Biglietti concerto Blanco a San Siro, ecco perché è meglio prenderli subito

Da non crederci, ma è così: a soli 19 anni, Blanco vince Sanremo con “Brividi” e i biglietti per i concerti di quest’estate sono andati soldout dopo poche ore! Il 18 novembre inizia la prevendita per le sue nuove date nell’estate dell’anno prossimo: 4 luglio 2023 allo Stadio Olimpico a Roma e 20 luglio 2023 allo Stadio San Siro a Milano. Clicca qui per comprare i biglietti per Blanco su Ticketone.


Incredibile ma vero: per il suo Blu Celeste Tou di quest’estate i biglietti sono andati a ruba poche ore dopo l’annuncio della vittoria di Sanremo, a febbraio di quest’anno, e le date aggiunte a compensazione, a Milano e Locarno e non solo, sono state di nuovo e subito sold out!
Per questo motivo, bisogna affrettarsi a prendere i biglietti per i suoi concerti, specialmente se lo si vuole vedere da vicino, bisogna essere veloci ad aggiudicarsi un posto “Prato”.
Se c’è il dubbio su quale posto scegliere, per un concerto a San Siro, potete vedere le informazioni utili a decidere la miglior cosa, e i posti migliori per le vostre esigenze, leggendo questa pagina dedicata. Stranamente, l’organizzazione non ha pensato ad un pacchetto “Vip” come accade spesso in queste occasioni, per vedere in tribuna il cantante, e avere un pass per entrare prima da un ingresso preferenziale.

Ecco chi è Blanco

Blanco, alias Riccardo Fabbriconi, nasce il 10 febbraio 2003 a Calvagese della Riviera, un piccolo paese del Bresciano, a pochi chilometri dal Lago di Garda.
Fa una vita come tanti suoi coetanei fino a quando, con il lockdown, è costretto a rimanere in casa per tanti mesi di seguito. Pubblica su Soundcloud l’EP Paranoid Quarantine, e con la casa discografica Universal Music riesce a pubblicare subito dopo, a luglio, Notti in bianco.  Da questo momento e fino alla vittoria di Sanremo, nello spazio di pochi mesi, è un successo a suon di primi posti nelle classifiche dei singoli e degli album italiani.
Il singolo Mi fai impazzire, duettato con Sfera ebbasta, è uno dei tormentoni dell’estate 2021.
L’album d’esordio Blu Celeste esce a settembre del 2021 e un mese dopo è già disco d’oro. Oggi è certificato triplo disco di platino con oltre 370 milioni di stream realizzati sulle piattaforme digitali e 160 milioni di views su YouTube.

Blanco scrive le sue canzoni con Michelangelo, che viene sempre citato nelle sue canzoni.
Blanchitobebe… Michelangelo… è con queste parole che iniziano tutte le canzoni dell’artista. Ha cominciato per scherzo, una volta, e poi ha deciso di continuare, come è nelle usanze della musica rap, dove collaborazioni e gesti di fratellanza sono all’ordine del giorno.
Michelangelo è il nome d’arte di Michele Zocca, un produttore poco più vecchio di lui che ha lavorato con Paola Turci, Loredana Bertè e altri artisti italiani. Polistrumentista, appassionato di musica rock, si è avvicinato al mondo della produzione quasi da autodidatta, ma con una grande curiosità per tutto quello che fosse “suono”. Nel 2019, è avvenuto il primo incontro con Blanco, e da quel momento si sono visti costantemente per creare canzoni nuove e arrivare ai risultati che conosciamo tutti. Michelangelo ci mette il “mestiere”, Blanco ci mette l’istinto: è piuttosto chiaro che il giovane cantante ha tutte le carte in regola per farci divertire e cantare, grazie all’estrema spontaneità, un vero e proprio animale da palcoscenico.

Ho iniziato a pubblicare la mia musica in lockdown e non vedevo la fottuta ora di suonarla live.

Voglio mettermi a nudo. Liberare le emozioni che per tanto tempo ho tenuto segrete.

Così scrive in un post sul suo profilo Instagram, annunciando la sua voglia di esibirsi e di cantare in mezzo ad un pubblico vero, in carne e ossa. Blanco ha la capacità di vibrare anche nell’immobilità, anche attraverso un’immagine statica. Piccioli lo ha detto bene, in occasione del Festival Sanremo 2022, durante il quale ha avuto l’incarico di curarne il look.

Ed è proprio questo il valore aggiunto di Blanco: emozionare , rimanendo se stesso, solo con la sua voce e la sua fisicità, senza nessun altro tipo di “effetto speciale”.

Blanco è l’angelo/demonio, che ha gli occhi buoni ma che si mette a urlare come un pazzo, in mutande, sui prati e in cima alle montagne, a esternare, con la voce e il corpo, tutta la tensione e la rabbia accumulata in mesi e mesi di forzata segregazione. Blanco rappresenta, in questo senso, il disagio di un’intera generazione, ed insieme la sua volontà di riscatto.

In Blanco, la voglia di bruciare le tappe è la voglia di tutti i suoi coetanei, di non essere trasparente, di essere “a colori” a dispetto di un nome o di un ruolo che gli altri  ci ritagliano.

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