Funghi che passione! Sbagliare però può costare caro

Alcune false credenze e vari consigli, per divertirsi e mangiare una delizia prelibata gustandosi tutti i profumi e le magie del bosco

La passione per i funghi coinvolge moltissime persone e non stiamo parlando tanto dell’assaporarli nel piatto, quanto per il gusto di trovarli. Da diverse generazioni le nostre valli, a partire dall’estate, vengono frequentate da appassionati cercatori più o meno esperti. Se i “fungiàt” sanno già tutto, diverso è il discorso per chi, occasionalmente, vuole cimentarsi in questa entusiasmante pratica. Ecco alcuni consigli prima ancora di mettere piede in un bosco, per non perdere mai di vista la sicurezza.

Scarpagno col cestino pieno
di funghi buoni, anche se li
farò controllare, perché come diceva mio nonno, basta un bastardo nel cesto per
rovinar tutto, proprio come tra gli uomini”.
Stefano Benni

Un porcino dei nostri boschi nel pieno del suo fulgore

Quella per i funghi è una grande passione che coinvolge moltissime persone della nostra splendida zona prealpina. Se i “fungiàt” hanno ben chiaro cosa possono raccogliere e cosa no, diverso è il discorso per il raccoglitore occasionale, non così esperto e facilmente portato all’errore. Ecco qualche consiglio per non avere brutte sorprese, oltre a qualche curiosità.

Se volete sapere quali sono le specie più comuni di funghi delle nostre valli del Varesotto (e riconoscerli attraverso le fotografie), potete andare a questa pagina, ma è importante partire con le idee più chiare possibili.  Andar per boschi può essere pericoloso, così come credere a molte dicerie che nulla hanno a che vedere con la realtà, e possono essere ben più pericolose del bosco stesso.

False credenze

Andar per boschi è già bello…se si trovano dei funghi….è fantastico!

Ci sono cose da sapere prima ancora di mettere piede in uno dei nostri splendidi boschi. Credenze popolari errate e cattive abitudini possono avere conseguenze su di noi e sull’ambiente, motivo per cui cercheremo di elencare le cose più importanti.

1. “Se ha le lamelle sotto il cappello è matto, se ha la spugna è buono“.

Vedremo poi in dettaglio qualche esempio, ma è una credenza falsa e pericolosa. Esistono funghi ottimi con le lamelle (un esempio è la Mazza di Tamburo), così come specie con la spugna fortemente tossici (Boletus satanas), o Porcino Malefico. Non ascoltiamo e soprattutto non diffondiamo questa pericolosa falsità.

2. “Se sono smangiucchiati allora il fungo è buono“.

Anche questo è  falso e pericoloso. Esistono lumache che possono mangiare tranquillamente funghi che per noi esseri umani risultano mortali.

3. “Se è profumato e ha un buon sapore allora il fungo è buono“.

Pericolosissimo, oltre che falso. Non assaggiare MAI funghi di cui non si ha la certezza che siano buoni anzi, non farlo mai in assoluto. Esistono specie dal profumo ottimo, sapore eccellente e aspetto candido e innocente, che risultano mortali in pochi giorni. Sono due ottimi esempi Amanita verna e Amanita virosa.

4. “Essiccare i funghi elimina la velenosità“. Falso e
pericolosissimo
, al pari di quanto detto poco fa. Non solo: se un fungo è velenoso, una volta essiccato, avrà una concentrazione di tossine ancora più elevata rispetto al peso.

5. “Nel dubbio, far assaggiare al cane o al gatto“.

Vecchissimo consiglio pericoloso e falso, ovviamente. Oltre ad una
sensibilità maggiore rispetto al passato per il benessere dei nostri amici a quattro zampe, vale quanto detto per le lumache: funghi commestibili per altre specie possono essere letali per noi.

Cattive abitudini

Faggi, betulle e castagni popolano i boschi delle Prealpi varesine e nascondono funghi profumati!

Il bosco è un luogo incantato che con la sua bellezza ci colma di pace e benessere per il solo fatto di essere lì. Ma è anche un ecosistema molto complesso e con equilibri delicati; servono anche centinaia di anni per vedere il frutto di questo assestamento. Insomma: tutto nel bosco deve essere rispettato. Eppure basta andare per boschi in autunno per vedere centinaia di funghi velenosi distrutti o ribaltati. Si può pensare che qualcuno lo faccia “in buona fede”, per impedire ad altri di raccoglierli accidentalmente. Ma si tratta di un errore: tutto nel bosco ha il suo motivo di essere lì, compresi i
funghi velenosi che, meglio ribadirlo, sono tali per noi, ma per altre specie possono far tranquillamente parte della dieta abituale.

1 Non distruggere mai i funghi, di qualunque tipo essi siano.

2. Evitare di contaminare l’ambiente con rifiuti: portare un sacchetto dove riporli e poi buttarli a casa. Evitare anche di gridare, eccezion fatta per imminente pericolo o per ritrovare il compagno o i compagni di scampagnata.

