Boschi del Ticino

L’area di questa ZPS coincide con l’asta del Fiume Ticino, all’interno dell’omonimo parco regionale, comprendendo l’intero territorio di quarantasette comuni ricadenti nelle provincie di Varese, Milano e Pavia. Il Parco Lombardo della Valle del Ticino è il più grande parco fluviale d’Europa, e tutela frammenti di habitat fondamentali per la riproduzione di molte specie di uccelli e la sosta dei migratori e degli svernanti. Le aree individuate come ZPS ospitano una diversità biologica senza pari all’interno della pianura padana. Tali aree risentono però di una elevata pressione antropica, a causa del contesto geografico in cui la ZPS si colloca, che è una delle aree più densamente popolate della UE. Gran parte della superficie è costituita da aree boscate, suddivisibili grossolanamente in tre categorie e cioè boschi delle colline pedemontane, boschi delle brughiere e boschi planiziali.
I boschi planiziali si strutturano secondo fasce che sono condizionate dalla dinamica fluviale La prima fascia immediatamente a ridosso dell’acqua è una associazione di Salix alba e Populus sp. La seconda, collocata alle spalle della prima, è costituita da Populus alba, P. nigra e P. tremula, associati con Alnus glutinosa e Salix alba. La terza fascia si colloca al limite massimo dell’alveo di piena e costituisce la foresta planiziale stratificata con Quercus robur in posizione dominante, affiancata da Ulmus minor e Carpinus betulus. I boschi presentano nel complesso un buon grado di naturalità anche in rapporto alla struttura particolarmente complessa e pluristratificata: lo strato erbaceo ospita specie quali Anemone nemorosa, Convallaria majalis, Vinca minor; mentre quello arbustivo Corylus avellana, Crataegus oxyacantha , Malus sylvestris, Cornus mas, Euonymus europaeus, Cornus sanguinea, Ligustrum vulgare, Prunus spinosa. Lo strato arboreo basso è rappresentato da piante che tollerano l’ombreggiatura quali Prunus avium, Carpinus betulus, Acer campestre mentre quello arboreo dominante è costituito da Quercus robur, Populus alba e P. nigra Tilia cordata e Fraxiunus excelsior, mentre Ulmus minor, un tempo abbastanza diffuso, è stato sensibilmente ridotto da un’epidemia di grafiosi. L’andamento a canali anastomizzati dell’asta del Ticino, i canali artificiali e le risorgive creano una serie di ambienti ricchi di acqua, andando a costituire un prezioso mosaico di habitat ricco di biodiversità.

Scheda Tecnica della ZPS e SIC
CODICE IT 2080301
COMUNI INTERESSATI Castelnovate, Somma Lombardo, Lonate Pozzolo, Sesto Calende, Vergiate, Angera
ENTE GESTORE Parco Regionale del Campo dei Fiori

HABITAT
Gli habitat di interesse comunitario sono i seguenti:
3260 Fiumi delle pianure e montani con vegetazione del Ranunculion fluitantis e Callitricho-Batrachion
4030* Lande secche europee 6210 Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia)
6220* Percorsi substeppici di graminacee e piante annue di Thero-Brachypodietea
6430 Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie igrofile
9160 Querceti di farnia o rovere subatlantici e dell’Europa centrale del Carpion betuli
9190 Vecchi querceti acidofili delle pianure sabbiose con Quercus robur
91E0*Foreste alluvionali residue di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion
incanae, Salicion albae)
91F0 Foreste miste riparie di grandi fiumi a Quercus robur, Ulmus laevis, Ulmus minor, Fraxinus
excelsior o Fraxinus angustifolia (Ulmenion minoris)

SPECIE ANIMALI
Nella tabella che segue è riportato l’elenco delle specie animali inserite nell’Allegato I della Direttiva 79/409/CEE e nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE, presenti nella ZPS “Boschi del Ticino”.

UCCELLI
A021 Botaurus stellaris Tarabuso
A023 Nycticorax nycticorax Nitticora
A024 Ardeola ralloides Sgarza ciuffetto
A026 Egretta garzetta Garzetta
A027 Egretta alba Airone bianco maggiore
A029 Ardea purpurea Airone rosso
A031 Ciconia ciconia Cicogna bianca
A060 Aythya nyroca Moretta tabaccata
A072 Pernis apivorus Falco pecchiaiolo
A073 Milvus migrans Nibbio bruno
A081 Circus aeruginosus Falco di palude
A082 Circus cyaneus Albanella reale
A084 Circus pygargus Albanella minore
A094 Pandion haliaetus Falco pescatore
A103 Falco peregrinus Falco pellegrino
A119 Porzana porzana Voltolino
A131 Himantopus himantopus Cavaliere d’Italia
A140 Pluvialis apricaria Piviere dorato
A166 Tringa glareola Piro-piro boschereccio
A193 Sterna hirundo Sterna comune
A195 Sterna albifrons Fraticello
A196 Chlidonias hybridus Mignattino piombato
A197 Chlidonias niger Mignattino
A224 Caprimulgus europaeus Succiacapre
A229 Alcedo atthis Martin pescatore
A338 Lanius collurio Averla piccola

