La cascata Fermona, sensazioni da eden tropicale

Con soli 1,53 kmq di superficie, il comune di Ferrera di Varese é per estensione 8045° su 8057 comuni italiani. Eppure, un territorio di dimensioni così ridotte ospita un piccolo gioiello naturale che merita di certo una visita da parte di chi passasse nelle zone della Valcuvia o della Valmarchirolo: la cascata Fermona.

E’ qui che il torrente Margorabbia, che nasce pochi chilometri più a monte, in Valganna, compie un balzo di 30 metri dentro una forra delimitata da pareti calcaree. Anche se il paese sorge pochi metri sopra la cascata, il colpo d’occhio é quello di un luogo in apparenza tutt’altro che europeo. La rigogliosità della vegetazione, l’elevata umidità , l’ombra della forra, le felci che coprono completamente le pareti danno l’illusione di un piccolo eden tropicale. La “scenografia” é merito della geologia dell’area, fatta di strati di rocce calcaree poste quasi parallele al terreno, attraverso i quali il torrente si é progressivamente fatto strada, sgorgando in piùpunti della parete oltre che, naturalmente, dall’alto dell’alveo entro il quale scorre. Questo fenomeno carsico, caratteristico dell’area attorno al massiccio del Campo dei Fiori, trova nel Margorabbia un perfetto attore. Infatti, poche centinaia di metri più a monte il torrente arriva addirittura ad inabissarsi all’interno di un sistema di grotte che lui stesso ha scavato nel corso dei millenni, l’orrido di Cunardo, tornando nuovamente alla luce poco prima del centro abitato di Ferrera. Dal 2010 l’orrido di Cunardo é peraltro incluso all’interno del Parco del Campo di Fiori dopo l’ampliamento dei confini di quest’ultimo nei territori di Masciago Primo, Casciago e, appunto, Cunardo.

Tra gli elementi floristici della Fermona, non passano inosservate le felci che, come detto, prosperano sulle umide pareti della forra. Tra queste, l’inconfondibile Phyllitis scolopendrium, detta anche “lingua di cervo”, “lingua di cane” o “lingua dei pozzi” per via della forma allungata delle sue foglie, del tutto anomala per una felce. L’epiteto scolopendrium allude invece alla disposizione dei sori (gli involucri scuri che producono le spore), i quali – con non poca fantasia! – ricorderebbero le zampe di un millepiedi.

La pozza entro la quale si getta la cascata é un luogo ideale per un rinfrescante bagno in periodo estivo. Consigliata la visita anche a coloro che cercano un luogo di tranquillità  per evadere una mezz’oretta contemplando il continuo fluire dell’acqua.

Dove si trova

La cascata Fermona giace sotto lo sperone roccioso sopra il quale sorge l’abitato vecchio di Ferrera di Varese, comune della Valcuvia a 11 km da Luino, 16 km da Laveno e 18 km da Varese.

Come raggiungerlo

Nei pressi della chiesa parrocchiale di Ferrera vi é l’accesso al sentiero che in meno di 10 minuti conduce ai piedi della cascata. I primi metri sono assai comodi e pianeggianti, mentre la breve discesa che porta alla pozza é molto ripida, per cui consigliamo di indossare calzature adatte (da evitare le infradito!). Un corrimano in legno facilita comunque il cammino. Arrivati in fondo, é necessario guadare il torrente per raggiungere il piccolo arenile di sassi nei pressi della pozza. Un consiglio? Via le scarpe e sandali ai piedi. I sassi che consentirebbero di attraversarlo all’asciutta sono molto scivolosi e pertanto pericolosi, guadarlo a piedi nudi é doloroso per il fondo sassoso del Margorabbia.

Si può parcheggiare nei pressi del parco giochi vicino al bar principale del paese (via Cesare Battisti). I cartelli stradali in paese indicano ad ogni modo chiaramente l’accesso alla cascata, sia che si provenga da Cunardo che dalla Valcuvia. Da Varese, la strada più breve passa da Valle Olona e dalla Valganna. Ferrera é raggiungibile con la N10 (Varese-Ghirla-Luino) delle linee CTPI.