La brughiera di Malpensa, il viola che lega natura e storia

“Kallynein” in greco antico significa “spazzare”. Ecco allora che nell’Ottocento al botanico inglese R. A. Salisbury parve adatto il nome di Calluna vulgaris per una pianta usata tradizionalmente per fare scope…

… In italiano si chiama brugo e laddove è presente può dominare a tal punto l’ambiente da dare il suo nome al tipo di vegetazione che la ospita: brughiera. Dell’erica è solo parente, benché una certa somiglianza tra le due porta molti a confonderle. Pochi centinaia di metri a sud del sedime aeroportuale di Malpensa si trova una delle brughiere più belle del Nord Italia, che a settembre tinge di viola lo sterile terreno dove ama crescere.

E’ raro trovare luoghi dove storia e natura sono legati in modo tanto evidente. E’ la storia geopolitica europea, che nell’Ottocento vedeva a poche centinaia di metri la frontiera dell’Impero austroungarico con il Regno sabaudo, segnata dal Fiume Ticino; è la storia dei grandi personaggi, come Gabriele D’Annunzio, che nel 1926 battezzò “Campo della Promessa” il campo scuola di aviazione che sorse nei pressi durante la Prima guerra mondiale; la storia dei grandi eventi, come le incursioni aeree durante la Seconda guerra mondiale ad Anzio, Ancona e Gibilterra ad opera di bombardieri della Repubblica Sociale decollati dallo stesso Campo; ma, non ultimo, è anche la storia di migliaia di anonime mani che nei secoli hanno tagliato i boschi cresciuti sui poveri terreni alluvionali dell’area di Malpensa, favorendo inconsapevolmente lo sviluppo della brughiera.

Un ambiente tutt’altro che primordiale pertanto, giunto anzi ai giorni nostri per il disturbo dei carri armati che fino agli anni ’90 si esercitavano proprio in brughiera, impedendo il lento ritorno del bosco. Ciononostante, la brughiera di Malpensa è un tesoro naturale, avamposto sud-orientale di una vegetazione tipica delle coste atlantiche e pertanto rarissima in Italia (la si può trovare anche in Piemonte, dove è chiamata “baraggia” a Biella e “vauda┝ nel Canavese, o ancora in Brianza, dove è nota come “groana”).

Per visitarla si percorre a piedi o in bici la bellissima Via Gaggio, un ampio viale sterrato di origine medievale che conduce da Lonate Pozzolo alla ex Dogana austroungarica, che oggi ospita una delle sedi del Parco del Ticino. Il viale, di 2,5 km circa, è stato inoltre trasformato in un suggestivo museo a cielo aperto da alcuni volontari, che hanno raccolto vestigia della storia locale, da antichi strumenti agricoli a cimeli bellici.

Sull’area incombe la minaccia del progetto della costruzione della terza pista dello scalo aeroportuale, che se realizzato, spazzerebbe in un solo colpo brughiera e via Gaggio, inferendo un colpo tremendo alla natura ed alla storia del territorio insubre.

Flora e fauna

Come detto, il brugo (Calluna vulgaris) è di certo la pianta più caratteristica dell’area, ingaggiata in una singolare “lotta” per l’occupazione del territorio con la molinia (Molinia caerulea), un’alta graminacea che in autunno ingiallisce, creando un particolare “effetto savana”. Tra i due contendenti è tuttavia il bosco che è destinato a prevalere, con il pioppo tremolo (Populus tremula) che ha ormai invaso gran parte della brughiera. Le aree boschive sono caratterizzate da quercia farnia (Quercus robur) e carpino bianco (Carpinus betulus), ma sono purtroppo invase dal ciliegio tardivo (Prunus serotina), pianta nordamericana introdotta nel gallaratese negli anni ’30 ed altamente invasiva. Tra gli uccelli, la brughiera ospita una consistente popolazione di Succiacapre (Caprimulgus europaeus), mimetico parente dei gufi dall’inconfondibile canto che caccia falene al tramonto. E’ inoltre presente l’Averla piccola (Lanius collurio), che è solita “impalare” insetti e piccoli mammiferi sulle spine di alcuni arbusti, ed il Colino della Virginia (Colinus virginianus), uccello nordamericano introdotto a scopo venatorio. Autentica “chicca” naturalistica è la presenza della Coenonympha oedippus, considerata la più rara farfalla d’Europa, che è stata scoperta nella brughiera di Malpensa solo nel 2009. Da segnalare inoltre la presenza della Lucertola campestre (Podarcis sicula), assai comune in Italia centro-meridionale, ma rarissima a nord del Po.

Dove si trova

L’area è sita all’interno del Parco Lombardo della Valle del Ticino, interamente in territorio comunale di Lonate Pozzolo. Confina col sedime aeroportuale di Malpensa a nord, nelle vicinanze della graziosa frazione di Tornavento, con la sua splendida piazzetta che si affaccia sulla valle del Ticino. Il fiume dista in linea d’aria poche centinaia di metri.

Come raggiungerlo

Via Gaggio inizia nei pressi della sede del Parco presso l’ex Dogana austroungarica di Tornavento, dove si trova un comodo parcheggio, raggiungibile dalla superstrada di Malpensa (SS 336) uscendo ad “Oleggio/Busto Arsizio”, girando a destra (via del Gregge) alla prima rotonda lungo la strada che porta ad Oleggio. Dopo circa 1 km si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per il Centro parco. La brughiera si estende principalmente a nord di Via Gaggio, interamente pedonale, e la si raggiunge svoltando a sinistra ad primo bivio posto a 700 m circa provenendo dal parcheggio. Consigliamo di girare l’area in bici (possibilmente mountain bike) e di “perdersi” nel dedalo di stradine che attraversano la brughiera! L’area dista 45 km da Varese e 15 km da Busto Arsizio.