici istituti statali – è stato concepito come un modello di riferimento applicabile anche in assenza di sostanziali innovazioni normative che attribuiscano al museo piena autonomia amministrativa e finanziaria.
D’altra parte la sua adozione – che potrebbe essere decisa anche dal singolo soprintendente – porrebbe fine all’incertezza sul profilo del museo (troppo spesso privo di un atto costitutivo e di qualsiasi dichiarazione programmatica), sulle responsabilità del direttore, figura ritenuta ormai indispensabile, sulle professionalità e le risorse disponibili.
Insieme con altri atti vivamente consigliati (carta dei servizi, organigramma, relazione annuale), il “regolamento” concorrerebbe in definitiva a delineare una struttura vitale ed efficiente, in grado di programmare attività e servizi e dar conto dei risultati conseguiti.

Scarica la carta identita museo in pdf. 

Codice del Turismo – D. Lgs. 79/2011

Il Codice del Turismo

Testo di commento pubblicato sul sito internet della Camera dei Deputati.
Scarica il Codice del Turismo in pdf.

Il Codice del turismo, varato definitivamente con il decreto legislativo 79/2011, per promuovere il mercato del turismo e rafforzare la tutela del consumatore, avrebbe dovuto intervenire nella materia fissando punti di riferimento univoci al fine di un coordinamento tra Stato e Regioni, nell’ambito delle rispettive competenze. Inoltre avrebbe dovuto operare un riordino e una razionalizzazione complessiva delle disposizioni vigenti nella materia. La sentenza della Corte Costituzionale n. 80 del 2012, accogliendo i ricorsi presentati dalle Regioni sotto il profilo del mancato rispetto da parte del d.lgs. dei limiti della delega legislativa, la cui vigenza è oggi limitata alle sole parti inerenti il “diritto privato del turismo”, perdendo così definitivamente ogni carattere di sistematicità ed organicità.

Il decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79 (G.U. n. 129 del 6 giugno 2011), emanato dopo l’espressione dei pareri delle competenti Commissioni parlamentari sullo schema di decreto iniziale (atto n. 327 ), conteneva due distinti interventi normativi:

il primo, recante il Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo, è stato predisposto in attuazione dei principi di delega previsti dalla legge 246/2005;

il secondo recepisce la direttiva 2008/122/CE relativa ai contratti di multiproprietà, ai contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo termine e ai contratti di rivendita e di scambio in attuazione della delega contenuta nella legge comunitaria 2009 (legge 96/2010).

Il Codice del turismo (allegato 1 del decreto legislativo 79/2011) era finalizzato a promuovere e tutelare il mercato del turismo tramite il coordinamento sistematico delle disposizioni normative vigenti nel settore, nel rispetto della competenza legislativa regionale e dell’ordinamento dell’Unione europea.

Numerosi concetti e definizioni contenuti nella disciplina previgente (in particolare la legge 135/2001) sono stati ripresi e talvolta integrati e innovati, come nel caso della definizione di impresa turistica: imprese che esercitano attività economiche, organizzate per la produzione, la commercializzazione, l’intermediazione e la gestione di prodotti, di servizi, tra cui gli stabilimenti balneari, di infrastrutture e di esercizi, compresi quelli di somministrazione facenti parte dei sistemi turistici locali, concorrenti alla formazione dell’offerta turistica. (articolo 4 del Codice). Tale norma non è stata dichiara incostituzionale come le norme sulle professioni turistiche (articoli 6 e 7). In relazione a queste ultime, il Codice ha dettato una nuova norma sui “percorsi formativi” per l’inserimento nel mercato del lavoro turistico, dedicando un’attenzione particolare alla creazione di collegamenti con il mondo della formazione, tramite la stipula di accordi o convenzioni con istituti di istruzione, anche universitaria, con altri enti di formazione e con gli ordini professionali per lo svolgimento di corsi orientati alla preparazione dei giovani operatori.

