La donna di Max Mara AI 22 ama il cozy style di ispirazione dada

Sophie Taeuber-Arp, artista eclettica appartenente all’avanguardia del Dadaismo, è la musa ispiratrice della nuova collezione moda donna per l’autunno inverno 2022-2023, presentata alla Milano Fashion Week del 24 febbraio scorso.

All’artista, scomparsa nel 1943 a soli 5 anni4, è dedicata una grande retrospettiva, proprio in questi giorni, al Moma di New York. Un omaggio doveroso, verso un talento che non è stato apprezzato come avrebbe dovuto, dai contemporanei, per una evidente discriminazione di genere. Il marito Hans Arp, attivo nello stesso momento e nello stesso campo, ha avuto un riscontro di critica e di pubblico molto più ampio rispetto a lei –  e partendo da queste premesse, la mostra di New York vuole per l’appunto riscattare il ruolo e l’importanza di Sophie Taeuber-Arp esponendo le sue opere tessili, pittoriche e scultoree. Un’artista che fece della contaminazione di genere il suo punto di partenza per opere sorprendenti e magiche.
Max Mara guarda a lei come modello inimitabile per i cromatismi e lo sperimentalismo formale:  la palette cromatica del prossimo inverno, per Max Mara,  potrebbe essere stata attinta direttamente da un  arazzo della dadaista o da un kilim, composta da grigio tortora, cammello, arancione, rosso fiamma e giallo girasole, oltre che gli immancabili bianco e nero.

Lo stesso dicasi  per i soggetti astratti grafici di diverse maglie in mohair, sia più in generale per l’atmosfera sospesa e fiabesca che trasmettono le creazioni.

Le silhouette forti e sorprendenti di Max Mara si muovono all’interno di una dimensione sospesa tra il mondo animale e quello dei robot.

Forme minimal e over sono in costante dialogo tra di loro, tra accessori, calzature e abiti c’è un continuo scambio di ruoli, così come tra il “sotto” e il “sopra” degli indumenti, che ritroviamo anche in altre collezioni di quest’anno. Come se si volesse abbattere anche questo tipo di confini.

I cuissard in maglia di lana sono allo stesso tempo stivali e leggins, le imbottiture diventano rivestimenti veri e propri, le borse sono anche cinture che fasciano e valorizzano il punto vita. Il nylon trapuntato è uno dei protagonisti della collezione, insieme all’immancabile coat Teddy Bear, il cui tessuto diventa perfetto anche per una tunica, una gonna lunga e perfino per un paio di shorts e per dei maxi marsupi davvero cozy (si possono usare anche come scaldamani!). Le gonne lunghe a campana sono uno degli elementi di novità più impattanti, a nostro avviso, insieme alle balaclave (passamontagna) che abbiamo visto, declinate in un’attitudine più sportiva, anche alla collezione di Gucci.

Max Mara sceglie come proprio talismano una cerniera di oro pallido. Un elemento strutturale diventa decorazione raffinata e minimal: tasche zip e spacchi inaspettati, una doppia cerniera per chiudere giacche sartoriali e cappotti maschili. Sorprende constatare come un segmento lineare possa avere un ruolo primario nella costruzione dello spazio, esattamente come nei quadri astratti dell’artista.