Pensotti, Rouxel, Zanzottera e Pescali nelle sere delle Vie dei Venti (fino al 22/2/19)

Le serate organizzate dall’associazione Le Vie dei Venti, tra viaggi e fotografia d’autore. Ecco la programmazione 2019-2020.

Gli eventi sono a cura dell’associazione culturale Le vie dei Venti di Varese (link al sito ufficiale www.leviedeiventi.it)

SABATO 16 NOVEMBRE alle ore 2100, Stefano Pensotti, primo italiano ad aver vinto il «Travel Photographer of the Year Awards 2018», premio internazionale per il miglior fotografo di viaggi, ci propone “Con un certo sguardo”, una serata di riflessione attraverso i suoi splendidi scatti in giro per il mondo.

Con la diffusione dei social, i viaggi low cost, il turismo di massa, con il web, con il fatto di essere sempre online, la fotografia ha perso tantissima potenza evocativa e narrativa, perché viene utilizzata in modo banale, commerciale. Si ripetono cliché visuali e culturali che hanno portato, molti fotografi ad un punto morto nella rappresentazione del mondo. Con la sua fotografia Stefano Pensotti cerca di proporre un percorso ideale che indaghi la vita delle persone comuni e dell’ambiente in cui vivono, con uno sguardo attento e genuino che vuole proporre una nuova visione del reportage geografico contemporaneo, rispettoso dell’unicità delle comunità rappresentate e lontano da cliché visivi.

Nato nel 1959 tra le montagne della Valsassina Stefano Pensotti ha iniziato a fotografare quando era un bambino, rubando la fotocamera del fratello maggiore. Seguono anni di assidua frequentazione, sino alla fine degli anni ottanta, degli ambienti fotografici di Milano, storie, personaggi e gallerie che segnano profondamente il suo fare fotografia sia sul piano linguistico che su quello concettuale. La passione per la fotografia è andata aumentando di pari passo con quella per il viaggio al punto da farne una professione che sfocia nelle prime pubblicazioni negli anni novanta. Quello che ha capito della fotografia è che è tutta una questione di tempo, tanto tempo per vivere qualcosa di intenso da raccontare agli altri, per raggiungere una comprensione più profonda e complessa del mondo intorno a te. Altrettanto tempo poi occorre per sviluppare una propria voce “fotografica”.

Fotogiornalismo, moda, ritrattistica, nudo, macro e micro fotografia; ha sperimentato i molti generi della fotografia, per scoprire quale fosse la “mia fotografia”. Alla fine la fotografia diviene l’espressione esatta del suo “essere” in un dato momento, un linguaggio con cui dare voce ai suoi pensieri e alle sue opinioni sul mondo intorno a lui. Reportage pubblicati sui principali magazine italiani e 12 volumi fotografici pubblicati in Italia, Libia, Francia ed Inghilterra. Numerosi i riconoscimenti internazionali. In 35 anni ha viaggiato in oltre 50 Paesi per la produzione di servizi fotografici o accompagnando piccoli gruppi di Viaggiatori – Fotografi.
Collabora con agenzie internazionali di rappresentanza di fotografi e con editori italiani, francesi, inglesi. Base a Milano e Dakar.

SABATO 14 DICEMBRE alle ore 2100, verranno proposti due documentari di Patrick Rouxel, GREEN e ALMA.
Dal 2003, Patrick Rouxel ha speso tutte le proprie energie per la realizzazione di film legati alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui temi della deforestazione, della lenta ed inesorabile perdita di biodiversità del pianeta, e sul trattamento etico degli animali. Dopo GREEN pluripremiato film che racconta un commovente viaggio attraverso gli occhi e i ricordi di una orangutan femmina, vittima della deforestazione per la produzione di olio di palma nel Borneo, in Indonesia, verrà proposto ALMA, una denuncia della deforestazione brasiliana, che chiama in causa il settore industriale dell’allevamento bovino. Dove l’avidità ed il consumismo stanno trasformando l’Amazzonia in un luogo altro. Non più foresta, ma pascoli per milioni di mucche destinate alla macellazione. Campi di soia per poter alimentare anche i capi bovini di altre parti del mondo.

