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Direttive comunitarie, leggi regionali e provinciali, delibere comunali, relazioni tecniche di Regioni, Province, Comuni, siti internet, pdf e documentazione utile in materia di turismo nella zona di Varese, Como, Milano e dintorni.

BIT Borsa Italiana del Turismo 13-15 febbraio 2014

La BIT Borsa Italiana del Turismo è una delle fiere italiane più importanti del settore turistico, che si svolge ogni anno a Milano prima dell’inizio della stagione estiva, tradizionalmente la più propizia per gli operatori della penisola. Da qualche anno gli organizzatori stanno investendo molto nel cosiddetto B2B (business to business), dove sono soprattutto le imprese ad avere un canale privilegiato di comunicazione con eventuali partner per la realizzazione di pacchetti ed offerte di interesse per i propri clienti.
L’edizione 2014 della Borsa Italiana del Turismo si svolge a Rho-Fiera nelle giornate dal 13 al 15 febbraio, di cui le prime due chiuse al pubblico pagante e riservate interamente agli operatori.
Come possiamo intuire, il prossimo Expo 2015 rappresenta una straordinaria opportunità per il mercato italiano ed europeo.
Grazie alla presenza di hosted buyer selezionati, questa edizione della Bit diventa il luogo dove programmare e acquistare in anteprima i pacchetti turistici legati all’EXPO 2015.

Abbiamo cercato di individuare gli espositori rappresentanti dell’Insubria, la zona di nostro diretto interesse per le province di Varese e Como . Per il Canton Ticino non abbiamo trovato nessun rappresentante.

Per Varese:

ASSOCIAZIONE VARESE EUROPEA
Varese (VA)
ITALY – Pad. 3 stand D23

CONSORZIO TURISTICO PROVINCIA DI VARESE
Varese (VA)
Pad. 3 stand B03 B09 D02 D10

VARESE HOTELS SERVICE SRL – LAGO MAGGIORE BIKE HOTELS
Varese (VA)
Pad. 3 stand B03 B09 D02 D10

REGALI MOMENTI BY LA PIAZZETTA DEL MONDO
ANGERA (VA) – Italia
– BUSINESS VILLAGE – Pad. 4 stand K22

LE ROBINIE – GOLF, HOTELS & CONGRESS CENTRE
BUSTO ARSIZIO – Italia
– ITALY – Pad. 3 stand L04 BIS

Per Como:
AVENUE HOTEL LAGO DI COMO
Como (CO)
ITALY – Pad. 3 stand K33

GRAND HOTEL DI COMO SRL
Como (CO)
Pad. 3 stand B03 B09 D02 D10

JOY – RISTORANTE -VILLA OLMO – LAGO DI COMO
Como (CO)
Pad. 3 stand K33

LAKE COMO ACTIVE HOLIDAYS MADE IN ITALY
COMO (CO) – Italia
ITALY – Pad. 3 stand L22

PIZZA RESTAURANT STAEK HOUSE IL PINZIMONIO LAGO DI COMO
COMO (CO) – Italia
Pad. 3 stand K33

AC BOAT DI BOLGIANI M. CRISTINA
MENAGGIO (CO) – Italia
Pad. 3 stand B03 B09 D02 D10

HOWONDERFULITALY SRL
COMO (CO) – Italia
Pad. 3 stand B03 B09 D02 D10

MINISTERO INFRASTRUTTURE E TRASPORTI GESTIONE NAVIGAZIONE LAGHI
MILANO – Italia
– ITALY – Pad. 3 stand E08

Road To Wellness – Mappa dei percorsi

Sono stati tracciati ben 80 percorsi che attraversano il territorio a cavallo tra Italia e Svizzera, scaricabili in formato .gpx per il proprio gps, oppure evidenziati sulla più classica mappa cartacea disponibile anche in pdf a questo link. I percorsi sono divisi per area e difficoltà e sono sempre corredati da una descrizione testuale e dall’indicazione dell’albergo/hotel più vicino che ha aderito al progetto.

Si tratta di un progetto di mobilità ecosostenibile che si concretizza nella disponibilità di biciclette elettriche a pedalata assistita presso alcune strutture ricettive ben collegate a sentieri e/o piste ciclabili e nella realizzazione di un sito internet e di materiale cartaceo per la promozione dello stesso.

Turismo ecosostenibile: una definizione che va di moda in questo periodo, e che di certo si adatterebbe benissimo al territorio insubrico di Varese, Canton Ticino e Como, dove la prima cosa da fare è valorizzare il patrimonio naturale e artistico esistente, e l’ultima è quella di aumentare il tasso di antropizzazione con ulteriori insediamenti abitativi.

