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Direttive comunitarie, leggi regionali e provinciali, delibere comunali, relazioni tecniche di Regioni, Province, Comuni, siti internet, pdf e documentazione utile in materia di turismo nella zona di Varese, Como, Milano e dintorni.

Alberghi da 1 a 5 stelle, ecco cosa bisogna aspettarsi

PROSPETTO DI DEFINIZIONE DEGLI STANDARD MINIMI NAZIONALI DEI SERVIZI E DELLE DOTAZIONI PER LA CLASSIFICAZIONE DEGLI ALBERGHI  – ALLEGATO AL DECRETO 21 ottobre 2008: Definizione delle tipologie dei servizi forniti dalle imprese turistiche nell’ambito dell’armonizzazione della classificazione alberghiera. Continua la lettura di Alberghi da 1 a 5 stelle, ecco cosa bisogna aspettarsi

Storia e Storie della sponda magra

Devi realizzare una ricerca per la scuola oppure ti stai laureando e devi preparare la tesi? Sei appassionato di storia locale e vuoi saperne di più sul passato del luogo in cui vivi? Se abiti in un paese del Varesotto sul lago Maggiore, abiti nella cosiddetta “sponda magra” che è oggetto di studio di un gruppo di storici locali che hanno realizzato diverse pubblicazioni ora disponibili anche su questo sito.

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Parchi cittadini di Varese, tutte le informazioni in comodi depliant

Varese è conosciuta come la “città giardino“, non solo per il verde intenso delle colline e delle montagne circostanti, ma anche per le tante ville storiche che hanno parchi immensi con alberi secolari.

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Il CAI e le sue sezioni in provincia di Varese

Chi ama la montagna, in Italia non può non conoscere il CAI. A Varese esistono molte sezioni del CAI che organizzano tutto l’anno escursioni nelle montagne vicine e lontane, per gli associati e non. Non bisogna per forza essere un alpinista d’alta quota per aderire alle loro iniziative!

Grazie all’entusiasmo dei volontari associati del CAI, le montagne italiane sono attrezzate con rifugi e bivacchi e dispongono di una rete di sentieri che è una delle più grandi d’Europa: ci sono circa 60mila km su e giù per l’Italia, di sentieri tracciati e mantenuti, giorno dopo giorno, riconoscibili dai segni bianco-rossi su alberi, rocce e altri elementi notevoli.
Se siete appassionati di montagna, di sport e di escursioni, il consiglio è quello di andare sul sito internet della sezione del CAI più vicina a voi, dove si troveranno informazioni dettagliate sulle iniziative organizzate e sugli eventuali sentieri in affidamento.

Per la zona di Varese segnaliamo i seguenti siti internet:

Legge sul turismo – Regione Lombardia -16 luglio 2007 , n. 15

Legge Regionale 16 luglio 2007 , n. 15
Testo unico delle leggi regionali in materia di turismo

(BURL n. 29, 2° suppl. ord. del 19 Luglio 2007 )

TITOLO I
OGGETTO DEL TESTO UNICO

Art. 1
(Oggetto)

1. Il presente testo unico, redatto ai sensi della legge regionale 9 marzo 2006, n. 7 (Riordino e semplificazione della normativa regionale mediante testi unici) riunisce le disposizioni di legge regionali in materia di turismo riguardanti:
a) organizzazione turistica regionale;
b) attività ricettiva alberghiera;
c) attività ricettiva non alberghiera;
d) attività ricettive all’aria aperta;
e) professioni turistiche;
f) agenzie di viaggio e turismo.

