Giorgio Anelli

Giorgio Anelli nasce a Busto Arsizio nel 1974, scrive poesie e racconti. Ha una laurea in Scienze dell’Educazione. Ha pubblicato diversi libri che riportiamo qui di seguito

: Giorgio Anelli, poeta e scrittore, si è laureato in Scienze dell’Educazione con la tesi “Tra burattino e bambino, Pinocchio alla ricerca della libertà”.
Vive a Gallarate e alcune sue poesie sono state raccolte in un libricino dal titolo “Vita batte Sogno TRE a 0”, stampato clandestinamente nel 2004. Nel mese di novembre 2013 esce il suo nuovo libro “Parole che si infiammano tra le inquietudini della vita”e nel 2015 pubblica “Il cedro del libano”, entrambi con la Giuliano Ladolfi Editore.

Giorgio Anelli con Fausto Bossi, animatore del circolo culturale Alba di Fagnano Olona

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L’umana ferocia di Giorgio Anelli, che vanta l’autorevole prefazione di Andrea Temporelli, è un libro coraggioso, un libro non comune, che scuote, indigna, fa riflettere, e induce a rallentare il passo sempre più rapido delle nostre giornate. Nell’Umana ferocia il poeta non usa perifrasi o metafore per descrivere la realtà dei nostri giorni, bensì un linguaggio schietto e diretto, prestando però sempre grande attenzione alla struttura formale, all’equilibrio ritmico e alla musicalità della parola.

La realtà da cui Anelli muove è la più dura, quella della solitudine e dello sradicamento, dell’alienazione e della perdita di punti di riferimento dell’uomo contemporaneo, abbandonato a se stesso nel fluire sempre più rapido del tempo, che lo vede spesso immobile e incapace di opporsi alla sua violenza. Qui il poeta non si erge a giudice, non fornisce soluzioni, opzioni, né via di fuga, ma si limita a descrivere ciò che vede e sente, in un costante interscambio tra realtà interiore e realtà esteriore, tra l’intimo e l’altro, ma sempre dalla prospettiva del dentro, accanto alle cose e alle persone che la sua penna tratteggia, restituendocele vive e tangibili nei versi.

Come afferma Temporelli nella prefazione, Giorgio Anelli, pur rispettando la peculiarità del proprio versificare, compie un’opera preziosa di recupero e prosecuzione di una tradizione molto vicina a noi, ma poco frequentata, accogliendo il lascito di Simone Cattaneo, morto suicida nella sua Saronno a 35 anni, la cui voce riecheggia in distanza tra queste pagine senza che quella di Anelli le si sovrapponga mai, né tenti di emularla. Anelli infatti instaura un ideale dialogo con Simone Cattaneo, ne prende il testimone, e continua la sua corsa solitaria e sofferta tra le strade impervie delle nostre città, smascherandone le ipocrisie e le paure, le debolezze e le fragilità della natura umana, senza sottoporle a giudizio, né esonerare se stesso dal sospetto, quando non dalla certezza, di mancanze e inerzie.

Ciò che sorprende e spiazza in questo libro è inoltre l’alternanza, spesso brusca, di toni e registri: dal colloquiale al lirico, dal poetico al narrativo, che riproduce l’alternarsi degli stati d’animo del poeta e la sua percezione delle mille sfaccettature, compresenti, e spesso discordanti di un reale ricco di contrasti e paradossi, descrivendo tutta la meraviglia e l’orrore dell’esistenza, tutta la miseria e la grandezza potenziale dell’umano.

Chiara De Luca, nota non inclusa nel volume