Un quartetto tutto da ridere, ne “La spartizione” di Piero Chiara

“La spartizione”, è un romanzo pubblicato da Mondadori nel 1964, da cui venne tratto il film “Venga a prendere un caffè da noi” (1970) con la regia di Alberto Lattuada e la presenza del grande Ugo Tognazzi.

Il romanzo è scorrevole e spassosissimo, con delle trovate esilaranti condotte sul filo dell’ironia, sempre leggera.
Il titolo, fa riferimento alla “pratica” che metteranno in atto le tre sorelle Tettamanzi, nei confronti del signor Paronzini, mutilato di guerra e impiegato burocrate: ebbene sì, le tre signorine, per una serie di vicende, casuali ma non troppo, finiranno per “spartirsi” sessualmente l’uomo!

La storia è ambientata a Luino, e nelle descrizioni dei vari ambienti, il luinese può riconoscere posti che esistono ancora oggi: il viale del lungolago, il bar Clerici, la chiesa di San Pietro, la via Dei Mercanti (oggi via Cavallotti), il ristorante Elvezia, la frazione di Creva, l’imbarcadero,  il rondò con i platani, Villa Battaglia. Vengono citate anche Cantevria, nella Valcuvia, i tram, le montagne della Veddasca.

Il film rispecchia piuttosto fedelmente la trama del romanzo, a parte alcuni aggiustamenti probabilmente apportati per cancellare la parte più politica del testo (Chiara era dichiaratamente antifascista e durante la guerra dovette riparare in Svizzera per sfuggire alla condanna del Tribunale di Varese per atti sovversivi): la storia infatti era ambientata negli anni ’30, mentre invece nel film siamo nei tardi anni ’60. Mentre nel libro, Paronzini muore d’infarto, nel film invece viene colpito da un ictus che lo porta alla paralisi quasi completa. In questo modo, viene ad essere sacrificata anche la battuta più dissacrante di tutto il romanzo, quella che Paronzini pronuncia in fin di morte: “Fuori la camicia!”, riferendosi alle sue escursioni notturne nelle camere delle concubine, che viene invece interpretata dai fascisti come un omaggio al fascio littorio.

Chiara riesce a descrivere con pochi ma sapienti tratti ognuno dei personaggi del romanzo, strappando al lettore più di una risata ad ogni pagina.

Nel film (che è vietato ai minori di 14 anni forse per la presenza di una parolaccia (!), ma non ci sono mai scene di nudo) , i personaggi non avrebbero potuto essere interpretati meglio, dagli attori in campo.  

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Ugo Tognazzi
è perfetto nella parte del protagonista Emerenziano Paronzini, ambizioso, cinico e buffo, persino sul punto di morte.

Milena Vukotic presta le “belle mani” a Camilla Tettamanzi, mentre la gigantesca Francesca Romana Coluzzi delizia il pubblico con le sue lunghissime gambe.

Per la figura di Mansueto Tettamanzi, il padre delle tre sorelle zitelle, patrocinatore legale con interessi naturalistici, Piero Chiara si è ispirato al dottor Paolo Mantegazza, autore di un curioso libro intitolato “Fisiologia del piacere” (1865). Per chi volesse leggerlo, il link al pdf gratuito è questo.

La figura di Paolino Mentasti, perdigiorno, giocatore d’azzardo e dongiovanni, che finisce con il dover ripiegare in terra francese per sfuggire ai creditori e alle milizie fasciste, è descritta con simpatia e comprensione…forse che Chiara si sia riconosciuto un po’ anche in lui, oltre che nel Paronzini?

Consigliatissimi dunque sia il libro che il film, dove si vede una Luino di annata, nel massimo del suo splendore autunnale, con i tronchi maestosi dei platani del lungolago a scandire le passeggiate del curioso quartetto di amanti, e dove si possono apprezzare le qualità istrioniche dello stesso Piero Chiara nei panni di un personaggio secondario, il ragionier Pozzi.

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Genere

romanzo

Ambientato

A Luino (provincia di Varese) negli anni 1928-32

In poche parole

Ironia e malizia bonaria nella Luino fascistoide degli anni ’30

 

La spartizione
Piero Chiara

Ed. Mondadori
1964 (1 edizione)
2019
192 pp.