Il merletto di Cantù

Se sei stato in vacanza a Como e vuoi tornare a casa con un souvenir di grande pregio, puoi scegliere il Merletto di Cantù.

Qui ti indichiamo le origini e il tipo di lavorazione necessaria per realizzare questo prodotto di grande raffinatezza che acquista valore con gli anni.

Il merletto, o pizzo, di Cantù, è famoso in tutto il mondo ed è sinonimo di eleganza, pazienza e precisione dell’artigianato Made in Italy.

Si tratta di un pizzo fatto interamente a mano utilizzando il tombolo e intrecciando dei fili di cotone molto sottili. Il tombolo è uno strumento cilindrico e morbido su cui si fissa, appuntandolo con degli spilli, un disegno su carta, e sopra il quale si intrecciano, successivamente, i fili di cotone attraverso dei bastoncini detti fuselli. A seconda della complessità della lavorazione si parte da un paio di fuselli fino ad arrivare anche ad un centinaio.

Già da questa breve descrizione, si capisce bene il lavoro certosino che si nasconde dietro ad ogni singolo centimetro di questo tipo di pizzo. La storia tramanda che le prime merlettaie furono le suore dell’Ordine delle Umiliate, che avevano un convento a Cantù ed erano affiliate alle Benedettine di Cluny. Le monache lavoravano per creare i paramenti delle Chiese, dalle tovaglie degli altari fino alle vesti dei sacerdoti. Col tempo, il pizzo piacque talmente tanto che cominciò ad essere applicato anche ai corredi matrimoniali delle fanciulle e ai vestiti delle signore.

Ancora oggi, per tenere in vita questa preziosa tradizione, è stato fondato il Comitato per la Promozione del Merletto che organizza corsi ed esposizioni e incentiva le innovazioni su questo tipo di tecnica.

Il vero Pizzo di Cantù è realizzato solo con cotone italiano della Cucirini Cantoni e deve avere il certificato di provenienza, perché purtroppo sono molto diffuse le imitazioni che hanno un costo diverso ma non hanno sicuramente la stessa qualità.