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Basilica di San Fedele a Como, l’eccellenza dei particolari

Malgrado i rifacimenti del ‘600 (interni) e ‘900 (facciata), la Basilica di San Fedele conserva alcuni particolari di innegabile fascino che sono riconducibili all’età romanica, tra l’XI e il XII secolo. Se hai pazienza, ti dico quali sono.

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L’eleganza e le proporzioni del Duomo di Como

Il Duomo di Como, dedicato a Santa Maria Maggiore, è situato vicino al lago ed al centro di una piazza che è il cuore stesso della città, fulcro civile e religioso nello stesso tempo, dal momento che la facciata è addossata al Broletto, l’antico palazzo comunale, e la torre del palazzo è finita per diventare il campanile della Chiesa.
Potere religioso e civile dunque, uno a fianco dell’altro, in uno straordinario legame cromatico e decorativo che ti incanterà…promesso!

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Il CAI, la storia e le norme principali

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Il CAI, Club Alpino Italiano, fa parte degli organi dell’amministrazione centrale indiretta in materia di turismo; nasce come club privato, ad opera di Quintino Sella, nel lontano 1863, ma cento anni dopo, nel 1963 (Legge 91/1963), diventa ente pubblico non economico, mentre tutte le sue strutture periferiche (Sezioni, raggruppamenti regionali e provinciali) sono soggetti di diritto privato. Le sue funzioni sono molto importanti perché riguardano il benessere complessivo delle nostre montagne.

Le sue funzioni sono state ampliate con la Legge 776/1985, e sono le seguenti:

  • realizzazione, manutenzione e gestione dei rifugi alpini e dei bivacchi d’alta quota di proprietà del Club alpino italiano e delle singole sezioni, fissandone i criteri e i mezzi;

  • tracciamento, realizzazione e manutenzione di sentieri, opere alpine e attrezzature alpinistiche;

  • diffusione della frequentazione della montagna e organizzazione di iniziative alpinistiche, escursionistiche e speleologiche;

  • organizzazione e gestione di corsi d’addestramento per le attività alpinistiche, sci-alpinistiche, escursionistiche, speleologiche, naturalistiche;

  • formazione di istruttori

  • organizzazione e gestione, tramite l’Associazione guide alpine italiane, di corsi di preparazione professionale, per guida alpina, aspirante guida o portatore, guida speleologica, nonché corsi di formazione professionale per esperti e rilevatori del servizio valanghe;

  • organizzazione di idonee iniziative tecniche per la vigilanza e la prevenzione degli infortuni nell’esercizio delle attività alpinistiche, escursionistiche e speleologiche, per il soccorso degli infortunati o dei pericolanti e per il recupero dei caduti;

  • promozione di attività scientifiche e didattiche per la conoscenza di ogni aspetto dell’ambiente montano;

  • promozione di ogni iniziativa idonea alla protezione ed alla valorizzazione dell’ambiente montano nazionale

Scarica in pdf le leggi principali che regolano il CAI: Legge 91/1963 e Legge 776/1985

Il CAI e le sue sezioni in provincia di Varese

Chi ama la montagna, in Italia non può non conoscere il CAI. A Varese esistono molte sezioni del CAI che organizzano tutto l’anno escursioni nelle montagne vicine e lontane, per gli associati e non. Non bisogna per forza essere un alpinista d’alta quota per aderire alle loro iniziative!

Grazie all’entusiasmo dei volontari associati del CAI, le montagne italiane sono attrezzate con rifugi e bivacchi e dispongono di una rete di sentieri che è una delle più grandi d’Europa: ci sono circa 60mila km su e giù per l’Italia, di sentieri tracciati e mantenuti, giorno dopo giorno, riconoscibili dai segni bianco-rossi su alberi, rocce e altri elementi notevoli.
Se siete appassionati di montagna, di sport e di escursioni, il consiglio è quello di andare sul sito internet della sezione del CAI più vicina a voi, dove si troveranno informazioni dettagliate sulle iniziative organizzate e sugli eventuali sentieri in affidamento.

Per la zona di Varese segnaliamo i seguenti siti internet:

Laveno, Mombello e Cerro: un solo Comune ma 3 identità diverse

Il Comune di Laveno Mombello è una piccola cittadina sulle rive lombarde del Lago Maggiore che racchiude tre anime. Se ne conosci la storia, hai già capito di cosa stiamo parlando. Per tutti gli altri, ecco qualche riga di spiegazione.