TITOLO II
ORGANIZZAZIONE TURISTICA REGIONALE
CAPO I
SISTEMA TURISTICO REGIONALE

Art. 2
(Finalità)

1. La Regione, in attuazione dell’articolo 117 della Costituzione, nel rispetto del principio di sussidiarietà e con lo strumento del partenariato:
a) riconosce il ruolo strategico del turismo per lo sviluppo economico, per la crescita culturale e sociale della persona e della collettività e per favorire continue e positive relazioni tra popoli e culture diverse;
b) favorisce la crescita competitiva del sistema turistico regionale e locale per il miglioramento della qualità dell’organizzazione, delle strutture e dei servizi;
c) sostiene il ruolo delle imprese turistiche, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese, sostenendo prioritariamente le attività ed i servizi rivolti ai turisti in arrivo nella Regione Lombardia;
d) promuove la ricerca, i sistemi informativi e di monitoraggio, la documentazione e la conoscenza dell’economia e delle attività turistiche;
e) valorizza il ruolo delle autonomie locali e funzionali e delle diverse, autonome ed originali espressioni culturali ed associative delle comunità locali;
f) promuove l’immagine turistica regionale sui mercati mondiali, valorizzando le risorse e le caratteristiche dei diversi ambiti territoriali;
g) incentiva il sistema delle autonomie locali e il sistema delle imprese ad assumere iniziative di sviluppo turistico, in relazione alla diffusa presenza di risorse e del crescente ruolo dell’economia turistica;
h) assicura il coordinamento delle politiche intersettoriali ed infrastrutturali necessarie alla qualificazione dell’offerta turistica, nonché alla valorizzazione del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico e del prodotto enogastronomico.
2. La Regione definisce il quadro istituzionale e del rapporto tra gli enti pubblici, in relazione all’esercizio delle attività di promozione, sviluppo e qualificazione delle risorse turistiche lombarde.

Per la lettura del testo integrale della Legge regionale Lombardia sul turismo (L.R. 16 luglio 2007 , n. 15, aggiornata a gennaio 2015) puoi scaricare questo pdf.

Codice dei beni culturali e del paesaggio – D. Lgs. 42/2004

Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42

“Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137”
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24 febbraio 2004 – Supplemento Ordinario n. 28

Scarica il testo integrale del Codice dei beni culturali e del paesaggio in pdf

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76, 87, 117 e 118 della Costituzione;

Visto l’articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Visto il decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, recante istituzione del Ministero per i beni e le attività culturali, a norma dell’articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modifiche e integrazioni;

Visto il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, recante testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, a norma dell’articolo 1 della legge 8 ottobre 1997, n. 352;

Visto l’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137;

Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 29 settembre 2003;

Acquisito il parere della Conferenza unificata, istituita ai sensi del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;

Acquisiti i pareri delle competenti commissioni del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 16 gennaio 2004;

Sulla proposta del Ministro per i beni e le attività culturali, di concerto con il Ministro per gli affari regionali;

E m a n a

il seguente decreto legislativo:

Art. 1.

1. E’ approvato l’unito codice dei beni culturali e del paesaggio, composto di 184 articoli e dell’allegato A, vistato dal Ministro proponente.

PARTE PRIMA

Disposizioni generali

Articolo 1

Principi

1. In attuazione dell’articolo 9 della Costituzione, la Repubblica tutela e valorizza il patrimonio culturale in coerenza con le attribuzioni di cui all’articolo 117 della Costituzione e secondo le disposizioni del presente codice.

2. La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale concorrono a preservare la memoria della comunità nazionale e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura.

3. Lo Stato, le regioni, le città metropolitane, le province e i comuni assicurano e sostengono la conservazione del patrimonio culturale e ne favoriscono la pubblica fruizione e la valorizzazione.

4. Gli altri soggetti pubblici, nello svolgimento della loro attività, assicurano la conservazione e la pubblica fruizione del loro patrimonio culturale.

5. I privati proprietari, possessori o detentori di beni appartenenti al patrimonio culturale sono tenuti a garantirne la conservazione.

6. Le attività concernenti la conservazione, la fruizione e la valorizzazione del patrimonio culturale indicate ai commi 3, 4 e 5 sono svolte in conformità alla normativa di tutela.

