Chiesa di S. Abbondio a Como, suggestioni d’Oriente

L’esempio più antico, e più integro, di romanico comasco, è dato sicuramente dalla Chiesa di S. Abbondio, che presenta un impianto a basilica a cinque navate, una coppia di campanili di stampo nordeuropeo (spesso nelle chiese dei Benedettini si riscontra questo tipo di influenze), una copertura lignea al posto delle consuete volte a crociera, e dei bellissimi fregi decorativi che corrono lungo tutta la muratura esterna, di sapore orientaleggiante. Qui trovi la chiave di lettura per apprezzare al meglio la Chiesa di S. Abbondio. Buona lettura!

fonte: Wikipedia

Chi entra nella chiesa, non può non venire colpito dall’essenzialità della struttura e dalla verticalità dell’abside, affrescata interamente da un pittore noto come il Maestro di S. Abbondio. Il merito di una tale pulizia di linee architettoniche è dovuto ad un sapiente restauro di metà Ottocento, che provvide a eliminare le superflue decorazioni apportate in età controriformistica.

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La presenza di alcune strutture particolari come le torri campanarie gemelle, il nartece interno a due livelli (il secondo livello era riservato alle autorità temporali) e gli interni ad andamento fortemente verticale, è indicativa del fatto che si volesse realizzare un edificio di culto molto simile alle westwerk tedesche, come ad esempio l’abbazia di Wildesheim (1033). Stilemi ottoniani sono presenti in altre chiese del Comasco anche sotto forma di affreschi: S. Pietro a Civate e S. Vincenzo a Galliano.

La facciata, a salienti interrotti, è divisa in cinque sezioni, tante quante le navate interne, separate solamente da contrafforti e prive di altre decorazioni, eccezion fatta per la cornice ad archetti pensili che corre lungo il profilo superiore e per le semicolonne disposte nella sezione centrale superiore.
Il portale centrale, poco strombato, presenta un arco toroidale (a forma di ciambella) avvolto da un cordone in pietra, alternato a motivi vegetali.

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Ci sono poi decorazioni a nastri intrecciati che si alternano ad altre con tondi che racchiudono animali fantastici, secondo modi tipici delle miniature armene o delle stoffe sasanidi (così ipotizzano gli storici), sicuramente di gusto orientale.
Anche le finestre della parte posteriore presentano esternamente ghiere riccamente decorate, con motivi astratti alternati ad animali fiabeschi in pose molto dinamiche (lupi a fauci spalancate, uccelli che becchettano, ecc.). Il motivo a cordone ritorna lungo tutta la superficie esterna, assieme a quello degli archetti pensili e a quello dei denti di sega: quasi elementi di “passamaneria” a rifinire una struttura semplice ma imponente ed equilibrata nel contempo.