Monastero di Torba e la leggenda delle monache volate via

Il Monastero di Torba, insieme a Castelseprio e ad altri posti come Cividale del Friuli e Benevento, fa parte del sito Unesco “”Italia Langobardorum: the Longobard in Italy, Places of the power (568-774 d.C)” perché raccoglie preziose testimonianze della civiltà longobarda.

Sito ufficiale: https://www.fondoambiente.it/luoghi/monastero-di-torba

In realtà la struttura è ancora più antica e ha origini romane, ma mentre nel tardo Impero aveva una funzione essenzialmente difensiva, nei secoli successivi, con i longobardi appunto, cambiò nettamente funzione e da civile passò a religiosa.
Il complesso comprende una torre, una chiesa, un refettorio, un fienile e una legnaia.
Il complesso viene comunemente chiamato “monastero” perché, in quanto tale, fu attivo per molti secoli (dal VII al XV secolo) lasciando preziose testimonianze artistiche nella torre: le monache benedettine infatti trasformarono l’antico baluardo  difensivo in sepolcreto (al secondo piano) e in oratorio (al terzo piano). Proprio qui sono conservati frammenti di affreschi molto particolari, se non addirittura misteriosi, attorno a cui è fiorita anche una leggenda.
Furono sempre le monache a fondare ex novo la chiesa, che per problemi strutturali venne ricostruita più volte fino ad assumere la fisionomia attuale, tipicamente romanica, nel XII e XIII secolo.
La particolarità di questo posto è però data dal successivo e curioso utilizzo che ne fecero i contadini affittuari delle monache, che trasformarono il sepolcreto in cucina e l’oratorio in un granaio e magazzino, mentre la chiesa finì per diventare una stalla (!).
Tutto questo continuò fino al 1971, anno in cui anche i contadini lasciarono il posto che sarebbe rimasto abbandonato a se stesso se non fosse intervenuta Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidentessa del FAI, ad acquistarlo ed a provvedere al restauro.
Un restauro che è stato particolarmente attento a non snaturare l’identità delle rovine, rispettandone tutte le precedenti funzioni compresa l’ultima, quella agricola.
La chiave di lettura dell’intero complesso è quindi data dalle pietre.
Leggiamo su un pannello didattico:
Rubate innanzitutto al fiume Olona ed a una Necropoli romana, poi ricoperte, affrescate, “affumicate” dalle cucine e compromesse per far posto agli attrezzi agricoli. Le stratificazioni ne hanno cambiato la funzione, fino ad alterarne completamente la lettura. Mentre prima dell’intervento del FAI erano diventate solamente un “ammasso di pietre”, oggi possono raccontare lo straordinario fascino e la lunghissima storia di questo complesso.

LA LEGGENDA (dal sito del FAI):
Si racconta che i volti di tre monache su otto, che si vedono negli affreschi del secondo piano della torre, siano mancanti perché appartengono a tre donne che da questo monastero fuggirono. I loro spiriti vagano ancora nella vallata e, fino a quando non troveranno il modo di rientrare nell’affresco, non troveranno pace.

Monastero di Torba – Gornate Olona

https://www.fondoambiente.it/luoghi/monastero-di-torba
Via Stazione 1, Gornate Olona – Varese 0331 820312
Tempo di visita: 1 h
Ingresso: a pagamento.
Orari: Marzo-settembre: ore 10-18.
Ottobre, novembre e seconda metà di febbraio: ore 10-17.
Aperto tutti i giorni tranne i lunedì e i martedì non festivi.
Martedì si accettano gruppi e scolaresche su prenotazione.
Ultimo ingresso: mezz’ora prima della chiusura.
Difficoltà disabili: si.

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