La disciplina dello svolgimento dell’attività ricettiva, già contenuta in norme diverse di varie leggi, tra cui la citata legge 135/2001, e riunita organicamente nel Titolo III del nuovo Codice del turismo è stata dichiarata incostituzionale Anche la disciplina in tema di inizio attività e, in genere, quella sugli adempimenti amministrativi cui sono soggette le strutture turistico-ricettive disciplinata nell’articolo 16 del Codice, è stata dichiarata in costituzionale. Tale disposizione intendeva semplificare gli adempimenti amministrativi delle strutture turistiche, assoggettando a segnalazione certificata di inizio attività – SCIA (di cui all’art. 19 della legge 241/1990) l’avvio e l’esercizio delle strutture ricettive, che comunque sarebbero rimasti assoggettati al rispetto delle norme in materia ambientale, edilizia, urbanistica, igienico sanitaria, prevenzione incendi e sicurezza nei luoghi di lavoro.

In materia di classificazione e standards delle strutture ricettive il Codice aveva dettato un regime organico (articoli da 8 a 15), distinguendo fra strutture alberghiere/paralberghiere, extralberghiere, strutture ricettive all’aperto e strutture ricettive di mero supporto e dettando, per ciascuna di queste categorie, una serie di specifiche prescrizioni. Tali disposizioni sono state dichiarate incostituzionali.

Sono ancora in vigore le norme che disciplinano in modo organico (articoli da 32 a 51) i pacchetti turistici e la tutela del consumatore turista, che hanno assorbito le normative preesistenti contenute nel Codice del Consumo ed integrandole con nuove disposizioni. Alla tutela del consumatore turista, sotto il profilo della qualità del servizio e della soluzione delle controversie, il nuovo Codice del Turismo aveva dedicato anche altre norme che sono state pero dichiarate incostituzionali come la norma di principio sul turismo accessibile (articolo 3) e quella sulla promozione del turismo con animali domestici al seguito (articolo 30). Rimangono vigenti invece gli articoli 66 e 67 rispettivamente concernenti la “Carta dei servizi turistici pubblici” e la composizione (mediazione) delle controversie in materia di turismo.

Una delle novità più significative del provvedimento consiste nell’esplicita affermazione della risarcibilità del “danno da vacanza rovinata” (art. 47) finora elaborazione giurisprudenziale (peraltro di difforme applicazione) finalizzata alla risarcibilità dello specifico danno non patrimoniale consistente nello stress e nel disagio subito per non aver potuto godere della vacanza immaginata. Il danno da vacanza rovinata viene definito come il danno correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso e all’irripetibilità dell’occasione perduta. Si tratta quindi di un pregiudizio di natura non patrimoniale e contrattuale, risarcito come conseguenza dell’inadempimento o dell’inesatta esecuzione delle prestazioni oggetto del pacchetto turistico. Di rilievo appare, inoltre, la definizione della nozione di “inesatto adempimento” delle obbligazioni assunte con la vendita del pacchetto turistico (art. 43), oltre che la disciplina degli obblighi assicurativi a carico dell’organizzatore e dell’intermediario (art. 50).

Infine, un altro profilo di novità del Codice del turismo riguarda la promozione di circuiti turistici tematici e di eccellenza, al fine di superare la frammentazione dell’offerta turistica e di promuovere un’offerta tematica di dimensione nazionale. In questa prospettiva si inseriscono le norme del titolo V che prevedono, fra l’altro, la definizione di circuiti turistici di eccellenza ripartiti tra 13 grandi aree tematiche (dal turismo della montagna a quello del mare, dal turismo religioso a quello congressuale, dal turismo culturale a quello giovanile, ecc.), cui sono dedicate poi specifiche disposizioni. Nella stessa logica si muovono le nuove disposizioni, inserite nel Capo II del titolo VII del Codice (articoli da 59 a 65), che disciplinano la promozione dell’eccellenza turistica italiana mediante il rilascio di specifiche attestazioni e la attribuzione di riconoscimenti e premi per le imprese e gli imprenditori che si sono distinti nel settore.

