Cannobio, dove il tempo si è fermato

Il tempo sembra essersi fermato a Cannobio, borgo sul Lago Maggiore a pochi chilometri dalla Svizzera, con poco più di 5mila abitanti e un campanile con 8 campane, insignito “Bandiera Arancione” dal Touring Club Italiano.

Sì, perché a passeggiare lungo le due stradine che scorrono parallele alla riva del lago, una proprio in prossimità dell’acqua e l’altra più in alto, dietro la fila di eleganti palazzi sette-ottocenteschi porticati, sembra proprio di tornare indietro nei secoli, quando ancora non c’erano le auto e le giornate di tutti erano scandite dai rintocchi delle campane.

Ancora oggi, specialmente a chi arriva a Cannobio con il battello, il centro storico si presenta intatto, ben conservato e curato, anche grazie alla buona volontà di privati e negozianti che ornano le loro proprietà con fiori e insegne in stile: è anche in virtù di questi dettagli, che Cannobio è stato insignito “Bandiera Arancione” dal Touring.

“Perchè Bandiera Arancione del Touring”
“Questa località è caratterizzata da un centro storico tipico e ben conservato e presenta numerose architetture civili e religiose. Immerso in un contesto naturalistico di grande valore questo comune offre anche un’ottima varietà di servizi complementari, tra cui visite ed escursioni, adeguatamente promosse grazie a un efficace servizio di informazioni turistiche” – Lorenzo ghost visitor TCI

Che cosa vedere a Cannobio

I monumenti più importanti di Cannobio si possono contare sulle dita della mano, perché il borgo è davvero minuscolo: come edifici religiosi, abbiamo la collegiata settecentesca di San Vittore con il maestoso campanile e il Santuario della Pietà, dove si conserva l’importante Pala con la Salita al Calvario di Gaudenzio Ferrari.

Il Santuario della Ss. Pietà ha una grande piazza antistante per la celebrazione della festa dei Lumineri, l’8 gennaio.

In un cartello all’ingresso è riportata la storia che convinse Carlo Borromeo a erigere il maestoso Santuario. Riportiamo il testo per esteso che si legge sul cartello:

SANTUARIO DELLA SS. PIETA (1S75/1614)

Qui sorgeva nel 1522 la casa di Tommaso Zaccheo. Nella camera superiore era custodita una tavoletta raffigurante un Cristo in Pietra tra simboli della passione.
Alla sera dell’8 gennaio la figlia Antonietta ha visto la pergamena riempirsi di sangue, fatto che si è ripetuto pii volte fino alla fine di febbraio
Il 9 gennaio, dalla ferita del costato di Gesù, è uscito un ossicino simile ad una costola che fu subito raccolta in un calice e portata nella chiesa parrocchiale di S. Vittore dove ancora oggi è custodita. Ogni anno, in occasione delle feste anniversarie, viene solennemente riportata qui in Santuario Subito dopo il miracolo quella casa fu trasformata in una piccola cappella e successivamente, innovando la struttura urbana di Cannobio, S. Carlo Borromeo volle fosse costruito l’attuale Santuario (1575/1614) cui Pellegrino Tibaldi diede forma e Pietro Beretta conferi il vigore della pietra viva. San Carlo qui celebra la sua penultima messa il 31 ottobre 1584. Il Santuario fu arricchito nel corso dei secoli XVII XVIII di stucchi, affreschi tele.
Nel transetto trovano posto da una parte l’altare dedicato alla Madonna del Rosario e dall’altra quello dedicato a S. Lorenzo. Nella navata le quattro tele di Antonio de Giorgi, dipinte attorno al 1764/69 raccontano i vari momenti del miracolo. Sotto la mensa dell’altare maggiore sono custoditi i panni macchiati dal sangue sceso dal quadretto
Al centro dell’altare, sopra il quadretto del miracolo, è collocata la preziosa ancona di Gaudenzio Ferrari (1536). La facciata è m granito rosa di Baveno, opera di Febo Bottini (1909), a mostra al centro un medaglione di L.Branca.
Di pregevole fattura e il tiburio, gemello delle chiese di Madonna di Ponte a Brissago e di Madonna di Campagna a Pallanza

Un altro edificio religioso, situato alle spalle del paese in un contesto naturale privilegiato è la Chiesa di Sant’Anna, vicino al famoso Orrido omonimo. 