Le strutture di accoglienza ci sono, quello che deve essere potenziata è la promozione di tali strutture, inserendole magari all’interno di circuiti turistici con pacchetti e programmazioni ben fatte da professionisti del settore. Organizzazione e cooperazione sono le parole chiave per la nuova sfida che va affrontata da tutti gli attori in gioco: aziende agrilocali, enti di promozione turistica, musei, alberghi, gestori di impianti sportivi, comunità montane. Enti pubblici e operatori privati dovrebbero procedere in sinergia per realizzare un progetto conveniente, quasi necessario ormai (vista la situazione economica non proprio ottimale) che è quello della promozione territoriale attiva.

Un’iniziativa che aspira ad andare in questa direzione è appunto questa di Road to Wellness, promossa da Varese Convention & Visitors Bureau e dall’Ente Turistico del Mendrisiotto e Basso Ceresio con il finanziamento della Regione Lombardia e dell’Unione Europea.

Scala CAI dei Sentieri

Le sezioni CAI organizzano gite per soci e non soci, anche la sezione di Laveno Mombello ha un ricco programma che prevede ciaspolate in inverno e camminate più o meno difficili su montagne dei dintorni e non solo, nel resto dell’anno. Gli organizzatori giustamente specificano sempre, per ogni passeggiata, il grado di difficoltà, al fine di preparare psicologicamente tutti gli interessati e di fare capire loro cosa gli aspetta!  Di solito il venerdì sera prima della passeggiata domenicale si discute in sede di tutto quello che si deve portare o, se il tempo non promette bene, si prende insieme la decisione di rimandare il tutto.

Le scale di difficoltà presenti nel programma fanno riferimento alla scala CAI.

Questa scala tiene conto di tre parametri oggettivi fondamentali: il dislivello, la distanza planimetrica, la segnaletica del percorso. Riportiamo le definizioni presenti nella Guida dei Monti d’Italia del CAI:

T = turistico.
Itinerari su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti e che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri e hanno un dislivello di solito inferiore ai 500 m.
Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata.

E = escursionistico.
Itinerari che si svolgono su sentieri di ogni genere, oppure su evidenti tracce di passaggio in terreno vario (pascoli, detriti, pietraie), di solito con segnalazioni; possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppano a volte su terreni aperti, senza sentieri, ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Possono svolgersi su pendii ripidi, dove tuttavia i tratti esposti sono in genere protetti o assicurati (cavi). Possono avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi nè impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (scalette, pioli, cavi) che però non necessitano l’utilizzo di equipaggiamento specifico (imbragatura, moschettoni, ecc.).
Richiedono un certo senso di orientamento, come pure una certa esperienza e conoscenza dell’ambiente alpino, allenamento alla camminata, oltre a calzature ed equipaggiamento adeguati. Normalmente il dislivello è compreso tra i 500 e i 1000m.
Costituiscono la grande maggioranza dei percorsi escursionistici sulle montagne italiane.

 EE = per escursionisti esperti.

Si tratta di itinerari generalmente segnalati, ma che implicano la capacità di muoversi su terreni particolari. Sentieri o tracce su terreno impervio (pendii ripidi e/o scivolosi di erba, o misti di rocce e di erba, o di roccia e detriti). Terreno vario, a quote relativamente elevate (pietraie, brevi nevai non ripidi, pendii aperti senza punti di riferimento, ecc). Tratti rocciosi, con lievi difficoltà tecniche (percorsi attrezzati, vie ferrate fra quelle di minore impegno). Rimangono invece esclusi i percorsi su ghiacciai, anche se pianeggianti e/o all’apparenza senza crepacci (perchè il loro attraversamento richiederebbe l’uso della corda e della picozza, nonchè la conoscenza delle relative manovre di assicurazione).
Necessitano di esperienza di montagna in generale e buona conoscenza dell’ambiente alpino, passo sicuro e assenza di vertigini; equipaggiamento, attrezzatura e preparazione fisica adeguate. Per i percorsi attrezzati è inoltre necessario conoscere l’uso dei dispositivi di autoassicurazone (moschettoni, dissipatore, imbragatura, cordini). Normalmente il dislivello è superiore ai 1000m.

EEA = per escursionisti esperti, con attrezzature.
Questa sigla si utilizza per certi percorsi attrezzati o vie ferrate, al fine di preavvertire l’escursionista che l’itinerario richiede l’uso dei dispositivi di autoassicurazione.

I gradi E, EE, EEA, possono avere una ulteriore suddivisione in inferiore (-) o superiore (+).