Altro rilevante intervento del decreto – in attuazione della direttiva 2008/122/CE – riguarda le modifiche alla disciplina della multiproprietà (art. 2) contenuta nel Codice del consumo (D.Lgs. n. 206 del 2005). E’ stato, in particolare, esteso l’ambito di applicazione di tale disciplina , da un lato ampliando la stessa definizione di “contratto di multiproprietà”, dall’altro estendendo detta disciplina a tipologie contrattuali ulteriori. A tutela del contraente consumatore vanno, poi, segnalate le nuove disposizioni sulla completezza delle informazioni precontrattuali, sul contenuto minimo del contratto nonché sull’ampliamento del diritto di recesso che – ove correttamente esercitato – diversamente dalla disciplina previgente, non comporta alcuna spesa per il consumatore.

La sentenza della Corte Costituzionale

Con sentenza n. 80 del 2 aprile 2012, pronunciata nel giudizio promosso dalle Regioni Toscana, Puglia, Umbria e Veneto, la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79, nella parte in cui dispone l’approvazione dell’allegato 1 (Codice del turismo) ed in particolare dell’art. 1 dell’allegato stesso nella parte in cui prevede le disposizioni del Codice quali «necessarie all’esercizio unitario delle funzioni amministrative» e «ed altre norme in materia», nonché degli artt. 2, 3, 8, 9, 10, 11, comma 1, 12, 13, 14, 15, 16, 18, 20, comma 2, 21, 23, commi 1 e 2, 30, comma 1, 68 e 69 dell’allegato 1 del D.Lgs. n. 79 del 2011, attribuendo competenze statali in materia di turismo in violazione delle disposizioni previste nella legge delega 28 novembre 2005, n. 246.

In sintesi le motivazioni alla base della incostituzionalità possono esser ricondotte in generale all’eccesso di delega in quanto la stessa aveva come finalità quella di realizzare una generale semplificazione del sistema normativo statale, mediante abrogazione di leggi ormai superate, raggruppamento di quelle superstiti per settori omogenei, con armonizzazione delle stesse e non comprendeva il riassetto generale dei rapporti tra Stato e regioni in materie non di competenza esclusiva statale, ai sensi dell’articolo 117, comma 2 della Costituzione.

Una giornata a Luino e dintorni

C’è più di un buon motivo per andare a Luino.
Innanzitutto c’è il lago, bello in qualsiasi stagione. Poi  c’è vicino la Svizzera, dove fare il pieno di benzina a prezzi più convenienti rispetto a quelli italiani.
Luino ha una bella passeggiata sul lungolago, recentemente sistemato.  Sul lungolago c’è la bellissima chiesetta del Carmine, con affreschi del Quattrocento e un organo imponente del Seicento. Non manca una spiaggia alla fine della passeggiata, quella delle Serenelle, che offre sdraio e ombrelloni a chi desidera un po’ di relax.
Altra spiaggia poco distante è quella a Colmegna, dietro le gallerie.
Ogni mercoledì si tiene lo storico mercato settimanale con bancarelle per tutti i gusti e tutte le tasche.
I più sportivi possono contare su una bella pista ciclabile che si snoda lungo il Margorabbia (a questo link la mappa di tutte le piste ciclabili in provincia di Varese), su una piscina coperta e una all’aperto.

Una giornata sul Lago Maggiore a Laveno

Chi sceglie Laveno Mombello per la classica gita domenicale fuoriporta può fermarsi in centro per fare una passeggiata sul lungolago oppure, se è una bella giornata, può prendere la funivia per godere dall’alto del Sasso del Ferro di splendidi panorami. Se è estate e fa caldo nei dintorni ci sono molte spiagge più o meno attrezzate e adatte ai bambini (qui una descrizione) mentre in inverno si può optare per un giro al vicino Museo della Ceramica di Cerro apprezzando il bel borgo di pescatori.
Gli amanti dei boschi possono contare sulla vicina Torbiera di Mombello, tappa di uno dei tanti sentieri presenti nella zona.  Laveno dispone di una bella pista ciclabile che arriva fino a Cittiglio.
Se c’è tempo, si può prendere il battello dall’Imbarcadero e fare un giro sulle Isole Borromee o fermarsi a Intra, che si trova dalla parte opposta del lago.

 

La Bruschera, un’oasi baciata dal sole

Questo sito si trova ad Angera e puoi raggiungerlo a piedi o in bicicletta facendo una facile passeggiata nel bosco. Se hai un cannocchiale, portalo con te!

