Guida pratica sulla friggitrice ad aria o airfryer, l’ultima “diavoleria” in cucina

Diffidenza, curiosità, esperienze e tutto quello che c’è da sapere sulle moderne diavolerie in cucina: oggi parliamo delle friggitrici ad aria, best seller da qualche tempo e con molti modelli disponibili sul mercato. Perché cucinare sano e con pochi grassi è ormai una necessità, meglio se si riesce in modo veloce e con risultati veramente gustosi. Scoprirete che dimagrire, mangiando sano e leggero, è più piacevole di quello che pensavate!

articolo di Alessandro Bordin

Ricordo ancora il sospetto misto a diffidenza con cui ho guardato per la prima volta una friggitrice ad aria (chiamata anche airfryer), planata nella mia cucina sotto forma di regalo. Ne avevo sentito parlare, mi ero un po’ informato: tutto sembrava portare a quel tipo di oggetto adatto inizialmente a rubare spazio per poi finire in cantina o in soffitta, concludendo poi la propria vita, inutilizzato, in discarica. Come le bistecchiere elettriche da un metro quadro che andavano anni fa, per intenderci. E poi il mio “solito” problema: lavoro immerso nella tecnologia, da quando ho 3 anni utilizzo regolarmente un PC, motivo per cui chi mi conosce un po’ (ma non troppo) è fermamente convinto che io adori ogni gingillo tecnologico, da donarmi il prima possibile in cambio di qualche favore, convinto che io sprigioni gioia e riconoscenza da tutti i pori.

Ringraziati a salutati gli amici, ricordo il mio primo approccio con questa nuova diavoleria elettrica ed elettronica entrata in casa mia: dopo la diffidenza, appunto, la prima azione è stata quella di nasconderla alla vista in un armadio, con un po’ di seccatura. La mia nuova friggitrice ad aria si apprestava a compiere il ciclo di vita riservato, in precedenza, alla bistecchiera da 2000W. Perché a me piace cucinare, mi piace molto, e quando mi trovo di fronte a certe novità è come se fossi osservato con severità da mia nonna, che aveva solo due padelle e cucinava di tutto in maniera divina. Lo sguardo sereno che campeggia nella sua foto, in cucina, sembra diventare di colpo accusatore e colmo di rimprovero, quando provo solo a pensare ad un approccio diverso. Scusa nonna, se ho solo lontanamente pensato di usarla.

La mattina dopo, però, la natura curiosa da gatto che mi contraddistingue prevale su tutto, come un tarlo che mi rode da dentro; dopo aver spostato la foto di nonna Gina in salotto, voglio concedere una chance alla friggitrice ad aria, con il doppio approccio di appassionato di cucina ma, duole ammetterlo, anche di appassionato di tecnologia (ma solo un po’!).

Cos’è di preciso una friggitrice ad aria?

Cos’è e cosa fa una friggitrice ad aria? Il principio di funzionamento non è diverso da quello del phon per i capelli, che chi ha ancora il privilegio di avere (io..ehm…non sono tra i fortunati) usa regolarmente. Un flusso di aria calda, spesso molto calda (nelle friggitrici ad aria siamo solitamente fra 80°C e 200°C, regolabili) viene convogliato verso un contenitore più o meno capiente incluso nella friggitrice stessa. Insomma, è una sorta di forno ventilato, ma più ventilato ancora, in miniatura. Ce ne sono di vari tipi: cestello piccolo, grande e anche girevole. Ogni modello è corredato da un ricettario solitamente ben fatto.

Alcune friggitrici ad aria indirizzano il flusso d’aria dall’alto verso il basso, altre il contrario, altre ancora lo fanno circolare (sono le migliori, la cottura è più uniforme).

A fine articolo ve ne suggeriamo diverse che vanno benissimo senza spendere tanto, oppure fate un click qui per quelle oggi in offerta.