In quanto agli edifici pubblici, si deve citare il Palazzo della Ragione, detto Palazzo Parasi, e la vicina Torre Campanaria, che aveva una funzione sia religiosa che civile.

Palazzo della Ragione o Palazzo Parasi

Anche il Palazzo Parasi ha una storia curiosa che è bello far conoscere, per questo motivo riportiamo il testo per esteso del cartello fotografato al suo ingresso. “Parasi” è la denominazione locale di questo palazzo modesto nelle dimensioni, ma spirante armonia e dignità, ove per secoli i cannobiesi legiferarono e ove governarono la loro piccola repubblica.
Dall’epigrafe del podestà Ugolino da Mandello, conservata nel salone al piano terra, esso rissulta costruito nel 1291.
Nei porticato al pian terreno ava sede il “Banco di Giustizia” che ancora vi era installato nel Cinquecento inoltrato, mentre nella grande sala che occupava tutto il piano superiore, fino agli inizi del XVI secolo, si riuniva il Consiglio Generale e verso la fine dello stesso secolo vi prese alloggio il Pretore.
Per tornare al porticato, rammenteremo una varietà di impieghi codificati e spontanei: era sede fissa per lo svolgimento delle aste, vi aveva stabile impianto una mola comunale accessibile a chiunque volesse arrotare i propri arnesi e utensili da taglio; periodicamente, nel giorno mensile di mercato, lo spazio terreno era assegnato ai calzolai, indigenti e forestieri.

Anche il campanile attiguo ha una storia curiosa, che vale la pena riportare per esteso facendovi leggere il testo del cartello trovato.

Il campanile in stile romanico costituisce una delle caratteristiche del borgo di Cannobio.
Costruito in pietra viva, alto 41 metri, venne ultimato tra la fine del sec. XII e l’inizio sec. XIII e si deve ai “magistri” Rusca da Somma e Gerardo da Saas.
Il grande campanile era di pertinenza comunale e le campane venivano suonate da un incaricato del comune (monacus).
In tempi remoti sul campanile furono collocate due grosse campane, che al tempo di S. Carlo furono sostituite e portate a tre: la maggiore serviva per le cerimonie religiose, la media serviva anche per convocare il popolo ai supplizi dei malfattori e la minore infine era usata per riunire le assemblee della vicinanza.
Solo nel 1862 vennero collocate cinque campane e nel 2010 il loro numero fu portato ad otto, con la possibilità di offrire ai cannobiesi un concerto melodioso.
Alla cella campanaria si accede per mezzo di una scala in muratura con 133 scalini.
L’attuale cuspide risale al XIX secolo.

Una scultura femminile particolare è quella presente in piazza Vittorio Emanuele II, realizzata da Giulio Branca in memoria della gloriosa difesa dall’attacco austriaco del 1859.

Piazza Vittorio Emanuele II a Cannobio

Un palazzo privato molto caratteristico è il cinquecentesco Palazzo Pironi, ora sede di un prestigioso albergo, che nella forma ricorda la prua di una nave ed è impreziosito da numerosi affreschi, sia all’interno che all’esterno.

Palazzo Pironi a Cannobio

Ma al di là dei monumenti tradizionali, il consiglio è quello di lasciarsi sorprendere dalla varietà di scorci che il paese offre, grazie alle sue vie strette e caratteristiche che portano al lago.

 

Vedrete che porterete a casa un grande numero di scatti (soprattutto di formato verticale! Perfetti per Instagram, come quelli che potete vedere a questo link), uno più bello dell’altro, da conservare nel vostro libro dei ricordi più magici e perfetti.

Se avete voglia di farvi un bagno nel lago, andate al Lido di Cannobio con la certezza di avere acqua pulita  e una spiaggia con tutte le credenziali (è Bandiera Blu!). 

Se invece volete fare quattro passi in natura, la pista ciclopedonale realizzata intorno all’abitato, è il posto ideale per voi.