Castello Cabiaglio, l’importanza del lavoro di squadra

Nel cuore del Parco del Campo dei Fiori, in posizione dominante sulla Valcuvia, c’è un piccolo borgo di poco più di 500 abitanti che ha un nome fiabesco: Castello Cabiaglio. Ci sei mai stato?

Castello Cabiaglio

In realtà l’appellativo di “Castello” gli fu dato solo nel 1939, prima era conosciuto semplicemente come “Cabiaglio”, ovvero Cà – da castrum (castello, fortificazione) e Biaglio da vallis (della valle). Sicuramente dunque un castello qui c’era, anche se ancora non è stato possibile identificarlo con esattezza. Molti pensano che le sue fondamenta siano localizzate sotto l’edificio più importante, centrale ed alto dell’abitato, il Palazzo Ronchielli, dove per molto tempo fu attiva una filanda. A Cabiaglio dunque non si deve andare per visitare un castello, perché un castello così come lo intende comunemente, con le mura, i fossati, le torri di avvistamento, in effetti…non c’è. In compenso c’è un caratteristico borgo attorniato da boschi di faggi e castagni dove fare lunghe passeggiate e godersi il fresco ed il verde della natura.

Cabiaglio, roccaforte e comunità solidale

C’è qualcosa di molto più interessante però, un intero borgo perfettamente conservato dove la maggior parte degli edifici ha mantenuto le caratteristiche dei secoli passati, dove ci sono ancora cortili interni con portici e logge ingentilite da colonne, bei portali in pietra, stucchi e stemmi gentilizi, chiese decorate ed affrescate in bello stile. Dove, in altre parole, si percepisce come il senso di appartenenza ad una comunità possa portare alla realizzazione di opere armoniose tra loro e tra loro sinergiche, dove gli abitanti/castellani erano insigniti di un ruolo ben preciso all’interno di queste mura, dove a ognuno di loro, fosse ricco o povero, era garantito aiuto in caso di necessità ma dove era richiesta collaborazione attiva nella vita di tutti i giorni. L’accesso al paese è delimitato da due archi entro i quali, una volta, erano inseriti pesanti portoni che di sera venivano chiusi. Lungo le strade si trovano panchine in pietra su cui i viandanti ancora oggi possono sostare e dove una volta gli amministratori si riunivano per prendere le decisioni per “la Comune”. Le case erano collegate tra di loro per mezzo di una serie di passaggi segreti, allo scopo di fuggire velocemente ed in sicurezza nel caso di improvvisi attacchi esterni.

Nei secoli scorsi non si sapeva cos’era il team work, ma di fatto le chiese di Cabiaglio sono il risultato di un buon lavoro di squadra

Le due chiese principali del paese, dedicate rispettivamente a Sant’Appiano e a San Carlo, per le modalità con cui sono sorte e si sono poi sviluppate nel corso dei secoli, sono piccoli castelli anch’essi, simboli di una comunità religiosa e laboriosa dove si ritrova un analogo spirito di squadra.
Le famiglie importanti a Cabiaglio avevano i cognomi Ronchelli, Rossi, Leoni e Salvini. Vantavano tra i loro membri notai, commercianti, imprenditori ed infine industriali (dal ‘700 in poi). Soprattutto la famiglia dei Ronchelli gestiva importanti traffici commerciali con L’Aquila e il Regno di Napoli.
Tra Sei e Settecento, quando i cabiagliesi decisero di ampliare la loro chiesa allungando la navata centrale e aggiungendo delle cappelle votive, ci fu quasi una gara tra le Confraternite a chi sapesse realizzare la cappella più bella!
Il secolo successivo il lavoro degli architetti fu impreziosito e reso unico dagli stuccatori e affrescatori locali, tra cui in prima linea c’erano i fratelli Salvini e Giovan Battista Ronchelli che lavorarono probabilmente uno di fianco all’altro, in assoluta comunanza di idee e di stile. La decorazione della cupola ne è un esempio, dal momento che si vede come l’affresco dipinto prosegua senza soluzione di continuità nel gruppo scultoreo sottostante.
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Per l’Oratorio di San Carlo il paese raccoglie fondi, per continuarne le funzioni religiose e civili

Ancora più significativa del grande senso di socialità che animava, ed anima, il paese è l’Oratorio di San Carlo. Fatto costruire nel ‘600 dagli stessi cabiagliesi su proposta della famiglia Leoni, la piccola chiesa a pianta centrale non è mai stata amministrata dalla gerarchia ecclesiastica ma dalla Comunità. Non era solo il luogo dove si celebravano le messe, ma anche sede della scuola elementare e posto dove i più bisognosi potevano ottenere prestiti in denaro a tassi agevolati. Abbandonato per molti secoli, l’edificio versava in uno stato di avanzato degrado a cui ha posto fine, una ventina di anni fa, l’Associazione culturale Gruppo Ronchelli, raccogliendo fondi e impegnandosi a riassegnare all’edificio le funzioni per cui era stato realizzato, ovvero non solo il culto ma anche la cultura, tanto che oggi ospita mostre d’arte ed eventi di vario tipo.

Il Gruppo Ronchelli è il motore principale di altre iniziative orientate alla valorizzazione del territorio che spaziano dalle giornate di “Conosci Castello Cabiaglio”, durante le quali il pubblico può visitare i cortili interni delle case accompagnati da guide volontarie, alla realizzazione di audioguide fruibili attraverso i QR code installati in diversi punti del paese.

Fonte: “Conosci Castello Cabiaglio. Luogo di piccoli incanti, arte e natura” – testi di Diego Rossi, illustrazioni di Lou Beeren.

Informazioni generali sul Comune di Castello Cabiaglio