Scarica il testo integrale del Codice dei beni culturali e del paesaggio in pdf

I beni architettonici vincolati della città di Varese

Sul sito della Regione Lombardia è presente una preziosa banca dati chiamata IDRA (Banca dati dichiarazione d’interesse culturale) nella quale confluiscono tutte le pratiche di vincolo, dal 2001 in poi: il database viene progressivamente aggiornato con i nuovi decreti.
Grazie a questo strumento riusciamo dunque a valutare quanti e quali beni culturali, artistici o architettonici, esistono in ogni Comune lombardo, e dunque in ogni Comune della provincia di Varese.
Si ricorda che i beni culturali, secondo la definizione data dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (Decreto Legislativo  42/2004), sono “le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonche’ ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico”. Per essere considerati tali devono possedere la “dichiarazione di interesse culturale” rilasciata dal Soprintendente. Tutti i beni culturali devono essere protetti e conservati; l’obbligo di conservazione esiste anche per i proprietari privati.

Il patrimonio vincolato, in provincia di Varese, comprende migliaia di beni culturali, mobili ed immobili, esiste dunque sul territorio un patrimonio storico esteso e spesso ancora da studiare e valorizzare.

Oggi riportiamo l’elenco, dal database IDRA, di un centinaio di beni architettonici vincolati, relativi alla sola città di Varese, con relative fotografie quando disponibili.

Il 18 maggio 2015 è la Giornata internazionale del museo, dedicata alla sostenibilità

Ogni anno la ICOM (International Councyl Museums) propone la Giornata Internazionale del Museo per avvicinare il museo ad un numero sempre maggiore di persone.
Il tema scelto per il 2015 si intitola: Musei per una società sostenibile. La sfida dei prossimi anni è infatti quella di adeguare gli stili di vita e lo sviluppo sociale alle possibilità limitate della natura. Questo cambiamento impone nuovi modi di pensare e di agire. I musei possono svolgere un ruolo chiave in questo processo, accogliendo e promuovendo le “buone pratiche” nel maggiore rispetto dei sistemi di vita, oppure accrescendo la consapevolezza nelle persone delle conseguenze negative che ci saranno se non si procede ad un’inversione di rotta.

 

Carta d’identità del museo

Il sito internet del MIBACT riporta:

La ricerca presentata in questa pubblicazione (La carta d’identità del museo. Il regolamento, Roma 2009, ndr) risponde all’esigenza di definire compiutamente, dal punto di vista giuridico-istituzionale e organizzativo, l’identità del museo: una realtà culturale che ha assunto negli ultimi anni un rilievo crescente sotto il profilo sociale ed economico e ha ricevuto una precisa definizione dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, senza conseguire, tuttavia, un effettivo adeguamento gestionale e organizzativo.
L’agile gruppo di lavoro coordinato dall’Ufficio Studi, composto da alcuni dirigenti e da direttori di musei statali, con l’ausilio di due esperti, i professori Girolamo Sciullo e Pierpaolo Forte, ha elaborato una proposta di “regolamento” del museo statale, che ne indichi missione, compiti, funzioni e ruoli.
Il documento – la cui validità e possibilità di applicazione è stata discussa e sperimentata in tredici istituti statali – è stato concepito come un modello di riferimento applicabile anche in assenza di sostanziali innovazioni normative che attribuiscano al museo piena autonomia amministrativa e finanziaria.
D’altra parte la sua adozione – che potrebbe essere decisa anche dal singolo soprintendente – porrebbe fine all’incertezza sul profilo del museo (troppo spesso privo di un atto costitutivo e di qualsiasi dichiarazione programmatica), sulle responsabilità del direttore, figura ritenuta ormai indispensabile, sulle professionalità e le risorse disponibili.
Insieme con altri atti vivamente consigliati (carta dei servizi, organigramma, relazione annuale), il “regolamento” concorrerebbe in definitiva a delineare una struttura vitale ed efficiente, in grado di programmare attività e servizi e dar conto dei risultati conseguiti.

Scarica la carta identita museo in pdf.