Museo virtuale delle imprese longeve di Varese

Poretti, Lisanza, Grafiche Reggiori, Lindt e Sprungli, Mascioni, Rossi d’Angera…sono alcuni dei marchi varesini noti a livello internazionale. Dietro questi nomi si nascondono imprenditori locali che, generazione dopo generazione, hanno contribuito a fare conoscere il made in Italy in tutto il mondo. Cosa accomuna questi personaggi? Al di là del merito individuale e alla specificità delle  idee, c’è una costante nella storia di queste imprese: quella di avere sempre avuto una gestione famigliare. Per saperne di più, è a disposizione un intero sito ben strutturato e documentato della della Camera di Commercio di Varese che si chiama Museo Web dell’Economia Varesina e che tratta sia delle origini che delle vicende più recenti delle realtà imprenditoriali più “vitali” sul territorio: http://www.museoweb.it/

 

Mappa delle piste ciclabili e dei centri sportivi – Varese

Negli uffici turistici della Provincia di Varese si può ritirare la mappa dove sono segnati tutti i posti dove praticare sport all’aria aperta: piste ciclabili, percorsi ciclopedonali per mountain bikes, centri di equitazione, spiagge, campi da golf, aeroporti turistici, circoli veloci, centri di noleggio bici, società di canotaggio, campeggi, grotte, ecc.

Qui si può scaricare l’equivalente in pdf.

Normativa sulla Biodiversità

In quasi tutta l’Insubria il colore dominante è il verde della vegetazione che trionfa nelle tante colline e montagne presenti. Si tratta di un verde non uniforme: le gradazioni di verde degli alberi, cespugli e piante presenti sono infinite. Per fortuna! Dentro questo verde brulica una vita di cui a malapena conosciamo l’esistenza. Esseri viventi di diverse tipologie popolano il territorio, e in molti casi si tratta di specie molto rare e in via di estinzione. Si tratta di un patrimonio che va salvaguardato, ed in effetti le amministrazioni, soprattutto negli ultimi anni, si stanno attivando per tutelare e valorizzare la “biodiversità”.

Con il termine “biodiversità” si intende la varietà delle specie viventi, animali e vegetali, che si trovano sul nostro pianeta (Wilson & Peter, 1988).

Con una definizione più ampia, si può considerare l’espressione della complessità della vita in tutte le sue innumerevoli forme, includendo la varietà di organismi, il loro comportamento e la molteplicità delle possibili interazioni (Regione Lombardia, 2009).

Chi, anche distrattamente, si è trovato a passeggiare per i sentieri disseminati in tutta l’Insubria, avrà notato dei cartelli che parlano di Natura 2000 e Agenda 21. Si tratta di progetti internazionali che mirano appunto alla tutela della biodiversità.

Natura 2000 è una Rete europea di Siti che tutelano una serie di habitat e specie animali e vegetali particolarmente rari e minacciati. L’aspetto innovativo di Rete Natura 2000 risiede nel fatto che a essere tutelato non è solo il Sito in sé, ma un sistema di aree collegate tra di loro, sistema pensato per ridurre l’isolamento degli habitat e fornire alle specie adeguati collegamenti ecologici.

Questa Rete trae origine da due direttive comunitarie: la n. 92/43/CEE (Habitat) e la n. 79/409/CEE (Uccelli), che chiamano gli Stati dell’Unione Europea ad individuare sul proprio territorio tali Siti, denominati SIC (Siti di Importanza Comunitaria) e ZPS (Zone di Protezione Speciale). L’individuazione dei Siti in Italia è stata affidata, ciascuna per il proprio territorio, alle singole Regioni, con il coordinamento del Ministero dell’Ambiente.

Con il nome Agenda 21 si intende il programma d’azione che l’ONU ha avviato a partire dalla conferenza di Rio de Janeiro del 1992 sulla biodiversità. I lavori dell’ONU si sono concretizzati infatti nella cosiddetta “Agenda 21” o “Agenda di Rio”, ratificata (ufficializzata, fatta legge) dall’Italia nel 1994 con la Legge 14 febbraio 1994, n. 124. In questa conferenza, si è introdotta una definizione che adesso ormai è di uso comune: sviluppo sostenibile, facendo rientrare in questa definizione l’idea che ci possa essere un futuro solo stando attenti a non sprecare le risorse naturali.

La salvaguardia della biodiversità è stata perseguita in Italia con l’istituzione di Parchi regionali e Riserve Naturali, e poi, nella logica di Natura 2000, si è provveduto a fare degli studi sulle Reti Ecologiche Regionali (RER), delle aree molto vaste che funzionano da “cuscinetto” per le specie protette.