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Santa Maria delle Grazie e il Cenacolo di Leonardo da Vinci

Leonardo Ultima Cena - fonte: Wikipedia
Leonardo Ultima Cena – fonte: Wikipedia

Il refettorio del Convento di Santa Maria delle Grazie forma parte integrante del complesso architettonico iniziato nel 1463 e completato alla fine del XV secolo da Bramante. Nell’ala nord è collocato il Cenacolo, capolavoro assoluto di Leonardo da Vinci, realizzato tra il 1495 e il 1497, pietra miliare di una nuova epoca nella storia dell’arte.
Il sito è stato dichiarato dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità nel 1980, proprio in virtù della presenza del capolavoro leonardesco, realizzato negli anni d’oro del Ducato di Milano.

La città di Milano venne fondata dai Celti e conobbe quattro splendidi periodi storici durante i quali videro la luce chiese e monumenti di incomparabile bellezza.

Tra il IV e il V secolo, fu la capitale dell’Impero Romano d’Occidente e divenne la culla della nuova era della Cristianità. Il periodo tra l’XI e il XIII secolo vide la formazione e il consolidamento dei liberi Comuni che si unirono per combattere contro i dominatori tedeschi nella storica Battaglia di Legnano (1176). Tra il XIV e il XVI secolo, la città fu governata dai Visconti e poi dagli Sforza, diventando capitale del Ducato di Milano. Venne assediata prima dai Francesi e dopo dagli Spagnoli: era, questo, il tempo del Rinascimento che ispirò Gian Galeazzo Visconti, Francesco Sforza e Ludovico il Moro a far produrre celebri capolavori come il Duomo, il Castello Sforzesco, Santa Maria delle Grazie e San Satiro. I due grandi artisti Bramante e Leonardo furono attivi in questi anni. Milano gradualmente diventò una città moderna e durante l’Ottocento vennero costruiti grandiosi palazzi di stile neoclassico. Divenne la capitale del Regno d’Italia durante l’impero napoleonico e fu al centro dei movimenti patriottici in età risorgimentale.

La storia di Santa Maria delle Grazie e del Cenacolo
Nel 1463, il capitano Francesco Sforza donò dei terreni ai frati domenicani, e su questi appezzamenti c’era un chiostro con la rappresentazione della Madonna delle Grazie. I frati commissionarono a Guiniforte Solari la costruzione di una chiesa e di un convento. Successivamente, il nuovo comandante Ludovico il Moro decise che l’abside e il presbiterio dovessero essere demoliti per lasciare il posto ad una chiesa più grande, e incaricò Bramante di seguire i lavori. Donato Bramante, originario di Urbino, allargò la chiesa e aggiunse un’abside semicircolare, una cupola a cassettoni, un chiostro ed un refettorio spettacolari.
All’interno del refettorio, si volle incaricare Leonardo di dipingere l’Ultima Cena, nel momento in cui Cristo pronuncia la frase: In verità vi dico uno di voi mi tradirà“. I 12 apostoli reagiscono in maniera diversa: i loro movimenti e le loro espressioni sono catturate in maniera stupefacente dall’artista. Egli mette al centro dell’attenzione la reazione delle singole personalità alle parole di Cristo. Oltre a studiare la psicologia dei personaggi (i moti dell’animo), sconvolge l’assetto tradizionale della composizione. Lavora molto con la luce e le prospettive. Le tre finestre dietro il tavolo creano una luce di fondo che mette letteralmente “sotto i riflettori” tutti i protagonisti della scena. Si ha una combinazione perfetta tra il classicismo di tipo fiorentino e il chiaroscuro di derivazione lombarda.
In passato, Giuda era stato sempre rappresentato in disparte, dal lato opposto rispetto agli altri apostoli e a Gesù. Leonardo invece sceglie di rappresentare i personaggi divisi a gruppi di tre.

Purtroppo Leonardo non dipinse ad olio ma a tempera, su una superficie in gesso che non era stata trattata contro l’umidità. Già nel Cinquecento il critico d’arte Vasari lamentava le cattive condizioni del dipinto, che per questo motivo ancora oggi si presenta in condizioni di scarsa leggibilità malgrado i continui interventi di manutenzione.

Informazioni:
Milano, Piazza di Santa Maria delle Grazie, 2
02 9280 0360
Ingresso su prenotazione

http://www.cenacolovinciano.org/