Patrick Rouxel, è un regista indipendente dedicato alla conservazione della foresta pluviale e al benessere degli animali.
I suoi film danno voce alla foresta pluviale e alle vittime della deforestazione. Sono sia un tributo alla bellezza della foresta pluviale e della sua fauna selvatica, sia un mezzo per aumentare la consapevolezza della sofferenza e della perdita inflitte dallo sviluppo umano, dall’avidità corporativa e dal consumismo.
Considera i suoi film un atto di cittadinanza, una goccia d’acqua per aiutare a spegnere i fuochi ardenti della distruzione in tutto il mondo. Cerca di innescare un cambiamento nelle nostre scelte dei consumatori e nel modo in cui ci comportiamo nei confronti degli animali e della natura.
I suoi film sono commissionati da ONG ambientaliste o autoprodotti, sono resi possibili grazie all’aiuto di amici.
Dal febbraio 2011, ha trascorso la maggior parte del suo tempo con gli orsi del sole in Indonesia, sia reintroducendo i cuccioli in natura che migliorando le condizioni di vita degli orsi adulti in cattività. Come la maggior parte della fauna selvatica indonesiana, gli orsi del sole sono minacciati dalla deforestazione e dalla caccia, ma viene fatto ben poco per loro e la loro situazione non riceve attenzione.

SABATO 18 GENNAIO alle ore 2100, Bruno Zanzottera presenta la videoproiezione “ANCORA IN CAMMINO – In viaggio con i nomadi Rabari”, un progetto prodotto con la viaggiatrice, antropologa e scrittrice Elena Dak.

“Il Kutch è un’area del Gujarat, regione indiana ai confini con il Pakistan, dove abitano e da cui partono gruppi di pastori in migrazione. I Rabari nomadizzano in questi territori e si spostano lentamente per centinaia di chilometri alla ricerca di pascoli. Questo loro peregrinare non si ferma neanche durante la stagione monsonica, sebbene le piogge permettano ai pastori di restare in territori più vicini ai loro villaggi.
Anticamente allevatori di cammelli, oggi i Rabari migrano in piccoli gruppi composti da poche famiglie, le greggi e alcuni dromedari necessari per il carico e il trasporto delle masserizie.
Abbiamo seguito i loro spostamenti per 1 mese nell’autunno 2017 vivendo insieme a loro e condividendo le attività quotidiane dei membri delle famiglie. Siamo tornati nel 2018 per seguirne i movimenti durante la stagione dei monsoni e partecipare alle loro cerimonie. Durante questi periodi ci siamo resi conto di essere i testimoni di un cambiamento epocale nell’India di oggi e di trovarci insieme all’ultima generazione di nomadi carovanieri di questa parte di mondo.”
Bruno Zanzottera ha iniziato a fotografare da ragazzo, affascinato dal mondo celtico.
Nel 1979 compie il suo primo viaggio africano, attraversando con una Peugeot 404 il Sahara fino al Golfo di Guinea. Da allora l’Africa è stata meta privilegiata dei suoi reportage fotografici, anche se non sono mancati numerosi lavori in Asia e America latina, dove ha esplorato luoghi e popolazioni fino alle zone più remote del pianeta. Nel 2008 ha creato insieme ad alcuni colleghi l’agenzia fotografica Parallelozero (www.parallelozero.com). Collabora con numerose testate italiane e straniere, tra cui Geo France, Geo International, National Geographic Italia, Focus, Bell’Europa. E’ inviato della rivista Africa.

SABATO 22 FEBBRAIO alle ore 2100, “LA COREA DEL NORD TRA CAMBIAMENTI POLITICI E TEST NUCLEARI”, conferenza del giornalista e fotografo Piergiorgio Pescali.
Dal 2011 la Corea del Nord sta conoscendo una nuova rivoluzione. Una serie di riforme, già avviate verso la fine del XIX secolo, si sono rafforzate per volere di Kim Jong Un ed hanno accelerato cambiamenti non solo politici, ma anche sociali ed economici.
Questo aspetto è l’aspetto che colpisce maggiormente a chi visita il Paese anche solo come turista e che mostra una nazione in una luce assai differente dall’immagine dipinta in Occidente.
Pur restando un regime dittatoriale repressivo e poco rispettoso dei diritti umani, si incomincia ad intravedere qualche spiraglio di luce democratica filtrare tra le maglie del potere. L’economia si sta aprendo all’esterno, molti nordcoreani hanno oramai iniziato a intraprendere attività private e anche i mezzi di comunicazione, tutti saldamente in mano al regime, hanno smussato da tempo la propaganda contro Corea del Sud e Stati Uniti.
Anche in campo religioso Kim Jong Un ha teso una mano alle Chiese buddiste e cristiane arrivando anche ad invitare ufficialmente papa Francesco a visitare la nazione al fine di ristabilire contatti con il Vaticano.
La serata sarà dedicata alla descrizione del percorso che sta portando la Corea del Nord ad essere di nuovo accettata come interlocutrice internazionale, in particolare con gli Stati Uniti di Trump e quale è stato il ruolo avuto dal programma nucleare in tutto questo.

