Le feste cristiane e i legami con le feste celtiche

Molte feste moderne sono, in realtà, frutto di tradizioni molto antiche, spesso millenarie, che affondano nella cultura pagana e addirittura celtica. Soprattutto in Insubria, sono diversi i legami con la cultura celtica. Vediamone alcuni con l’aiuto dell’interessante libro di Roberto Corbella:  “Celti. Itinerari storici e turistici tra Lombardia Piemonte Svizzera” Macchione Editore, 2000.

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Gli storici sono concordi nell’affermare che, a partire dal 1500 a.C. si diffuse in diverse zone d’Europa una cultura detta “celtica” aventi caratteristiche comuni malgrado la distanza geografica tra una zona e l’altra. Vennero infatti trovati reperti che in nessun modo potevano essere accostati a quelli preesistenti, frutto evidente della comparsa di una nuovo popolazione o meglio di una nuova cultura che progressivamente venne a lasciare tracce particolari in quel determinato contesto.

Stiamo parlando di reperti ritrovati a La Tène, ad Hallstatt e a Golasecca, dalle nostre parti appunto, in terra insubre.
I Celti (Leponzi, Insubri, Orobi, Uberi) a partire dall’età del Bronzo avevano cominciato popolare le zone del centro Europa e si erano spinti fin oltre le Alpi.

Le vie più praticate per oltrepassare la grande catena montuosa erano:

  • il passo del Sempione
  • il passo di Monscera
  • il passo del Gottardo
  • il passo della Novena

Ecco perché a sud delle Alpi sono stati ritrovate diverse indicazioni di questa cultura, che rimane molto misteriosa perché non sono rimaste molte testimonianze scritte, la cultura era soprattutto di tipo orale e basata sulla memorizzazione.

Le caratteristiche che accomunano le tribù celtiche sono:

  • la lavorazione del bronzo
  • la lingua di ceppo indoeuropeo
  • l’economia basata sull’allevamento bovino e suino
  • culto del patriarcato e della virilità
  • culto solare dei megalitici
  • importanza del rapporto uomo natura
  • sepolture in tumuli o in tombe a cassetta con urna

I Celti erano famosi e chiamati anche da altre popolazioni per lavori di metallurgia.

Erano abilissimi nella lavorazione dei metalli, che trovavano in grande quantità – dalle nostre parti – nel porfido della Val Ceresio e del Monte San Giorgio. L’oro si presentava sotto forma di pepite nella Val di Blenio, Valle Antrona e nell’Anzasca, ma pagliuzze d’oro alluvionale si trovavano anche nel letto dei fiumi Ticino, Margorabbia e Toce.

La religione celta si basa sul concetto che tutto può rivelare la presenza divina, non c’è una netta separazione tra mondo degli Dei e mondo della materia. Dal momento che gli uomini sono spesso troppo impegnati nelle cose materiali, ecco che a metterli in comunicazione con Dio ci sono i druidi, i sacerdoti, che celebrano i riti religiosi e interpretano i sogni e gli auguri, hanno l’accesso privilegiato al mondo ultraterreno.

Vediamo alcune cerimonie dei celti che sono arrivate fino a noi e si sono mescolate con la tradizione cattolica

Taglio del vischio – tradizione ancora viva a Capodanno

Rappresenta l’anima del bosco a cui gli uomini affidano il messaggio dei loro desideri.

Il lavaggio dei neonati – Battesimo

Il fiume era considerato simbolo della vita e anche della distruzione, per questo motivo i bimbi appena nati erano portati al fiume perché potesse vederli e benedirli

Culto degli alberi

Nel loro perpetuo morire in inverno e rifiorire in primavera, i celti vedevano il ciclo della vita. Gli alberi a loro più sacri erano i tassi e gli agrifogli perché sempreverdi.

Lugnasad – festa di Ferragosto e di fine estate

Festa celebrata in agosto in onore di Lug, dio dell’abbondanza, protettore dei mercanti e delle arti. I lugoves erano gli artigiani delle scarpe, il nome “Lug” rimane nei toponimi di Lugano, Luino, Luvinate. Nella festa di Lugnasad si accendevano fuochi e si organizzavano gare di forza e abilità virile, si combinavano matrimoni “di prova” per le coppie giovani.

Samonios- Ognissanti – Halloween

Festa celebrata il 1° di novembre in onore di Tinco (Teutates), dio degli inferi e della guerra che possiede il segreto del mondo dei morti: quella notte si aprono varchi tra il mondo degli uomini e quello degli spettri, si sacrificano a Teutates i criminali.

Beltaine – Festa di Primavera

Festa celebrata il 20 aprile in onore di Belenos, dio del sole, protettore delle greggi e delle mandrie. A Beltaine gli animali venivano fatti passare sotto il fuoco, come per purificarli e allontanarli dalle malattie. Il giorno dopo si balla intorno ad un albero ornato d’offerte.

Imbolc – Festa di Sant’Antonio, Festa della Gioebia

Si tratta di una festa celebrata il 1° di febbraio, dedicata al festeggiamento per la nascita di capretti e agnelli e alla pulizia primaverile, con immersioni e lavande e offerte alle divinità femminili dell’acqua.

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