Il mercato di Luino sul Lago Maggiore, vivace e cosmopolita

Se vuoi fare affari, respirare l’atmosfera di una volta e godere della bellezza del lago Maggiore, devi venire al mercato di Luino!

Il mercato settimanale di Luino è il più famoso del Lago Maggiore perché è molto grande, con oltre 350 bancarelle, ed è il più antico. Venne autorizzato il 5 settembre 1541 da Carlo V dietro richiesta dei Conti Rusca di Luino a seguito dell’intercessione dell’amico Conte Giacomo Mandelli di Maccagno. Inizialmente il mercato si teneva alternativamente a Maccagno e Luino, poi ad un certo punto passò ad essere organizzato solo a Luino.

Ad ogni modo, da oltre 550 anni a questa parte, ogni mercoledì e per tutto il giorno (fino alle 4 del pomeriggio circa), la graziosa cittadina lacustre accoglie il mercato  che attira turisti e acquirenti soprattutto stranieri, provenienti principalmente dalla Svizzera e dalla Germania. Qui si trova di tutto ed a prezzi veramente bassi: “Da noi non esistono oggetti ad 1 euro, la cosa incredibile qui è che puoi fare l’affare, comprare cose carine a prezzi che noi ci sogniamo” – confida una turista svizzera affezionata frequentatrice del mercato, che aggiunge: “Possiamo trascorrere una bella giornata facendo shopping, mangiandoci una buona pizza in riva al lago, goderci il caldo…per me e i miei amici i mercoledì passati a Luino sono un toccasana! Ci divertiamo spendendo pochissimo!”. 

Per un giorno alla settimana, specialmente nei mesi estivi, Luino viene dunque letteralmente “invasa” dagli amanti delle occasioni con le loro automobili e pullman che prendono possesso praticamente di tutte le vie e piazze vicino al lago. Una confusione piacevole che, fortunatamente, non sembra risentire più di tanto dell’attuale crisi economica.

Il mercato è stato fonte di ispirazione anche per Piero Chiara, scrittore di Luino, con racconti e romanzi ironici e spensierati. Qui riportiamo il finale di un racconto intitolato proprio “Quando cominciò il mercato di Luino”, che narra dell’incontro tra un pescatore luinese ed uno straniero, nel testo definito “romano”, in realtà probabilmente svizzero, così come svizzeri furono gli Stehli e gli Hussy che a Luino fondarono alcune grandi tessiture a cavallo tra Otto e Novecento (gli aghi e i pezzi di tessuto di cui si parla sembrano alludere proprio a queste tessiture).

(…) Il pescatore, uscito a riva di fianco allo scoglio, era andato di corsa alla sua capanna, vicina a sette o otto altre, sulla pendice dove ora sorge quel che rimane delle ville Ferrini e Boscetti e dei loro parchi. “C’è in giro un malvivente tutto coperto di ferro” disse col fiato grosso ai suoi compagni che stavano in gruppo davanti alle capanne.
“Come! “ gli risposero, “Non lo sai che ne sono arrivati, di quei tipi, un centinaio? Si sono fermati per adesso tra i due fiumi, ma pare che abbiano intenzione di piantar casa da queste parti”. “Stiamo freschi!” esclamò il pescatore. “Perché?” gli chiesero.
Quello che ho visto io” rispose “el m’ha dai vun di chi valzacu!”.
L’avrà fatto per scherzo” lo consolò il più anziano di quei luinesi “perché sembrano brava gente, che non fa del male. Cercano soltanto pesce e ortaggi, offrendo in cambio aghi e pezzi di tessuto”. Era cominciato il mercato di Luino. 

Da “Quando cominciò il mercato di Luino” nella raccolta di racconti “Di casa in casa, la vita” di Piero Chiara, 1988, Mondadori.

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