La passeggiata di Villa Olmo sul lungolago di Como

Nella parte occidentale del lungolago di Como, per oltre un chilometro c’è una bella passeggiata dove potrai ammirare molte ville storiche realizzate a cavallo tra Sei e Ottocento. L’itinerario è adatto anche a famiglie con bimbi piccoli e a persone con ridotte capacità motorie. Qui trovi informazioni sulle ville principali che incontri camminando, la più importante delle quali è Villa Olmo.

La passeggiata venne realizzata dal Comune di Como nel 1959: originariamente le ville avevano accesso diretto al lago, ora non lo hanno più, e i turisti incuriositi possono sbirciare tra le inferriate dei cancelli e in molti casi, essendo molte delle ville di proprietà pubblica, possono accedervi liberamente.
La maggior parte delle ville vennero costruite durante la dominazione degli Asburgo, nel Settecento, i quali confiscarono quelle le terre ai conventi per rivenderle, a prezzi piuttosto bassi, alle famiglie gentilizie del posto.
Adiacente alla zona di borgo Vico e della Villa Olmo, c’è il quartiere razionalista e tutta la zona di centro lago in cui parliamo in questo articolo.

Villa Saporiti ovvero “La Rotonda”

La Rotonda di Pollack - particolare
La Rotonda di Pollack – particolare dell’esedra

 

La prima lussuosa dimora che si incontra è Villa Saporiti, realizzata dall’architetto Leopold Pollack tra il 1790 e il 1793 (di origini austriache), soprannominata “la Rotonda” per via dell’andamento fortemente convesso  del corpo centrale della facciata a lago. L’aggetto esterno corrisponde ad un’ampia sala ellittica interna, il Salone d’Onore, che ospitò personaggi celebri come Napoleone Bonaparte, la regina Isabella di Napoli e il principe Ferdinando I d’Austria. Gli anni in cui viene costruita la villa sono gli anni della dominazione austriaca del Lombardo Veneto, quando cominciava ad affermarsi lo stile neoclassico per opera, in Italia, di artisti come Piermarini (Teatro alla Scala di Milano) e Albertolli, oltre a Pollack.
Tutta la facciata è ritmata da eleganti semicolonne e lesene di stile dorico, con capitelli a volute, ma è a livello dell’esedra centrale che si sviluppa una decorazione elegante ma più briosa con medaglioni a bassorilievo rappresentanti divinità fluviali e, alla sommità, delle statue raffiguranti Giove, Giunone, Marte, Venere, Apollo e Nettuno. Gli interni sono realizzati da Luigi Cagnola, che venne chiamato a sostituire il Pollack, per via di alcune divergenze di quest’ultimo con la committenza.
I proprietari iniziali sono i Doria Sforza Visconti mentre Saporiti deriva dal nome dell’ultimo proprietario prima della vendita alla Provincia di Como.

Villa Gallia

Villa Gallia - Como
Villa Gallia – Como

Si tratta della villa più antica tra quelle qui illustrate, perché risale al Seicento: il nome Gallia deriva dal committente, tale Marco Gallio, che volle costruire un edificio prestigioso sulle rovine dell’antica villa museo di Paolo Giovio, un illustre umanista. Quello che si vede ora non è l’edificio originale ma il risultato di diverse ristrutturazioni, la più importante ad opera di Simone Cantoni.
La pianta è a forma di H, con un corpo centrale (corrispondente al Salone d’Onore) e due portici sui due fronti principali, uno verso l’interno e uno verso il lago. Il portico che si vede è a bugnato e fa parte probabilmente dell’impianto originario seicentesco. Le chiusure vetrate sono state aggiunte nel dopoguerra, quando l’edificio venne acquistato dalla Provincia di Como, che dovette intervenire con un consistente restauro a causa dei danni provocati dai tedeschi durante il conflitto mondiale.
Le decorazioni (statue alla sommità, leggere lesene a ritmare l’impianto) sono sicuramente frutto del restyling classicista del Cantoni.

Villa Olmo

Villa Olmo - Como
Villa Olmo – Como

Esemplificazione eccellente dell’architettura neoclassica a Como, la villa è stata realizzata tra il 1782 e il 1789 da Simone Cantoni su commissione del Marchese Innocenzo Odescalchi.
Il nome Olmo deriva dalla presenza di un olmo, citato da Plinio il Vecchio, probabilmente inesistente già da prima della fondazione. La villa è stata sottoposta a molti interventi nel corso degli anni successivi, ma l’impianto della facciata è rimasto intatto fino a oggi.
La parte centrale è leggermente sopraelevata (ha un piano in più) ed aggettata grazie alla presenza, a piano terra, di un portico a bugnato e nella parte superiore di sei colonne doriche, alternate a medaglioni con i busti di cinque filosofi greci (Platone, Solone, Talete, Socrate e Pitagora), opera dello scultore ticinese Francesco Carabelli.

L’intero impianto è sobrio ed elegante nello stesso tempo, con finestre rettangolari valorizzate da un semplice cornicione a piano terra, e da un timpano triangolare al piano nobile.
La dimora si ispira agli ideali di bellezza proclamati da Winckelmann pochi anni prima, oltre che ad esempi architettonici francesi e viennesi.
Il giardino prospiciente al lago è “all’italiana” con statue di divinità pagane, un tempietto neoclassico e un’elegante balaustra in pietra.
Le sue sale hanno visto passare molti personaggi storici famosi, da Napoleone Buonaparte e Ugo Foscolo fino a Giuseppe Garibaldi, che tra l’altro sposò Giuseppina Raimondi, salvo ripudiarla poco dopo per infedeltà, la figlia naturale del Marchese, erede della proprietà dopo la morte dell’Odescalchi. A questo proposito una piccola curiosità: il Raimondi, per quanto avesse la fama di patriota risorgimentale, ospitò in questa villa anche l’intera corte austro-ungarica, dall’imperatore Ferdinando fino al suo primo ministro Metternich e il maresciallo Radetzky!
Dopo gli Odescalchi, la proprietà passa ai Visconti di Modrone, a cui si deve la presenza dello stemma famigliare – il “biscione” – al centro del timpano posto alla sommità della facciata, stemma circondato da putti e sormontato da una corona.
Nel 1925 la proprietà viene ceduta al Comune di Como che attualmente la utilizza per organizzare mostre d’arte, spesso di grande richiamo.