L’area protetta del Monte Sangiano ed i suoi sentieri

Il Monte Sangiano, anche se non tutti lo sanno, presenta molti aspetti curiosi dal punto di vista naturalistico e storico.

Il Monte Sangiano è un’area molto interessante dal punto di vista naturalistico, per la presenza di prati aridi, di sorgenti pietrificanti con formazione di travertino, boschi di castagno e interessanti cerrete pure (il cerro è un albero che fa ghiande, della famiglia dei faggi).
Nel comprensorio è presente un’unica grotta non sfruttata turisticamente, ubicata a sud del Monte Sangiano, e una parete rocciosa attrezzata per le arrampicate sportive.
In quest’area ci sono diversi sentieri dove fare passeggiate e raccogliere castagne, in autunno.
Arrivare in cima al Picuz (il suo caratteristico sperone di roccia) non è difficile nè faticoso: si può lasciare l’auto lì vicino e percorrere in pochi minuti a piedi la salita che conduce alla vetta, dove c’è anche la Chiesa di San Clemente.  Da entrambi i posti si gode di uno splendido panorama sulla baia di Laveno e sull’intero Lago Maggiore.
Attorno all’origine del Picuz sono nate diverse leggende, la più famosa delle quali racconta che la falesia sia ciò che resta del rogo appiccato per distruggere il castello di una bella principessa “mangiauomini”. Protagonista, il cavaliere Giano con i suoi fidi compari, i soli ad intuire i mortali inganni della donna e ad architettare un piano efficace per liberarsi di lei.

Passeggiata nella natura / Comuni di Sangiano e Caravate (VA)
Durata: a volontà, ci sono vari sentieri sterrati adatti anche per le mountain bike
Lunghezza: circa 3 km
Difficoltà: minima

Scheda Tecnica del SIC
Tutto il comprensorio riveste un elevatissimo interesse in quanto oasi xerotermica (il periodo xerotermico è quello che segue allo scioglimento dei ghiacciai, circa 10 mila anni fa, caratterizzato da clima caldo e secco) in cui si collocano specie termofile e xerofile (che amano appunto un clima caldo e secco=, come Stipa pennata che caratterizza l’habitat delle praterie magre su suolo calcareo.
Stipa Pennata1

Particolarmente rilevante, anche perché connesso alla presenza di fauna di elevato interesse naturalistico, è l’ambiente delle falesie calcaree. Sussistono comunque notevoli lacune conoscitive in ambito faunistico, per cui la fauna del biotopo è in generale poco conosciuta. Il principale fattore di disturbo è costituito dalla contigua cava di materiale cementizio, suscettibile di espandersi nel SIC, nonché dall’abbandono delle attività agricole, che ha portato alla parziale scomparsa delle praterie magre.
La seguente caratterizzazione degli habitat è tratta dalla relazione “Proposta di istituzione di Siti di Importanza Comunitaria nel territorio della Comunità Montana della Valcuvia”
(Idrogea, 2005).
Le formazioni erbose presenti sono riconducibili all’habitat 6210 e sono rappresentate da praterie discontinue localizzate su pendii aridi rupestri con elevata pietrosità superficiale e suoli poco profondi impostati su substrato carbonatico spesso affiorante. Tali praterie, la cui biomassa vegetale è costituita essenzialmente da Graminacee (principalmente Bromus erectus), e Ciperacee (Carex humilis), sono caratterizzate da una elevata biodiversità e dalla presenza di specie rare e termofile. Le praterie del Monte Sangiano ascrivibili a questo habitat si configurano come xerobrometi dove, accanto a Melica ciliata, sono presenti Stipa pennata e Cleistogenes serotina, andando così a caratterizzare il rilievo come una vera e propria oasi xerotermica. Tali praterie risultano in stretto contatto con le vegetazioni delle pareti rocciose (habitat 8210), tanto da formare un mosaico vegetazionale tipico e difficilmente scorporabile. Questa seconda tipologia è rappresentata da vegetazioni che caratterizzano i massicci carbonatici riconducibili alle comunità eurosiberiane e mediterranee dei Potentilletalia caulescentis, costantemente associate appunto alle praterie erbacee sopra descritte. In particolare, nel sito sono individuabili aspetti riconducibili allo Hieracio humilis- Potentilletum caulescentis, caratteristico delle rupi più eliofile e calde, dove è ospitata anche Primula hirsuta, recentemente descritta come Primula hirsuta subsp. valcuvianensis. L’habitat 7220 è rappresentato da comunità vegetali caratterizzate da briofite che danno luogo a deposizione attiva di travertino del Cratoneurion. Le formazioni più evidenti e significative sono localizzate ai piedi del Monte Sangiano, dove ospitano abbondante Adiantum capillus-veneris (capelvenere, o barba di Giove). Nel sito è inoltre nota una cavità carsica non sfruttata turisticamente, che costituisce un rifugio significativo per numerose specie di chirotteri.

CODICE IT 2010018
COMUNI INTERESSATI: Sangiano, Caravate
ENTE GESTORE: Comunità Montana Valli del Verbano
HABITAT
Nella tabella che segue sono riportati gli habitat inseriti nell’Allegato I della Direttiva 92/43/CEE, rinvenibili all’interno del SIC “Monte Sangiano”
6210 Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuca-Brometalia)
7220* Sorgenti pietrificanti con formazioni di travertino (Cratoneurion)
8210 Pareti rocciose calcaree con vegetazione casmofitica
8310 Grotte non ancora sfruttate a livello turistico

Nella tabella che segue è riportato l’elenco delle specie animali inserite nell’Allegato I della Direttiva 79/409/CEE e nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE, presenti nel SIC “Monte Sangiano”.

UCCELLI
A072 Pernis apivorus Falco pecchiaiolo
A073 Milvus migrans Nibbio bruno
A103 Falco peregrinus Falco pellegrino
A338 Lanius collurio Averla piccola

INVERTEBRATI
1082 Lucanus cervus Cervo volante
1088 Cerambix cerdo Cerambice

Fonte: Provincia di Varese – per tutta la documentazione scaricabile, clicca qui

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