Orrido di Sant’Anna, quando il sacro incontra la natura

In tutta Italia, siamo abituati a trovare chiese e chiesette in cima alle montagne, perché abbiamo studiato che spesso e volentieri sono state costruite sulle fondamenta di antichi castelli e punti di avvistamento. Ma all’Orrido di Sant’Anna a Cannobio la chiesa presente è diversa…

Ritrovarsi, tutto ad un tratto, una chiesetta bianca e in muratura, a incoronare un paesaggio di gusto primitivo, come può esserlo una gola rocciosa (l’orrido, o forra, è una spaccatura nella roccia creata dal passaggio dell’acqua di un torrente), fa un certo effetto.

Orrido di San’t’Anna a Cannobio

Se amate gli spettacoli naturali ma siete impossibilitati a fare escursioni fisicamente impegnative, una gita all’Orrido di Sant’Anna a Cannobio è quello che fa per voi.

Sì, perché arrivare all’Orrido è anche molto semplice: si raggiunge tranquillamente in auto, anche se i più agili possono valutare di arrivarci attraverso la bella pista ciclabile che parte dal centro storico di Cannobio (in un’ora al massimo di cammino tra i i boschi e con dislivelli minimi, su di un largo sentiero sterrato, siete arrivati).

L’ultimo tratto per arrivare in cima all’altura e vedere la chiesetta

L’escursionista sportivo e amante della tranquillità, apprezza il posto perché l’acqua è pulita e fresca (tanto è vero che vi nuota la trota fario, un esemplare piuttosto choosy in fatto di acqua – il posto è meta apprezzata anche di sub). L’appassionato di storia può scegliere di recarsi la domenica mattina, per visitare la chiesa, che solitamente gli altri giorni rimane chiusa.

La chiesa di Sant’Anna è dedicata anche alla Madonna del Loreto, e non deve essere casuale

Le origini della Chiesa sono incerte, anche se tutti concordano nel farla risalire almeno al Cinquecento, mentre la prima messa solenne fu celebrata nel 1637. Curioso il fatto che sia dedicata a Sant’Anna, madre della Vergine (festeggiata il 26 luglio), ma anche alla Madonna del Loreto.

Sono diversi i luoghi della Vergine del Loreto legati ad una leggenda che risale al Trecento. Antiche cronache avevano cominciato a parlare della Traslazione della Casa di Nazareth a Loreto, tra cui quella di Teramano.

La Casa di Nazareth era quella dove era nata e vissuta Maria, e dove Gesù aveva trascorso la sua infanzia. La cronaca di Teramano riporta: “Ma dopo che quel popolo di Galilea e di Nazaret abbandonò la fede in Cristo e accettò la fede di Maometto, allora gli Angeli levarono dal suo posto la predetta chiesa e la trasportarono nella Schiavonia, posandola presso un castello chiamato Fiume (1291). Ma lì non fu affatto onorata come si conveniva alla Vergine… Perciò da quel luogo la tolsero nuovamente gli Angeli e la portarono attraverso il mare, nel territorio di Recanati (1294) e la posero in una selva di cui era padrona una gentildonna chiamata Loreta; da qui prese il nome la chiesa: ‘Santa Maria di Loreta…”.

Per il gran numero di gente, purtroppo succedevano anche ladrocini e violenze, per cui continua il racconto, “gli Angeli la spostarono altre due volte, sempre per gli stessi motivi, depositandola alla fine sul colle, nella notte del 9-10 dicembre 1294, dove si trova attualmente. “Allora accorse tutto il popolo di Recanati a vedere la detta chiesa, che stava sopra la terra senza alcun fondamento. Per la qual cosa, il popolo considerando così gran miracolo e temendo che detta chiesa non venisse a rovina, la fecero circondare da un altro ben grosso muro e di buonissimo fondamento, come ancor oggi chiaramente si vede”.

Anche questa piccola chiesetta bianca sembra essere stata portata in volo dagli angeli, in questo luogo che, per l’altezza e l’imponenza, ha l’aspetto di una antica fortezza, collegata alla strada anticamente per mezzo di un ponte medievale a dorso d’asino.

Ai piedi dell’orrido c’è una spiaggetta bianca di sassi dove si può prendere il sole e rinfrescarsi nelle calde giornate estive.

Nei pressi della chiesa c’è un ristorante e un servizio di noleggio biciclette, di cui si può usufruire previa prenotazione tramite App (bike sharing Cannobio) e pagamento con carta di credito (no Postepay).

Bike Sharing Cannobio è l’ultima iniziativa del Comune per promuovere il turismo sportivo

Per completare la visita, un giro in centro a Cannobio, borgo “Bandiera Arancione” del TCI è doveroso, così come pure un bagnetto al Lido.