MAMMIFERI

1303 Rhinolophus hipposideros Rinolofo minore
Rhinolophus ferrumequinum
1305 Rhinolophus euryale Rinolofo euriale
1307 Myotis blythii Vespertilio minore
1310 Miniopterus schreibersi Miniottero
1321 Myotis emarginatus Vespertilio smarginato
1355 Lutra lutra

ANFIBI E RETTILI
1167 Triturus carnifex Trione crestato
Pelobates fuscus insubricus Pelobate fosco
1215 Rana latastei Rana di Lataste
1220 Emys orbicularis

PESCI
1096 Lampetra planeri Lampreda di ruscello
1100 * Acipenser naccarii Storione cobice
1101 * Acipenser sturio Storione comune
1107 Salmo marmoratus Trota marmorata
1114 Rutilus pigus Pigo
1115 Chondrostoma genei Lasca
1131 Leuciscus souffia Vairone
1136 Rutilus rubilio Rovella
1137 Barbus plebejus Barbo comune
1138 Barbus meridionalis Barbo canino
1140 Chondrostoma soetta Savetta
1149 Cobitis taenia Cobite comune
1163 Cottus gobio Scazzone

INVERTEBRATI
1037 Ophiogomphus cecilia Gonfo serpentino
1041 Oxygastra cortusii Cordulia di Curtis
1060 Lycaena dispar Licena delle paludi
1071 Coenonympha oedippus
1083 Lucanus cervus Cervo volante
1084 * Osmoderma eremita Scarabeo eremita
1088 Cerambix cerdo Cerambice
1092 Austropotamobius pallipes Gambero di fiume

Fonte: Provincia di Varese – per tutta la documentazione scaricabile, clicca qui.

Normativa sulla Biodiversità

In quasi tutta l’Insubria il colore dominante è il verde della vegetazione che trionfa nelle tante colline e montagne presenti. Si tratta di un verde non uniforme: le gradazioni di verde degli alberi, cespugli e piante presenti sono infinite. Per fortuna! Dentro questo verde brulica una vita di cui a malapena conosciamo l’esistenza. Esseri viventi di diverse tipologie popolano il territorio, e in molti casi si tratta di specie molto rare e in via di estinzione. Si tratta di un patrimonio che va salvaguardato, ed in effetti le amministrazioni, soprattutto negli ultimi anni, si stanno attivando per tutelare e valorizzare la “biodiversità”.

Con il termine “biodiversità” si intende la varietà delle specie viventi, animali e vegetali, che si trovano sul nostro pianeta (Wilson & Peter, 1988).

Con una definizione più ampia, si può considerare l’espressione della complessità della vita in tutte le sue innumerevoli forme, includendo la varietà di organismi, il loro comportamento e la molteplicità delle possibili interazioni (Regione Lombardia, 2009).

Chi, anche distrattamente, si è trovato a passeggiare per i sentieri disseminati in tutta l’Insubria, avrà notato dei cartelli che parlano di Natura 2000 e Agenda 21. Si tratta di progetti internazionali che mirano appunto alla tutela della biodiversità.

Natura 2000 è una Rete europea di Siti che tutelano una serie di habitat e specie animali e vegetali particolarmente rari e minacciati. L’aspetto innovativo di Rete Natura 2000 risiede nel fatto che a essere tutelato non è solo il Sito in sé, ma un sistema di aree collegate tra di loro, sistema pensato per ridurre l’isolamento degli habitat e fornire alle specie adeguati collegamenti ecologici.

Questa Rete trae origine da due direttive comunitarie: la n. 92/43/CEE (Habitat) e la n. 79/409/CEE (Uccelli), che chiamano gli Stati dell’Unione Europea ad individuare sul proprio territorio tali Siti, denominati SIC (Siti di Importanza Comunitaria) e ZPS (Zone di Protezione Speciale). L’individuazione dei Siti in Italia è stata affidata, ciascuna per il proprio territorio, alle singole Regioni, con il coordinamento del Ministero dell’Ambiente.

Con il nome Agenda 21 si intende il programma d’azione che l’ONU ha avviato a partire dalla conferenza di Rio de Janeiro del 1992 sulla biodiversità. I lavori dell’ONU si sono concretizzati infatti nella cosiddetta “Agenda 21” o “Agenda di Rio”, ratificata (ufficializzata, fatta legge) dall’Italia nel 1994 con la Legge 14 febbraio 1994, n. 124. In questa conferenza, si è introdotta una definizione che adesso ormai è di uso comune: sviluppo sostenibile, facendo rientrare in questa definizione l’idea che ci possa essere un futuro solo stando attenti a non sprecare le risorse naturali.

La salvaguardia della biodiversità è stata perseguita in Italia con l’istituzione di Parchi regionali e Riserve Naturali, e poi, nella logica di Natura 2000, si è provveduto a fare degli studi sulle Reti Ecologiche Regionali (RER), delle aree molto vaste che funzionano da “cuscinetto” per le specie protette.

