Sasso Cavallazzo a Ranco, quando la natura dà spettacolo

Il Sasso Cavallazzo o Cavallaccio  (Sass Cavalasc in dialetto) è un masso erratico che, insieme al Masso della Preja Buja di Sesto Calende,  si può considerare tra i più grandi – e misteriosi – della zona.  Si trova alla periferia di Ranco, ai confini con Ispra, all’interno del Parco della Quassa dove è stato realizzato uno specifico sentiero da percorrere in bici o a piedi.

Non è un masso come gli altri, tanto è vero che la Regione Lombardia lo ha classificato “monumento naturale” e come tale è protetto.
Si tratta di un sasso costituito da pietra serpentina, trascinato circa 60mila anni fa giù dai ghiacciai alpini, nella stessa epoca in cui si formarono i laghi prealpini. Nella stessa zona ce ne sono altri, più piccoli, alcuni visibili solo quando il lago è in secca.

Questo masso erratico, tra l’altro, è l’unico a risiedere nelle acque del Lago Maggiore,  a differenza degli altri massi erratici che invece si trovano più nell’entroterra.
La catena delle Alpi, durante le ere glaciali, si coprì di un’enorme coltre di neve e ghiaccio che poi, scivolò a valle formando i laghi prealpini, trasportando una gran quantità di pietrame.

Il masso misura mt. 5 per 8 e, se ancora non si è rovesciato, è perchè una gran parte di esso risulta conficcato in profondità. Venne descritto per la prima volta dal naturalista Antonio Stoppani, di cui si conserva un’importante collezione scientifica nel museo di Venegono.

Il nome “Sass Cavalasc”, secondo la tradizione popolare, deriva dal fatto che la parte sporgente del masso richiama vagamente la forma della testa di un cavallo.

Altra caratteristica è  data dalla presenza della “marmitta dei giganti”:  una cavità cilindrica, posta alla base verso il lago, realizzata dall’azione erosiva dei vortici d’acqua uniti ai ciottoli della spiaggia.

Testo tratto dai pannelli didattici installati in zona:

Ranco,  a causa della sua esposizione settentrionale contro cui andava a infrangersi l’antico ghiacciaio quaternario, presenta la caratteristica di avere una densità elevatissima di massi erratici, molto più alta dei paesi vicini (oggi, invece, i venti e le correnti provenienti da nord portano rifiuti umani arrecando notevole disagio).
(…) Il “Sass Cavalasc” è un masso enorme: la parte emersa, un parallelepipedo di metri 5×8, si ritiene essere solo una piccola parte della struttura; fu descritto dal naturalista Stoppani nel diciannovesimo secolo; nella parte a lago il Prof. Ragazzoni del seminario di Barza ne individuò una cavità formata dall’erosione acquea: la “marmitta dei giganti”.
Il Sass Cavalasc è Monumento Naturale ai sensi della legge Regionale 86 del 1983. Trattasi, tra l’altro, dell’unico masso che sporge direttamente dall’acqua anche in condizioni di normalità del livello del lago.

Le fotografie del Sasso Cavallaccio a Ranco sul Lago Maggiore

Masso erratico di Ranco: Sasso Cavallaccio

Come arrivare al Sasso Cavallazzo a Ranco sul Lago Maggiore: ecco la mappa