Forno ventilato o friggitrice ad aria? Sui consumi in elettricità, vince sicuramente la friggitrice ad aria, che è molto più risparmiosa

Perché non usare il forno, allora? Trovo numerose risposte che mi convincono. La prima è il consumo di energia elettrica: nelle friggitrici lo spazio da scaldare è di gran lunga inferiore, cosa che si traduce in tempi molto più rapidi per entrare in temperatura (circa 5 minuti). Prendiamo le patatine fritte surgelate, un cavallo di battaglia per chi possiede una friggitrice ad aria (vedremo fra poco il perché, a ragione): un forno tradizionale (consumo circa 2000W) impiega almeno 10 minuti per arrivare a 200°C, poi c’è da considerare il tempo di cottura, almeno 15 minuti. Insomma, fra il toglierle dal freezer e il servirle passa circa mezz’ora. Con la friggitrice ad aria è verosimile fare prima, diciamo massimo 20 minuti compreso il pre riscaldamento, consumando quindi molto meno.

Padella con olio o friggitrice ad aria? Sulla leggerezza, la friggitrice ad aria vince a man bassa, ecco perché

Amo cucinare, ripeto, ma sono una persona normale. Diciamo che mi metto a spadellare come si deve se ci sono ospiti o in occasioni particolari, per il resto sono come tutti: poco tempo a disposizione, necessità di nutrirsi, farlo possibilmente in modo sano. Non me ne voglia mia nonna, di altra stirpe: oggi è meglio limitare al massimo i fritti e tutte quelle pietanze ricche di grassi con cui la sua generazione è cresciuta. Se una volta era anche una necessità, oggi che viviamo nell’abbondanza è meglio limitare i danni nell’ottica di una vita più sana.

Sono nato negli anni ’70: in gioventù trovarsi le patatine fritte in tavola voleva dire due cose: pelare le patate tagliandole poi nella forma classica oppure prenderle surgelate. Il destino era comune: un bel salto in abbondante olio bollente, il tutto pronto in 5 minuti nel caso delle surgelate, qualcosa in più per le altre. Buone, buonissime, ma pesanti e grondanti olio, specie se messe in padella con olio poco caldo.

Tutti i produttori lodano le friggitrici ad aria perché non si usa olio: vero, anche se solo in parte.

Se usate le patatine o anche croquette surgelate, queste sono già leggermente precotte in olio (basta prenderne un mano una, cruda, e vi trovate le mani unte). Nella friggitrice ad aria potete cucinarle così, senza aggiungere ulteriore olio. Sono molto ma molto più leggere e digeribili rispetto a quelle in padella, e son buone lo stesso.

Ricetta delle patate fritte senza olio? Molto semplice!

Partendo dalle patate fresche, si può scegliere di farle o completamente senza olio o pochissimo, mischiandole tutte con uno o due cucchiai di olio di oliva prima di metterle nel cestello: saranno anche in questo caso molto più leggere e digeribili di quelle tradizionali.

Non solo patatine fritte… provate gli anelli di calamari surgelati, le verdure, il pollo!

La lista di alimenti da cuocere ad aria (onestamente, “friggere” è fuorviante e serve a richiamare la compatibilità con pietanze che abbiamo sempre storicamente fritto) è insospettabilmente lunga. Come avrete intuito, moltissimi prodotti surgelati sono veramente adatti e cucinabili velocemente con la friggitrice ad aria.

Il mio consiglio? Cucinate nella friggitrice ad aria anelli di calamari in pastella, tutto il pollame (tipo bocconcini, surgelati o da frigo) ma anche cosce, sovracosce, senza dimenticare le verdure come zucchine, melanzane e molto altro.

Il curioso che c’è in me si è spinto oltre: vengono bene anche gli hamburger e persino le torte salate, anche se è difficile farle nei modelli con cestello troppo piccolo. E ora un consiglio: fate delle prove, aprite a metà, controllate la cottura, adeguate secondo la vostra esperienza.

Una volta presa la mano non abbiate paura di cucinare per i vostri amici o persone care: raccoglieranno il frutto gustoso e light dei vostri sforzi e nulla sapranno degli insuccessi personali dei tentativi in completa solitudine, uno scrigno di fallimento che, per fortuna, personalmente contiene pochissimi ricordi. Con un po’ di presunzione sono certo che anche mia nonna, dopo una iniziale diffidenza, avrebbe apprezzato questa diavoleria. Oggi io non potrei farne a meno, anche per il fatto che non va odore di fritto in tutta la casa! Mia nonna troverà invece qualcosa di familiare nella cucina lenta e nella generazione di pentole per lo “slow cooking”, come la Crock-Pot: faceva già tutto anche lei, solo che non scomodava questi nomi bizzarri. Ma ve ne parlo un’altra volta.

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