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Il sentiero del Castagno nel Malcantone

Sapevate che dopo S. Martino, l’11 novembre, nel Malcantone le castagne le possiamo raccogliere tutti? Sì perchè se prima la raccolta è riservata ai proprietari delle piante, dopo è aperta a tutti e non ci sono problemi. Dunque, via libera alle passeggiate in tardo autunno alla ricerca di questo bel frutto nutriente e saporito.

Il castagno è un albero molto diffuso in Insubria anche perché in passato era una risorsa alimentare molto importante al punto da essere chiamato albero del pane: le castagne, una volta essiccate, durano tutto l’inverno e con esse si possono preparare piatti buonissimi della tradizione popolare.
Nell’Alto Mancantone, tra i villaggi di Arosio, Mugena, Vezio, Fescoggia e Breno, si snoda il sentiero del Castagno dove sono indicate selve, alberi e punti didattici grazie ai quali apprendere molte curiosità sulla pianta e sul suo utilizzo presso le famiglie contadine.
Il sentiero può essere percorso in tutte le stagioni e, pur durando in totale 4-5 ore, si può scegliere di partire da tappe intermedie per abbreviare il tragitto.

Curiosità
Il castagno è la pianta tipica del sud delle Alpi, tra i 200 e i 1000 m di quota.
Può arrivare a 25-30 m di altezza e vivere per oltre mille anni!
Le infiorescenze maschili sono più lunghe e di colore giallo, mentre quelle femminili sono più piccole: sono loro che si trasformeranno in frutti all’interno dei ricci.
La corteccia è liscia e verde in un albero giovane, rugosa e grigia in un esemplare più vecchio. Le radici si attaccano molto saldamente al terreno permettendo alla pianta di resistere bene alle avversità meteorologiche. Il legno di castagno è usato come combustibile ma anche come materiale da costruzione.
Il castagno ama i terreni fertili, umidi e piuttosto caldi, e più avanza negli anni e maggiore bisogno ha della luce del sole. Negli anni ’50 ha fatto la sua comparsa il cancro del castagno, un fungo che fa avvizzire le foglie, e la gente nel timore di vedere scomparire le piante, ha effettuato diversi rimboschimenti artificiali. Oggi, che si è visto che la pianta è riuscita a combattere la malattia diventando più forte, il castagno torna a fare comparsa sulle nostre colline in splendida forma.

Info
Sentiero del castagno
Arosio, Mugena, Vezio, Fescoggia e Breno
Tempo di percorrenza: 4 ore e mezzo (ma si può abbreviare il percorso)
Difficoltà: nessuna
Si consigliano scarpe da escursione

Esondazione del Lago Maggiore, il sublime nella tragedia


La prima metà di novembre 2014 è stata caratterizzata da piogge continue ed impetuose su tutta l’Insubria. Oggi è il 17 novembre e si preannuncia bel tempo nei prossimi giorni, ragione per cui, chi scrive usa il tempo passato, incrociando le dita. L’esondazione del Lago Maggiore in pressochè tutte le cittadine rivierasche è stato motivo di ansia per tutti i suoi abitanti, che hanno visto invadere dall’acqua strade, giardini, piazze e case senza distinzione alcuna. A rari intervalli la pioggia ha lasciato il posto ad un cielo terso dove la luce solare ha creato riflessi spettacolari un po’ dappertutto: le geometrie degli edifici e gli arabeschi degli alberi spogli hanno creato un gioco di rimandi e di specchi tanto insolito quanto affascinante, pur nella drammaticità della situazione.
Dal dramma alla tragedia il passo è spesso breve. La furia devastante dei fiumi e dei torrenti e della pioggia stessa che imperterrita si è abbattuta sulle colline ha provocato frane un po’ dappertutto.
Due persone, nonno e nipote, hanno perso la vita a Cerro di Laveno, travolti da una frana mentre stavano dormendo nella loro casa. Altre quattro persone sono morte, sempre in casa e sempre a causa di gravi smottamenti del terreno, in Canton Ticino.
Ci sono state in passato altre esondazioni, è vero, ma mai ci sono stati eventi così devastanti come questa volta, nel Varesotto. La Terra pretende rispetto, la Terra si prende tutte le distanze che vuole dagli uomini piccoli che la vorrebbero sottomettere.

