L’Abbazia di Morimondo e la vita contadina senza tempo

A pochi chilometri da Milano, nel cuore del Parco del Ticino, l’abbazia di Morimondo accoglie tutti coloro che amano la campagna e apprezzano la vita contadina senza tempo. 

L’abbazia è uno degli esempi meglio conservati di architettura religiosa medievale, in tutta Europa. La chiesa venne fondata nel 1134 da un gruppo di abati cistercensi francesi, e per seicento anni tra alti e bassi riuscì ad essere il centro di un importante nucleo non solo religioso ma anche economico.

La “grangia” (un francesismo che sta ad indicare il “granaio”, là dove si conserva il grano e più in generale i frutti dei raccolti dei campi) di Morimondo, così come quella di Chiaravalle, di Bereguardo e di altre realtà sparse lungo il corso del Ticino, si può considerare l’ antenata delle cascine lombarde, entro le quali si perfezionarono le tecniche di allevamento e di coltivazione che hanno reso la pianura padana tra le realtà agricole più grandi e importanti in Italia.

Dunque, c’è sicuramente più di un buon motivo per fare una passeggiata a Morimondo! Ecco i 5 principali buoni motivi

 

L’interno dell’abbazia di Morimondo con le sue belle volte a  crociere ogivali

1 – L’abbazia di Morimondo è uno splendido esempio di architettura gotica in chiave lombarda

Dall’esterno, colpisce per via delle dimensioni: si tratta di una chiesa davvero molto grande e molto alta, le alte mura sono sostenute da poderosi contrafforti che ne scandiscono l’intera lunghezza.
Una volta entrati, l’impressione di grandiosità è resa ancora maggiore per via delle volte a crociera ogivale e la presenza di archi a sesto acuto e a tutto sesto che proiettano la navata centrale verso l’alto. L’architettura romanica lombarda aveva fatto grande uso dei mattoni per erigere i suoi monumenti più preziosi (prima tra tutte la Basilica di Sant’Ambrogio a Milano, riferimento cardine di tutte le altre e future chiese lombarde in quegli anni), ma ora da Oltralpe arrivano altre mode e altre ispirazioni, ed ecco che elementi nuovi e antichi si mescolano, sotto le mani di bravi architetti e valenti artigiani.

La facciata dell’abbazia di Morimondo

La facciata a capanna è ingentilita da archetti ciechi che corrono lungo il perimetro superiore, bianchi come una trina di pizzo, ad incorniciare un gruppo di bifore, finestre cieche e bacini in ceramica dipinta che fanno intuire un lavoro rimaneggiato più volte e con diversi ripensamenti. L’insieme è comunque elegante e curato.

La campagna intorno all’abbazia di Morimondo

2 – Visitando l’abbazia, si assapora un po’ della vita monastica di un tempo

Oltre alla chiesa, grazie alle visite guidate si possono visitare il chiostro, la sala capitolare, le sale di lavoro dei monaci, la sala dei fondatori, il loggiato, il refettorio, il dormitorio.
In questo modo ci si fa un’idea completa di quella che doveva essere la vita dei monaci conversi, dalla mattina e fino alla sera, impegnata nel lavoro e nella preghiera.

La grangia di Morimondo in passato aveva tutto l’occorrente per autosostenersi

3 – L’abbazia di Morimondo organizza sempre qualcosa di speciale

Lo spirito laborioso continua a contraddistinguere il posto, che infatti non smette di proporre laboratori, concerti, attività ed eventi gastronomici. Oggi come un tempo, è crocevia di pellegrinaggi, di gente che va e viene, alla ricerca di esperienze autentiche e genuine.

Un fontanile con l’acqua che “ribolle”…che impressione!

4 – Attorno all’abbazia di Morimondo ci sono sentieri adatti a tutti con le risorgive e i fontanili

Il territorio pianeggiante adibito a colture agricole è solcato da piccoli sentieri che le famiglie possono percorrere in sicurezza, ascoltando i suoni della natura e soffermandosi sulle attività dell’uomo. Qui si possono vedere in particolare le risorgive, vale a dire delle sorgenti di acqua che scorrono sottoterra ma ad un certo punto devono “risorgere”, ovvero risalire, perché trovano degli sbarramenti di roccia impermeabile. Nel momento in cui queste acque tiepide risalgono, possono provocare delle bolle e creare particolari microclimi. L’uomo ha imparato a sfruttare queste risorgive creando i fontanili, ovvero delle fontane “artificiali” che raccolgono l’acqua delle risorgive e la distribuiscono nei campi attraverso i canali. In tal modo, riescono a produrre le marcite che altro non sono che prati che sfruttano l’acqua tiepida delle risorgive e in questo modo riescono a crescere anche nei mesi invernali, permettendo la produzione di fieno per gli animali da allevamento. Le marcite sono un utile espediente utilizzato per bonificare terreni che diversamente sarebbero paludosi e inutilizzabili, e forniscono l’occasione per rendere interessante anche una passeggiata invernale quando gli alberi sono spogli.

5 – L’abbazia di Morimondo è un luogo di spiritualità e di preghiera

Lontano dalla frenesia della città, raggiungibile anche in bicicletta attraverso piste ciclabili e a piedi attraverso sentieri pedonali (qui passa anche la via Francisca del Lucomagno, che arriva fino a Pavia), Morimondo piacerà a chi ama la contemplazione e il relax, e trova sollievo nel rifugiarsi in un posto sacro dove pregare e ritrovare se stessi.

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