3. Andare da soli nel bosco è una pessima idea. Estremamente
pericoloso in caso di incidente o semplicemente perché ci si perde (cosa più facile di quel che si può pensare e spesso non c’è campo quindi il telefono risulta inutilizzabile per chiamare i soccorsi).

4. Non accendere fuochi e non fumare nel bosco. Ben consapevoli che non tutti seguiranno la seconda indicazione, si abbia almeno l’accortezza non solo di spegnere bene la sigaretta e controllare più volte che non sia caduta brace nel fogliame, aspettando se serve qualche minuto per accertarsi che non salga del fumo, ma riporre poi il mozzicone in un sacchetto o contenitore da svuotare poi a casa. Basta un nulla per ridurre in cenere un intero bosco che ha
impiegato centinaia di anni ad essere così meraviglioso.

5. Raccogliere funghi “vecchi”. Seppur veniale rispetto alle altre
cattive abitudini, se trovate un grosso porcino ma questo è ormai vecchio e quasi marcio, non mettetelo nel cesto ma lasciatelo dov’è anche perché ne salvereste comunque una piccola parte da destinare alla padella. Rilascerà molte spore, mettendo le basi a nuove generazioni di funghi in futuro.

Precauzioni e consigli per la ricerca

1. Selezionare una zona di boschi compatibile con la propria forma fisica.
Andare a funghi significa percorrere i boschi in maniera diversa rispetto alla passeggiata sul sentiero e può risultare molto faticoso e impegnativo, anche su distanze brevi. Scegliere una zona molto battuta ha vantaggi e svantaggi: sicuramente il cercatore che c’è in voi preferirebbe andare in una zona poco battuta per avere maggiori possibilità di trovare funghi, ma è anche vero che i boschi sono molto vasti e talvolta è rassicurante sapere che, in caso di guai, è
più semplice chiedere aiuto quando il bosco è più affollato.

2. Possibilmente, mai andare nel bosco da soli. Assicurarsi di
avvisare comunque amici o parenti delle vostre intenzioni, comunicando il luogo in cui vi recherete e un orario di rientro per quanto elastico. Anche se spesso nei boschi c’è poca copertura di rete telefonica, assicuratevi di avere con voi il vostro apparecchio con batteria carica. In caso di emergenza, oltre ovviamente a chiamare, potete sempre contare su una torcia. Consiglio:
installate la app  112 Where are U. Si tratta dell’applicazione ufficiale della Regione Lombardia del numero unico di emergenza europeo 112: oltre a chiamare direttamente i soccorsi, la app invia automaticamente i dati di localizzazione con estrema precisione (gli operatori sapranno esattamente dove vi trovate),
copertura di rete permettendo.

3. Abbigliamento e scarpe adeguate. Meglio calzoni lunghi e scarpe da trekking ( qualche esempio) o da montagna, che garantiscono una tenuta sulla terra e sui terreni con foglie e rami maggiore rispetto ad altre calzature. Chi è più portato a storte o soffre di problemi alle caviglie scelga senza nemmeno pensarci calzature alte (eccole)
il terreno solitamente irregolare trae spesso in inganno.

4. Portare con sé una quantità adeguata di acqua e qualche snack.
Sicuramente una scelta azzeccata è quella di avere con sé almeno una borraccia termica.

5. Sempre e in ogni caso, portare cestino e bastone. Nel primo caso,
la legge prevede che i funghi raccolti vengano riposti in “contenitori rigidi e forati”, il famoso “cavagn”, come lo chiamavano i nostri nonni. Su Amazon trovate diversi modelli a buon prezzo: classico , zaino-cesto e tracolla. Questo, oltre a mantenere integri i funghi senza le pressioni di un eventuale sacchetto, permettono alle spore di diffondersi comunque quando si è nel bosco. Il bastone è un altro accessorio indispensabile, specie nei nostro boschi che hanno solitamente pendenze elevate, non certo come quelli di pianura. Distribuire bene il peso o aiutarsi con un bastone in passaggi difficili è un grande vantaggio, aumentando quindi la nostra sicurezza. Si possono usare anche gli ottimi bastoni pieghevoli o telescopici da nordic walking, singolo o entrambi. Ce ne sono per tutte le tasche.

6. In caso di dubbi, rivolgersi sempre a un centro micologico ufficiale
(l’amico può sempre sbagliare). Nelle nostre zone è attivo l’Ispettorato Micologico ITS Insubria, accessibile secondo le modalità esposte in seguito.

Numeri utili

Numero unico di emergenza europeo: 112

Ispettorato Micologico ITS Insubria: 0332 277240. In base alla
stagione sono attivi diversi punti a cui sottoporre i funghi in caso di dubbi.
Trovate le informazioni in tabella.


Scarica il calendario pieghevole ufficiale
dell’Ispettorato Micologico
per la stagione 2020 (PDF, 395KB)

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