Al Museo Baroffio, tutta la dolcezza delle Madonne col Bambino…e non solo

Scrigno d’arte posto accanto al Santuario, il Museo Baroffio del Sacromonte è il più antico museo di Varese tuttora visitabile.  Alla straordinaria collezione storico-artistica di Santa Maria del Monte si uniscono la raccolta di dipinti di Giuseppe Baroffio Dall’Aglio e una sezione d’arte del Novecento, nata con l’ultimo complessivo restauro del Museo.

L’articolazione interna si muove su tre piani, in un percorso variato e sorprendente: luminose sale dell’edificio novecentesco si alternano a piccole suggestive stanze, che corrono nascoste sotto al Santuario, con resti di affreschi quattrocenteschi.
La visita consente di scoprire la storia del Sacro Monte, con autentici capolavori dell’arte lombarda, dal Medioevo al Settecento (non solo dipinti, ma anche miniature, disegni, sculture, ceramiche, monete, tessuti e ricami) e contemporaneamente di volare lontano, sulla scia dei tanti dipinti fiamminghi e olandesi donati dal Baroffio, o verso alcuni protagonisti dell’arte europea del Novecento, come Henri Matisse e Georges Rouault.

Alcune opere si impongono per la loro eccellenza: la Madonna con il Bambino scolpita da Domenico e Lanfranco da Ligurno alla fine del XII secolo, già parte del portale romanico di S. Maria del Monte, e prima immagine della Vergine sopravvissuta in questo luogo di secolare devozione mariana; uno dei più antichi antifonari di canto ambrosiano, con vivaci miniature della fine del XIII secolo, e lo straordinario codice miniato nel 1476 dal milanese Cristoforo de’ Predis; il prezioso paliotto donato al Santuario dal duca di Milano Ludovico il Moro, con un tessuto tra i più complessi e raffinati mai realizzati; il paliotto leonardesco con un originale ricamo imbottito raffigurante la Vergine delle Rocce, ispirato alla versione parigina del celebre dipinto di Leonardo, ripreso in anni vicinissimi al modello; i dossali lignei del coro sforzesco del Santuario, attribuiti a Giacomo Del Maino e collaboratori, già attivi nella Basilica di S. Ambrogio a Milano; il pulpito seicentesco; dipinti di Camillo Procaccini, Girolamo Chignoli, Bartolomeo Schedoni, Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto, Francesco Cappella, Pietro Antonio Magatti, Giuseppe Antonio Petrini, Federico Faruffini.
Non solo soggetti sacri, ma anche ritratti, nature morte, paesaggi, scene di genere, battaglie vanno a comporre una collezione eterogenea, frutto del collezionismo di matrice romantica del barone Baroffio che, a opere di pittori lombardi, veneti ed emiliani, volle accostare un corpus di notevoli dipinti fiamminghi e olandesi. L’Adorazione dei Magi da Hugo van der Goes, pressoché coeva all’originale oggi a Berlino, è una tavola di qualità; indagini riflettografiche hanno indotto a ipotizzare che si tratti di una copia realizzata da un diretto seguace del maestro. Altra interessante opera fiamminga di fine Quattrocento è la Deposizione di Cristo il cui modello è il Compianto di Rogier van der Weyden conservato al Maurithius dell’Aja.
L’Allegoria dell’aria e del fuoco, debitrice della serie degli Elementi realizzata da Jan Brueghel il Vecchio per il cardinale Federico Borromeo, apre il Seicento con uccelli a simboleggiare l’aria e uno straordinario campionario di oggetti in metallo a indicare il fuoco.

Il Cambio di cavalli di Philips Wouwermans si segnala per la stesura accurata e la qualità brillante del colore. Calamita l’attenzione la Zingara con tamburello, vicina ai modi di Michael Sweerts.

La sala di tema mariano, voluta da monsignor Pasquale Macchi con più di sessanta opere di noti artisti del XX secolo, si pone in continuità con la tradizione di fertile produzione artistica che la devozione alla Vergine del Monte ha saputo ispirare nei secoli. Accanto a nomi già legati alla storia recente del Sacro Monte, come Floriano Bodini, Enrico Manfrini, Renato Guttuso, Trento Longaretti, trovano spazio tra gli altri: Paolo Borghi, Bernard Buffet, Corrado Cagli, Domenico Cantatore, Aldo Carpi, Silvio Consadori, Primo Conti, Pericle Fazzini, Luigi Filocamo, Angelo Frattini, Trento Longaretti, Henri Matisse, Luciano Minguzzi, Giuseppe Montanari, Mario Radice, Georges Rouault, Aligi Sassu, Mario Sironi, Vittorio Tavernari.

Museo Baroffio e del Santuario del Sacromonte di Varese

Il terrazzo privato del Museo, accessibile su prenotazione, regala una vista amplissima sul panorama, ma anche scorci unici sul borgo e un’insolita prospettiva sul Santuario e il suo campanile, sospesi tra cielo e terra.

Il Museo è animato da iniziative culturali e attività didattiche rivolte a diversi tipi di pubblico (adulti, scuole, famiglie, disabili). Accanto alla visita alle collezioni permanenti, si offre un calendario di visite d’approfondimento, itinerari tematici, percorsi per bambini. Per l’elenco visitare la sezione “didattica” e “in corso” del sito www.museobaroffio.it

Si ringrazia la Dott.ssa Laura Marazzi per i contributi testuali e iconografici. 

Informazioni

APERTURA STAGIONALE > metà marzo – metà novembre
GIOVEDÌ, SABATO E DOMENICA > 9.30 – 12.30 ; 15.00 – 18.30
Da maggio a settembre anche MARTEDÌ E MERCOLEDÌ > 15.00-18.30
Altri giorni su prenotazione

APERTURA NATALIZIA > 8 dicembre – 6 gennaio
con riduzione d’orario (per maggiori specifiche consultare il sito del museo)

INGRESSO
biglietto intero € 4,00
biglietto ridotto € 2,00 (under 18 over 65, gruppi oltre 10 persone, studenti, TCI)
biglietto famiglie (2 adulti + 2 o più bambini) € 10,00
biglietto cumulativo Museo Baroffio e Museo Pogliaghi € 5,00

Museo Baroffio e del Santuario del Sacro Monte sopra Varese
tel. 0332 212042
e-mail: info@museobaroffio.it
www.museobaroffio.it

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