La biciclettata delle Tre Marie a Lonate Pozzolo e dintorni

Quello di Santa Maria e le chiese di campagna è un percorso suggestivo che unisce antichità, modernità e storia recente; il filo rosso è costituito da tre chiese campestri dedicate alla Madre di Gesù: un “pretesto” per scoprire bellezze artistiche e naturali dell’estremo sud della provincia (articolo di Luciano Turrici)

Questo itinerario è stato oggetto di gite organizzate dalla Pro Loco di Lonate Pozzolo con il nome di “Biciclettata delle tre Marie” e attraversa ambienti naturali molto vari: il bosco e la brughiera di Gaggio con le sue eccellenze, offre spunti panoramici e paesaggistici notevoli. L’acqua del canale è un altro elemento di notevole impatto che rende gradevole la passeggiata.

Biciclettata delle Tre Marie a Lonate Pozzolo e dintorni, fotografie di Luciano Turrici

Prima tappa alla Chiesa di Santa Maria Campestre a Ferno

Incominciamo dalla chiesa di S. Maria Campestre nel Comune di Ferno, posta sul ciglio del terrazzo che un tempo guardava la Brughiera Grande di Gallarate e ora si affaccia direttamente sul Terminal 1 di Malpensa.

E’ una chiesa edificata attorno all’anno mille in ciotoli e mattoni anche se i primi documenti scritti che la citano risalgono ad epoca posteriore (1300).
Come altre chiese poste lontano dall’abitato è stata utilizzata come lazzaretto durante la peste del 1630, tanto che sul muro sono ancora visibili le picchiettature per fare attecchire la calce per la disinfestazione.
Trascurata e quasi andata in rovina durante l’Ottocento, la chiesa rivive e acquista valore dopo i restauri del 1981 che portano alla luce numerosi dipinti databili tra il Trecento e il Quattrocento, opera di mani diverse e raffiguranti numerosi santi ben riconoscibili dai simboli che li accompagnano: San Bartolomeo, S. Antonio, Santa Caterina d’Alessandria e poi ancora S. Bernardino da Siena, Cosma e Damiano e altri ancora.
Di buona fattura anche i dipinti del presbiterio raffiguranti la Madonna circondata dai SS. Girolamo, Sebastiano, Giovanni Battista, Ambrogio, Rocco, Cristoforo (1534); un dipinto dell’Ultima cena e la presentazione della Vergine al tempio e il suo incontro con Elisabetta sono invece del 1592.
Insomma, un vero gioiello dell’arte medievale e tardogotica. Unico difetto la chiesa non è visitabile liberamente ma per l’accesso è necessario rivolgersi alla comunità Parrocchiale di Lonate-Ferno.
Qui una bella galleria fotografica: http://www.parrocchiadiferno.it/chiesa_smaria_assunta.htm

Seconda tappa alla Chiesetta della Maggia a Lonate Pozzolo

Pochi chilometri più a sud ecco un’altra chiesa campestre dedicata alla Beata Vergine della Consolazione meglio conosciuta oggi come chiesetta della Maggia.
E’ raggiungibile dalla chiesa di S.Maria di Ferno attraverso la Ciclabile che corre lungo le reti dell’aeroporto di Malpensa e poi percorrendo la Via Gaggio fino alla Ex Dogana. Qui si gira a destra sulla strada che percorre il ciglio della valle verso Nord.

La storia di questa chiesa è un poco diversa, anche se anche qui c’entrano i contadini.
La chiesa infatti viene edificata nel 1700 a ridosso di una cascina già esistente dal 1500 (una di quelle classiche cascine lombarde a quadrilatero) voluta da un signore di Milano: Castellano Maggi.
Nel 1574 la cascina era abitata da tre famiglie; nel 1700 passò ai Visconti che edificarono la chiesa. La cascina si ingrandì via via fino a contare 50 abitanti nel 1912, ma nel secondo dopoguerra la cascina fu progressivamente abbandonata e quindi abbattuta per lasciare spazio oggi a un polo logistico di Malpensa.
La chiesetta però rimase intatta con il suo grazioso portico e la torricella del campanile.
Ultimo fatto di cronaca (ovvero gossip) rilevante è il matrimonio qui celebrato nel 1898 tra Giulio Parravicino (della famiglia che signoreggiava ai tempi della non lontana Tornavento) e Ines Lossetti Mandelli, discendente dei signori di Dairago. Gli stemmi araldici della due famiglie sono stati dipinti all’interno della chiesa a fianco dell’altare.
Anche questa chiesa (davvero minuscola) non è visitabile all’interno se non con preventiva richiesta ma il sagrato in sassi bianchi e neri del Ticino, le panchine in pietra e i platani monumentali ne fanno un luogo molto romantico e oltretutto con un’ottima vista sulla valle del Ticino, il Monte Rosa e il Mottarone.

http://www.viverelonatepozzolo.it/punto-di-interesse/chiesa-della-maggia/

Terza e ultima tappa alla Chiesa di Santa Maria in Binda

Torniamo adesso indietro in direzione sud e arrivati di nuovo alla Ex Dogana giriamo a destra sulla strada sterrata che scende a tornanti fino al Canale industriale in prossimità del Ponte di Oleggio; da qui si prosegue verso sud sulla ciclabile che costeggia il canale e dopo circa tre chilometri, sulla sinistra, appena sotto l’abitato di Nosate (siamo sconfinati di poco in provincia di Milano) si scorge la chiesa di S. Maria in Binda.

La chiesa è citata nei documenti per la prima volta nel 1300 ma il toponimo ne fa risalire l’origine forse ai Longobardi, infatti “binda” in longobardo vuol dire “stretta striscia di terra” ed è appunto il luogo dove sorge la chiesa, tra l’alto ciglio della valle e il fiume.
Una ulteriore prova dei Longobardi in questo luogo è il rinvenimento, durante gli scavi del Canale Industriale nel 1904 di una tomba di un guerriero longobardo con tutto il suo corredo intatto.
Questi reperti si trovano oggi presso il Museo archeologico del Castello Sforzesco a Milano.

La chiesa è stata più volte rimaneggiata e ampliata (come è capitato spesso alle chiese anche più importanti di queste) ed esternamente si nota il campanile neoromanico costruito nel 1936.

All’interno sono particolarmente degni nota gli affreschi sulla parete nord datati 1512 e firmati da Giovanni Maria di Leone, pittore di Castellanza, raffiguranti ben 7 Madonne e nella fascia inferiore una danza macabra.

I dipinti della parete sud sono stati recuperati solo parzialmente e sono più caotici, si riconoscono una Madonna in trono, L’adorazione dei Magi e altre figure come un pellegrino, un infermo, una nave…

La chiesa è aperta al culto e visitabile.
http://www.comune.nosate.mi.it/Home/Guida-al-paese?IDPagina=12440&IDCat=1899

Articolo e fotografie di Luciano Turrici, guida naturalistica ed escursionistica del Parco del Ticino (link al sito web di Luciano Turrici)

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