“La pianificazione di rete ecologica si pone l’obiettivo, sotto uno stretto profilo di conservazione della biodiversità, di mantenere e ripristinare una connettività fra popolazioni biologiche in paesaggi frammentati, con ricadute anche sui livelli superiori di organizzazione della biodiversità, sulle componenti abiotiche degli ecosistemi e sui processi ecologici in generale. Essa costituisce un paradigma di grande portata, capace di promuovere strategie di conservazione della diversità biologica e dei processi ecologici attraverso la pianificazione del territorio” (Battisti e Romano, 2007)

In parole semplici, si spera che, con la pianificazione delle Reti Ecologiche, le “magnifiche sorti e progressive” della società siano compatibili con la conservazione della biodiversità. Una bella idea,  che deve essere difesa a spada tratta se non vogliamo perdere la bellezza che la natura ci ha donato.

Nelle schede realizzate dalle Regioni, per ogni Area Prioritaria per la Biodiversità vengono specificati gli elementi di tutela. Un certo territorio può essere importante perché rientra in una o più tra le seguenti categorie:

  • SIC (Siti di Importanza Comunitaria)
  • ZPS (Zona di Protezione Speciale) Parco Regionale
  • Riserva Naturale Regionale/Statale
  • Monumento Naturale Regionale
  • ARA (Area di Rilevanza Ambientale)
  • Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS)
  • IBA (Important Bird Area)
  • SIC: Sito di Importanza Comunitaria

SIC
Il SIC è una zona che è stata considerata importante per la biodiversità. Un sito diventa SIC su proposta della Regione e dopo la ratifica dell’Unione Europea.
ZPS
L’identificazione e la delimitazione delle ZPS si basa interamente su criteri scientifici; le ZPS sono mirate a proteggere i territori più idonei alla conservazione delle specie elencate nell’Allegato I della direttiva Uccelli., e di quelle migratorie, non elencate, che ritornano regolarmente. Anche le ZPS fanno parte di Natura  2000.
Parco Regionale
I parchi regionali sono aree terrestri, fluviali, lacustri e/o marine, dalle caratteristiche omogenee di alto valore ambientale, naturalistico, artistico e culturale. I parchi regionali sono stati regolamentati con D.P.R. 616/77 che ha trasferito alle Regioni le competenze in materia di aree protette.
Riserva Naturale Regionale
Le riserve naturali regionali sono costituite da aree terrestri, fluviali, lacustri o marine importanti per la biodiversità biologica o per la conservazione delle risorse genetiche.
Monumento Naturale Regionale
Come dice il nome, si tratta di monumenti realizzati dalla natura stessa: si tratta per esempio di massi particolarmente grandi e diventati storicamente importanti per l’attenzione a loro riservata da parte delle popolazioni locali.
Area di Rilevanza Ambientale (ARA)
L’ARA è un’Area importante per l’ambiente, nominata tale dalla Regione.
IBA
L’IBA è un’area considerata un habitat importante per la conservazione di popolazioni di uccelli. L’individuazione dei siti spetta al BirdLife International, che ha sviluppato il programma.
Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS)
Si tratta di un Parco su cui la Regione non ha potere diretto, istituito dalla sola Provincia, ragione per cui non esistono vincoli così stretti come accade per i Parchi Regionali. Sono i Comuni tramite il Piano Regolatore Generale (adesso chiamato Piano di Governo del Territorio, PGT) a stabilire i vincoli urbanistico-territoriali del caso.

Per sapere quando sono stati istituiti parchi e Riserve, e chi è l’ente responsabile, è utile consultare l’Elenco ufficiale delle aree naturali protette (EUAP). L’ultimo elenco risale al 2010 (DM 27/04/2010 – GU n. 125 del 31.05.2010).

Documentazione Provincia di Varese

Sul sito internet della Provincia di Varese è presente una ricca sezione di documenti scaricabili in pdf, di pubblico dominio.

Fonti degli articoli di questo sito internet:
Studio d’Incidenza per lo sviluppo turistico – Provincia di Varese
http://www.provincia.va.it/ProxyVFS.axd/null/r31810/Studiod-incidenza_Relazione.pdf?ext=.pdf

http://www.provincia.va.it/ProxyVFS.axd/Allegato-2-delibera-n-33-Inquadramento-territoriale.pdf?rnode=36534&stream=&ext=.pdf

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Per la storia industriale di Porto Valtravaglia sono state consultate le pagg.15-18 del Report Finale del Forum dedicato all’argomento, scritte da Filippo Colombo. Il documento, per quanto datato 2007, è utile per capire le prospettive della cittadina.
www.comune-portovaltravaglia.it/PORTO_reportfinale.pdf

Parco del Medio Olona

Il Parco del Medio Olona (Delibera di Giunta Provinciale n. 96 del 29/03/2006) si sviluppa per 625,70 ha nei fondovalle dei sei comuni varesini di Fagnano Olona, Gorla Maggiore, Gorla Minore, Marnate, Olgiate Olona, Solbiate Olona e si caratterizza per le aree agricole e alcune zone di brughiera. Il paesaggio è molto vario e dettato dal susseguirsi di boschi e campi coltivati.

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