“La pianificazione di rete ecologica si pone l’obiettivo, sotto uno stretto profilo di conservazione della biodiversità, di mantenere e ripristinare una connettività fra popolazioni biologiche in paesaggi frammentati, con ricadute anche sui livelli superiori di organizzazione della biodiversità, sulle componenti abiotiche degli ecosistemi e sui processi ecologici in generale. Essa costituisce un paradigma di grande portata, capace di promuovere strategie di conservazione della diversità biologica e dei processi ecologici attraverso la pianificazione del territorio” (Battisti e Romano, 2007)

In parole semplici, si spera che, con la pianificazione delle Reti Ecologiche, le “magnifiche sorti e progressive” della società siano compatibili con la conservazione della biodiversità. Una bella idea,  che deve essere difesa a spada tratta se non vogliamo perdere la bellezza che la natura ci ha donato.

Nelle schede realizzate dalle Regioni, per ogni Area Prioritaria per la Biodiversità vengono specificati gli elementi di tutela. Un certo territorio può essere importante perché rientra in una o più tra le seguenti categorie:

  • SIC (Siti di Importanza Comunitaria)
  • ZPS (Zona di Protezione Speciale) Parco Regionale
  • Riserva Naturale Regionale/Statale
  • Monumento Naturale Regionale
  • ARA (Area di Rilevanza Ambientale)
  • Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS)
  • IBA (Important Bird Area)
  • SIC: Sito di Importanza Comunitaria

SIC
Il SIC è una zona che è stata considerata importante per la biodiversità. Un sito diventa SIC su proposta della Regione e dopo la ratifica dell’Unione Europea.
ZPS
L’identificazione e la delimitazione delle ZPS si basa interamente su criteri scientifici; le ZPS sono mirate a proteggere i territori più idonei alla conservazione delle specie elencate nell’Allegato I della direttiva Uccelli., e di quelle migratorie, non elencate, che ritornano regolarmente. Anche le ZPS fanno parte di Natura  2000.
Parco Regionale
I parchi regionali sono aree terrestri, fluviali, lacustri e/o marine, dalle caratteristiche omogenee di alto valore ambientale, naturalistico, artistico e culturale. I parchi regionali sono stati regolamentati con D.P.R. 616/77 che ha trasferito alle Regioni le competenze in materia di aree protette.
Riserva Naturale Regionale
Le riserve naturali regionali sono costituite da aree terrestri, fluviali, lacustri o marine importanti per la biodiversità biologica o per la conservazione delle risorse genetiche.
Monumento Naturale Regionale
Come dice il nome, si tratta di monumenti realizzati dalla natura stessa: si tratta per esempio di massi particolarmente grandi e diventati storicamente importanti per l’attenzione a loro riservata da parte delle popolazioni locali.
Area di Rilevanza Ambientale (ARA)
L’ARA è un’Area importante per l’ambiente, nominata tale dalla Regione.
IBA
L’IBA è un’area considerata un habitat importante per la conservazione di popolazioni di uccelli. L’individuazione dei siti spetta al BirdLife International, che ha sviluppato il programma.
Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS)
Si tratta di un Parco su cui la Regione non ha potere diretto, istituito dalla sola Provincia, ragione per cui non esistono vincoli così stretti come accade per i Parchi Regionali. Sono i Comuni tramite il Piano Regolatore Generale (adesso chiamato Piano di Governo del Territorio, PGT) a stabilire i vincoli urbanistico-territoriali del caso.

Per sapere quando sono stati istituiti parchi e Riserve, e chi è l’ente responsabile, è utile consultare l’Elenco ufficiale delle aree naturali protette (EUAP). L’ultimo elenco risale al 2010 (DM 27/04/2010 – GU n. 125 del 31.05.2010).

Documentazione Provincia di Varese

Sul sito internet della Provincia di Varese è presente una ricca sezione di documenti scaricabili in pdf, di pubblico dominio.

Fonti degli articoli di questo sito internet:
Studio d’Incidenza per lo sviluppo turistico – Provincia di Varese
http://www.provincia.va.it/ProxyVFS.axd/null/r31810/Studiod-incidenza_Relazione.pdf?ext=.pdf

http://www.provincia.va.it/ProxyVFS.axd/Allegato-2-delibera-n-33-Inquadramento-territoriale.pdf?rnode=36534&stream=&ext=.pdf

[divider]
Per la storia industriale di Porto Valtravaglia sono state consultate le pagg.15-18 del Report Finale del Forum dedicato all’argomento, scritte da Filippo Colombo. Il documento, per quanto datato 2007, è utile per capire le prospettive della cittadina.
www.comune-portovaltravaglia.it/PORTO_reportfinale.pdf