Laveno Mombello - panorama da villa Frua

Laveno, Mombello e Cerro: un solo Comune ma 3 identità diverse

Il Comune di Laveno Mombello è una piccola cittadina sulle rive lombarde del Lago Maggiore che racchiude tre anime. Se ne conosci la storia, hai già capito di cosa stiamo parlando. Per tutti gli altri, ecco qualche riga di spiegazione.

 Cominciamo con il precisare che Laveno Mombello comprende gli abitati di Laveno, Mombello e Cerro

Si tratta di una specifica importante, perché queste frazioni sono una diversa dall’altra, sia geograficamente che storicamente!
Ancora oggi si capisce chiaramente l’effetto della grossa spinta economica che, a cavallo tra Otto e Novecento, ha cambiato il volto di molti centri urbani, anche sul Lago Maggiore. Laveno non sarebbe quello che è ancora oggi, se non ci fosse stata la tratta ferroviaria Luino-Milano che da qui transitava e depositava molti turisti e trasportava i prodotti delle vicine manifatture. Le tracce dell’antico borgo medievale rimangono solo attorno a via Fontana, su di una leggera altura, mentre verso il porto ed il lago si è di fronte ad una trasformazione di marca tardo-ottocentesca che lascia spiazzati, in positivo, con gli imponenti palazzi signorili che ostentano facciate elaborate e dai cromatismi accentuati.

Si potrebbe dire che Laveno rappresenta la città vera e propria, o almeno il senso della città, vale a dire con un centro fatto di negozi, locali, supermercati e stazioni ferroviarie, con il traghetto che porta sulla riva piemontese ed i battelli che fanno il giro del Lago Maggiore, ed una funivia che porta in cima al Sasso del Ferro per godere di un panorama mozzafiato. Fiore all’occhiello di Laveno è stata, per 150 anni, la produzione di ceramica, documentata nel museo MIDEC di Cerro.  L’ultima grande manifattura, la Richard Ginori,  ha purtroppo chiuso i battenti poco tempo fa. Il periodo d’oro delle ceramiche artistiche si colloca nel primo Novecento ed ha per principale protagonista l’attività della Società Ceramica Italiana Laveno con nomi di spicco come quelli di Guido Andlovitz e Antonia Campi.

Mombello è invece la zona collinare a carattere agricolo, dove ancora adesso ci sono vasti campi verdi (c’è anche un posto magico come la torbiera) e sono rimasti parecchi rustici legati ad un passato contadino. Di particolare interesse sono la Chiesa di S. Maria in Corte (XIII sec.), agglomerata in un nucleo di edifici medievali, con ingresso sulla sinistra e un piccolo sagrato preceduto da scalini, e il cortile dell’ex convento degli Umiliati a Bostano. Il nome Bostano deriverebbe da “albustum” ovvero “luogo piantato ad alberi”: qui, a partire dal XII secolo, si insediò una comunità di Umiliati che tessevano la lana. Il loro ordine venne soppresso per ordine di S. Carlo Borromeo, dal momento che un certo Farina, frate Gerolamo Donati, che probabilmente soggiornò proprio qui, cercò di ucciderlo. In seguito l’edificio passò in proprietà alla famiglia Crivelli, che lo utilizzò anche come stabilimento per la produzione della birra, e dopo anni di degrado venne restaurato e adibito a comunità di accoglienza. Il cortile, a cui si accede passando sotto un androne dove ancora si vede una volta in mattoni originale, è caratterizzato da un ampio loggiato ad archi a doppio sesto.

Cerro si adagia sulle rive del lago ed è il vecchio borgo dei pescatori, che qui avevano la casa e le barche. A Cerro, grazie alla lunga passeggiata che termina con una spiaggia sabbiosa, sembra quasi di stare al mare.

Scarica l’elenco dei beni culturali vincolati di Laveno Mombello, Leggiuno e Ispra  in pdf

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