Il Design fuori dagli schemi di Antonia Campi.

Di forme e colori ancora attuali, le ceramiche di Antonia Campi hanno il dono dell’atemporalità, sfidando mode e modi e colmando il divario tra Design e Arte.

Antonia Campi (1921-2019) è una designer scomparsa di recente, il cui riconoscimento professionale in forma ufficiale è avvenuto solo nel 2011 – con l’assegnazione del Compasso d’Oro alla Carriera.
Parlare di disegno industriale diventa limitativo di quella che è stata la forza creativa della Campi, applicata a prototipi da riprodurre in serie e forse anche per questo ancora più coraggiosa e audace, per i tempi in cui si è originata e per l’impatto che ha avuto, sul mercato e sulle mode del tempo.
Di sicuro, le sue scelte figurative e cromatiche, fuori dagli schemi, hanno rivoluzionato tutto un modo di concepire la casa e il modo di abitarla: non dimentichiamo che, nel momento in cui veniva lanciato il suo servizio da the “Gallina” (1950) erano di moda le porcellane kitsch bianche e oro!

Antonia Campi nasceva a Sondrio, in Valtellina, nel 1921, ma dovette emigrare a Milano fin da ragazza, dove frequentò l’Accademia di Brera.
Poi fu subito lavoro, e di quello duro, come operaia, negli stabilimenti industriali della Società Ceramica Italiana a Laveno. Qui, le sue doti creative vennero notate dal direttore artistico Guido Andlovitz, che le affidò i primi progetti per le produzioni di serie limitate. Poi, piano piano, l’avanzamento di carriera, fino alla direzione artistica della SCI a partire dal 1962.
In seguito al passaggio della società alla Richard Ginori, dove si ritrovò a occuparsi personalmente anche della linea di produzione dei sanitari.
Anche in questo settore, apparentemente asettico e squisitamente funzionale, la signora Campi espresse appieno tutta la sua ampiezza di vedute, trasformando i bagni in vere e proprie zone living con più spazio e più colore.
Nel 2020 le è stata dedicata un’ampia sala presso il Museo della Ceramica di Cerro di Laveno.

Se volete saperne di più sull’artista, vi consigliamo la visione di questo video realizzato in occasione di una sua mostra in Valtellina.

Su Amazon è disponibile un catalogo ragionato scritto da Anty Pansera, curatrice di tutte le sue mostre. 

BIOGRAFIA DI ANTONIA CAMPI (Sondrio 1921)
Parte dalla gavetta il percorso di Antonia Campi, Neto per chi la conosce da tanto tempo, designer rigorosa e innovativa, che ha trovato nelle terre, nella terraglia forte in particolare, il medium prediletto per esprimere la propria ricerca. Formatasi all’Accademia di Brera con Francesco Messina, spirito indipendente e molto determinato, sceglie di cimentarsi sul campo: nel 1947 viene assunta alla SCI (Società Ceramica Italiana) di Laveno da Guido Andloviz, direttore artistico dell’azienda e suo primo, lungimirante estimatore. Egli infatti vede subito in quella giovane operaia un talento raro e in breve tempo le affida il settore degli Articoli Fantasia, ma anche quello dei Pezzi Unici, delle Serie Limitate e della Porcellana. In meno di un decennio Neto progetta centinaia di articoli, in gran parte inseriti nei cataloghi dell’azienda, aggiornando il panorama domestico con le forme morbide, i richiami antropomorfi o legati al mondo animale, la cromia accesa il panorama domestico. Dal 1957 si dedica al settore sanitari, che rinnova con l’attenzione agli aspetti ergonomici e ancora una volta utilizzando colori vivaci. Art Director della SCI dal 1962, mantiene questo ruolo anche dopo i modificati assetti societari che vedono le fusioni di SCI con Richard Ginori e Pozzi.
Coinvolta anche in progetti di ampie dimensioni, è autrice nel 1948 delle piastrelle per la colonia estiva della SCI a Marina di Pietrasanta, del fregio Landscape presentato alla IX Triennale di Milano nel 1951 e collocato in cima allo scalone d’onore al di sotto del nastro luminoso di Lucio Fontana e recentemente (con Antonella Ravagli) di un grande pannello per celebrare i 150 anni dell’unità d’Italia e collocato a Montecitorio. Designer a tutto campo – ha progettato tra l’altro utensili in metallo, esposti al MOMA, rubinetti, gioielli, bicchieri – è stata insignita nel 2011 del Compasso d’Oro alla carriera.