Piergiorgio Pescali è un giornalista che collabora con radio, riviste, quotidiani e network radiotelevisivi in Europa ed in Asia tra cui la CNN, BBC, Radio Vaticana, Avvenire, Il Manifesto.
E’ redattore alla rivista “La causa dei Popoli” e di “Mekong”, periodico dell’Associazione Nazionale Italia-Vietnam.
Si reca regolarmente in Myanmar dalla fine degli anni Ottanta, dove ha incontrato diverse volte la leader democratica Aung San Suu Kyi ed esponenti dell’opposizione democratica ed etnica. Per il suo lavoro d’informazione sul Myanmar, dal 2011 è stato nominato Ambasciatore di Pace delle Nazioni Unite.
In Cambogia ha seguito da vicino le vicende dei Khmer Rossi riuscendo a incontrare e intervistare tutti i massimi dirigenti del movimento, compresi Pol Pot, Nuon Chea, Khieu Samphan e Ieng Sary.
Dal 1996 è uno dei pochi giornalisti a visitare la Corea del Nord e le sue foto su questo Paese poco conosciuto, sono attualmente esposte presso il museo del National Geograpich a Washington.
Ha compiuto diversi reportage anche in Tibet, Nepal e Bhutan e nel 2001 è stato l’ultimo giornalista occidentale ad intervistare Ahmad Shah Massud prima che fosse ucciso nel suo quartier generale. Ad oggi è uno dei rari occidentali ad aver contatti con il movimento Taleban, di cui visita le aree da loro controllate.
In Iraq ha seguito il contingente britannico a Bassora e a Baghdad.
I suoi articoli sono stati tradotti e ristampati da testate russe, cinesi, vietnamite, coreane, statunitensi, arabe, indiane.

Tutte le serate si tengono  alle ore 21 presso la Sala Montanari (ex cinema Rivoli) di Varese, in via Dei Bersaglieri n.1

L’Associazione “Le Vie dei Venti”, nata nel 1992, è il risultato della passione per il viaggio dei suoi due fondatori, Gianluca Torrente e Giovanni Barbieri, che per anni hanno girato assieme sui mezzi più inconsueti.
Il desiderio di poter trasmettere la propria passione attraverso il racconto di persone che hanno fatto del viaggiare una propria filosofia di vita e non una professione, ha portato inevitabilmente alla creazione di un’associazione quale “suk” ove le immagini si intrecciano alla forza della narrazione.

L’intento è di avvicinare al resto del mondo tutto coloro che ci seguono proponendoci quale alternativa al mezzo televisivo che spesso ha il difetto di inebriarci di tante immagini senza farci riflettere attraverso la forza del racconto.

In futuro, si tenterà sempre più di dar voce anche agli altri ovvero agli stranieri che risiedono nel nostro Paese e che possono completare attraverso il proprio vissuto, il racconto delle tante tradizioni che caratterizzano ciascuna regione del mondo.

Particolare attenzione viene rivolta alla geopolitica attraverso la collaborazione con prestigiose riviste del settore e con affermati reporter e all’ambiente, elemento che dovrebbe necessariamente coniugarsi con il viaggio.

Chi sono Gianluca Torrente e Giovanni Barbieri, fondatori dell’associazione Le Vie dei Venti

Gianluca, insegnante e appassionato soprattutto di Ex-Unione Sovietica ed Asia Centrale percorsi sin all’estremo nord della Siberia, e Giovanni, responsabile della segreteria dell’Università di Varese ed entusiasta in particolare di Cina e Sud-Est Asiatico, pur viaggiando oggi separatamente, continuano a condividere la stessa passione.