Un sentiero per non dimenticare: “Gruppo Cinque Giornate – San Martino 1943”

Rimane difficile per un giovane o per uno straniero immaginare che nella pacifica e verde Valcuvia un tempo siano passati aerei da guerra e si siano compiuti atti di estrema crudeltà nei confronti di indifesi, eppure così è stato, nella Battaglia di San Martino.

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Sulle orme dello scrittore Hermann Hesse: Museo di Montagnola a Lugano


Hermann Hesse (Calw 1877 – Montagnola 1962), premio Nobel per la letteratura nel 1946, è considerato lo scrittore più famoso e più letto del XX secolo: le sue opere sono state tradotte in 60 lingue, a dimostrazione della loro forza e della loro universalità.
A partire dagli anni ’20 scelse di ritirarsi a Montagnola, un piccolo Comune vicino a Lugano, da dove si gode una vista impareggiabile sul Lago di Lugano e dove ancora oggi ci sono molti boschi e molti sentieri da cui godere di bellissimi panorami. Basti pensare che la strada per arrivare in cima al paese si chiama Collina d’Oro
Qui scrisse quello è considerato il suo capolavoro: Il gioco delle perle di vetro, ma anche Demian e L’ultima estate di Klingsor. Quest’ultimo romanzo, autobiografico, è ambientato proprio a Montagnola e tra le righe il lettore ritroverà paesaggi e atmosfere del piccolo paesino ticinese.
Montagnola non si è mai scordata di questo bizzarro personaggio, schivo ma sempre gentile e di buonumore, che passeggiava per le vie del paese da solo o con gli amici, ed ha per questo voluto fondare un museo a lui dedicato presso la Torre Camuzzi, vicinissimo a quella villa che era stata il suo primo riparo qui in Ticino. In un appartamento di Villa Camuzzi (stupefacente per l’abbondanza di stucchi e di ornamenti in facciata) lo scrittore abitò infatti dal 1919 al 1931, dopo di che comprò per lui e la sua compagna una casa più grande, la Casa Rossa, dove visse fino agli ultimi giorni.
Chi volesse ripercorrere gli ultimi quarant’anni di vita dello scrittore, deve dunque assolutamente fare visita al Museo di Montagnola: raccoglie cimeli utili a ricostruirne la vita privata fatta di piccoli avvenimenti come la visita degli amici o la cura del giardino, ma resa eccezionale dalle sue creazioni letterarie e figurative. La macchina da scrivere campeggia nello studio-biblioteca, e fa un certo effetto riconoscere i bei caratteri di quella macchina nelle lettere e nelle bozze dei suoi libri!
Hesse nel tempo libero amava dipingere, per rilassarsi, e nel museo sono visibili anche molti dei suoi acquerelli, deliziosi nella loro semplicità.
Una visita a Montagnola non può non prevedere anche una passeggiata a piedi nei sentieri che la circondano: la Fondazione Hesse ha predisposto due percorsi principali con undici postazioni che accompagnano il visitatore nei luoghi hessiani più significativi, dalle case al grotto, dai boschi fino alla tomba nel Cimitero di Sant’Abbondio.
La Fondazione organizza a ciclo continuo letture, conferenze, concerti e mostre allo scopo di tenere sempre viva l’attenzione sull’artista e sulla sua filosofia di vita: questo è il sito internet http://www.hessemontagnola.ch

Fondazione Hermann Hesse Montagnola
Ra Cürta Torre Camuzzi
Casella postale 214
6926 Montagnola
T +41 (0)91 993 37 70
info@hessemontagnola.ch
Informazioni per i disabili: Il cinema, il bookshop, il giardino e il Caffè Boccadoro sono accessibili per disabili.
Le altre sale del Museo sono raggiungibili solo attraverso scale.
Orari di apertura
Marzo – Ottobre
Tutti i giorni (anche i lunedì e i giorni festivi) 10.30 – 17.30
Novembre – Febbraio
Sabato e Domenica 10.30 – 17.30
Per i gruppi: su richiesta anche durante gli altri giorni della settimana