Castelli di Bellinzona

Castelli di Bellinzona: la cinta fortificata meglio conservata dell’Insubria

Il sito dei castelli di Bellinzona si contraddistingue per un gruppo di fortificazioni sorte attorno al castello di Castelgrande, che si erge su di un’altura sopra l’intera valle del Ticino.
Attorno al castello, una serie di muraglioni protegge la città e blocca il passaggio attraverso la valle.
Un secondo castello, Montebello, è parte integrante delle fortificazioni, mentre un terzo castello, Sasso Corbaro, svetta su di un’altura separata, a sud est del blocco principale.

L’insieme di fortificazioni bellinzonesi si è insignito dell’importante titolo “Patrimonio dell’Unesco” perché è una testimonianza importantissima di struttura difensiva del Tardo Medioevo, posta a guardia di uno dei passaggi più strategici attraverso le Alpi. Si tratta dell’unico e più completo esempio di architettura medievale militare della regione Alpina.
Bellinzona è stata infatti, in passato, una zona strategica di importanza straordinaria: vi confluiscono non solo diversi valichi alpini (San Gottardo, Novena, Lucomagno, San Bernardino) ma anche sentieri percorribili a piedi o a cavallo. Chi proviene dalla Svizzera per andare in Italia, ha dovuto per forza passare da qui: ecco dunque spiegata la presenza di tracce di fortificazioni, fin dal neolitico (5000 a.C.).

L’impulso più vigoroso, avviene per opera dei Visconti attorno al XIV secolo, quando Bellinzona entra a far parte del Ducato di Milano. Nel XVI secolo la città viene riconquistata dai confederati ma la cinta muraria viene conservata e non distrutta. La città moderna si svilupperà fuori dei bastioni. Dobbiamo anche tenere presente che il fiume Ticino, con la piana di Magadino, sono state zone paludose resi edificabili e abitabili solo in epoca recente. A Bellinzona… ci sono tracce anche di un piccolo porto!

Castelgrande
Castelgrande è, come dice il nome, la più grande delle fortezze e domina sulla città con le due torri conosciute con il nome di Torre Nera e Torre Bianca. All’interno, lo spazio è suddiviso da ulteriori mura interne, a raggiera, a partire della Torre Nera, che formano tre cortili. La Torre Bianca, verso est, è circondata da ulteriori fortificazioni che formano il ridotto. Ci sono segni di chiese, cappelle e altri edifici, che probabilmente furono distrutti nel Quattrocento per fare posto ai soldati in caso di emergenza bellica. Tra il 1982 e il 1992, l’intero complesso è stato restaurato dall’architetto svizzero Aurelio Galfetti. Il complesso ospita il Museo Storico-Archeologico e quello Storico-Artistico.

Montebello
Montebello sorge su uno sperone di roccia a est di Castelgrande, a cui è collegato attraverso la cinta muraria. Essendo agevole l’accesso da tutti i lati, sono stati realizzati dei profondi fossati a protezione della parte centrale. Una torre centrale svetta sopra gli altri edifici, ma nel complesso la pianta del nucleo ricalca la struttura standard dei castelli sudalpini caratterizzata da alti muri di cinta che racchiudono fabbricati a scopo residenziale e utilitario. Il castello ospita un Museo Archeologico.

Sasso Corbaro
Questo maniero non è compreso nella cinta muraria bellinzonese, ed è stato costruito dopo gli altri due per coprire un possibile passaggio scoperto. A pianta quadrata, presenta un mastio (torre) sull’angolo nord est, leggermente più alto delle mura merlate. E’ il castello relativamente più “giovane” (risale al Quattrocento) ed ha subito un pesante e discutibile restauro agli inizi del Novecento che ne ha in parte snaturato lo stato originario.

Informazioni: www.bellinzonaturismo.ch
Difficoltà disabili: Media;
Ingresso: A pagamento nei musei