Passeggiando a Caravate tra le cose belle del passato

Caravate non è solo il paese dove aveva sede la Inda! scopri insieme a Vareseguida che cosa c’è di bello da visitare.


Una volta dire Caravate voleva dire Inda, industria di accessori per bagni. Ora che la Inda ha chiuso i suoi stabilimenti, Caravate rimane un paesino di poco meno di 3 mila abitanti riconoscibile, ai più, per la presenza del cementificio Colacem e delle cave annesse che attingono materia prima dalla montagna. Ma Caravate non è sempre stata così, ed i segni di un passato di tutto prestigio si scorgono nei dintorni, proprio ai lati della strada statale luogo di forte passaggio tra Varese e il lago.
Da una parte il fianco ripido del Monte Sangiano, con il Sasso Poiano che svetta con il tricolore, e dall’altra la piana di Caravate con l’Area verde comunale, il maneggio di Castelverde ed il Mulino dei Frati. Le cose interessanti si trovano proprio da una parte e dall’altra della strada, a due livelli diversi, che si congiungono anche grazie ad una ripida scalinata in sasso che sembra suggerire che il ritorno all’unione ed all’armonia è possibile, ma richiede fatica e impegno.
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Lasciandoci la statale rumorosa alle spalle, si sale da questa stradina e si arriva all’oratorio sconsacrato di S. Agostino, ora sede di mostre d’arte. Dai documenti si è capito che in età medievale questa chiesa era di proprietà del Monastero di Pavia di San Pietro in Ciel d’Oro e in seguito era passata sotto la pieve di Cuvio che fa capo alla Diocesi di Como. E’ per questo motivo che il carnevale a Caravate si festeggia sempre una settimana prima degli altri, perché segue il rito romano e non quello ambrosiano.
La particolarità dell’oratorio è il fatto di avere due absidi. Come mai? Probabilmente perché fu rimaneggiata più volte, nel corso del tempo. La cura dei dettagli sia nelle pareti esterne (due pareti e l’abside orientale sono ritmate da larghe lesene, separate da archetti pensili doppi, e sono valorizzate da archivolti e peducci di forma appuntita in tufo) che negli affreschi interni tardoromanici (fine Duecento), conferma che si trattava di una chiesa di una certa importanza sul territorio. E pensare che negli anni ’70 era stata utilizzata anche come scuola materna, e là dove c’erano gli affreschi c’era un ripostiglio!
Poco più avanti si giunge alla Parrocchiale dei Ss. Giovanni e Maurizio (1931). San Maurizio è un santo “guerriero”, molto venerato in Svizzera per essersi rifiutato di perseguitare i cristiani come gli aveva ordinato l’imperatore Massimiano.
In poco più di mezz’ora si può affrontare un’altra salita, aggirando il Sasso Poiano, per arrivare al Santuario di Santa Maria del Sasso dei Padri Passionisti, con un’interessante facciata affrescata del Cinquecento. Nel Parco del convento ancora oggi è collocata la Via Crucis di Innocente Salvini, aperta al pubblico durante il periodo pasquale. Da qui si ha una vista generale della cava del cementificio, vicino alla quale passa un sentiero che porta fino a San Clemente in cima al Monte Sangiano.
Sulla strada si passa davanti a Villa Letizia, che fu l’abitazione del pittore Siro Penagini, amico di Salvini, e poi sede di una casa di cura per ciechi. Ora l’edificio è disabitato ma da fuori si possono vedere le mura bianche e moderne della chiesa annessa, dedicata a Santa Lucia, opera di Luciano Baldesari nel 1962 e vincitrice di molti premi di architettura.
La parte bassa del paese è caratterizzata da boschi e ampie radure erbose, è stata costruita di recente una pista di allenamento per i ciclisti e ci sono un centro ippico e un laghetto artificiale per la pesca sportiva. Di proprietà privata, ma visitabile su richiesta, è il Mulino dei Frati ancora perfettamente funzionante.


Passeggiata per i paesi / Comune di Caravate (VA)
Durata: circa 1 h
Lunghezza: circa 1 km
Difficoltà: nessuna
Costo: 0 €

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