Perché i concerti dei Maneskin vanno subito soldout

I Måneskin hanno dovuto aggiungere altre due date a quelle già in programma, per esaudire tutte le richieste di sentirli suonare live. E così, ecco la loro prima volta negli stadi, a Milano e a Roma, nella prossima estate 2023. Link ai biglietti su Ticketone prima che finiscano!

Ma secondo voi, quale è il segreto del loro successo? Il carisma del front leader Damiano David? O l’universalità dei temi delle loro canzoni, che spaziano dalla solitudine al cinismo?


La band romana sta conoscendo un successo senza precedenti nella storia della musica italiana, si pensi soltanto che è la prima volta in assoluto che un gruppo italiano vince un premio agli MTV Awards, e il secondo rappresentante italiano – dopo Gigliola Cinquetti con “Non ho l’età” (1964) – a vincere gli Eurovision Song Contest, nel 2021, con la canzone “Zitti e buoni”. 
Agli MTV Video Music Awards, si aggiudicano il trofeo nella categoria miglior video alternativo grazie a I Wanna Be Your Slave.

Il 6 agosto 2021 è uscita una nuova versione di I wanna be your slave, con il cantante statunitense Iggy Pop, importante per la nascita del punk

Ma nessuno ha dubbi: il vero trampolino di lancio, per loro, è stato il palcoscenico degli Eurovision, dove hanno presentato la canzone vincitrice del Festival di Sanremo “Zitti e buoni” che li ha fatti conoscere ad una platea vastissima, praticamente tutta Europa, con una canzone in italiano.

Con Amazon Prime puoi ascoltare “Zitti e buoni” dei Maneskin e tutto l’album Teatro d’Ira vol. I

Non è ancora chiara la portata di un traguardo così incredibile, raggiunto a distanza di soli 5 anni dalla nascita della band, nel 2016.
Da quella vittoria in poi, è stata tutta una ascesa veloce e inarrestabile di hit, una di seguito all’altra: a Zitti e buoni sono seguite altre canzoni belle e mai scontate come Coraline, Begging (una cover), Mammamia, I want be you slave e adesso The loneliest.

In Mammamia ad un certo punto Damiano canta  “They ask me why I’m so hot, ‘cause I’m Italiano” . Che sia il nuovo Mick Jagger del 3 ° millennio? la copertina simile all’album dei Rolling Stones lo lascia pensare

La voce graffiante di Damiano David sembra trasformare in oro quello che già, in nuce, è argento, le canzoni che di per se stesse sono curate nei testi come nelle musiche.
Zitti è buoni è stata l’ultima canzone in italiano, in ordine di tempo. Poi probabilmente per avvicinarsi al pubblico internazionale i Måneskin hanno scelto di adottare l’inglese e di cantare nella lingua rock per eccellenza. D’altra parte non dimentichiamo che i Måneskin nascono come gruppo di per sè internazionale, visto che Victoria De Angelis, la bassista, è danese da parte di madre ed è lei ad avere battezzato il gruppo con questo nome, che significa chiaro di luna.I nomi stessi dei componenti del gruppo sono in qualche modo esotici, pur non essendo nomi d’arte. Dunque, c’è poco da polemizzare (i commenti, anche acidi, su Instagram, di gente che continua a chiedere di cantare italiano sono tantissimi) sul fatto che abbiano fatto la scelta di cantare in inglese: la loro canzone d’esordio, ricordiamolo, è Chosen.

Toh, un altro riferimento alle “Pietre rotolanti” nella maglietta di Thomas per la copertina di “Chosen”

Il bilinguismo d’altro canto è ormai una costante, nei giovani, a contatto tutti i giorni con il web che permette il giro del mondo in un clic, dunque non si capisce cosa ci sia di tanto strano nel cantare in inglese da parte di una band italiana: finalmente, anzi, il coraggio di farlo!
Vale solo la pena di ricordare che i più grandi artisti italiani sono conosciuti, all’estero, soprattutto nel mondo latino, cantando soprattutto in spagnolo e avendo delle sonorità molto vicine a quel gusto musicale:Raffaella Carrà, Mina, Adriano Celentano, Laura Pausini, Tiziano Ferro, sono tutti artisti che portano l’italianità all’estero rimanendo molto “tipici”. I Måneskin invece stanno uscendo da questi schemi, e riportano in vigore un rock dal sapore vintage …forse non è per niente casuale che Damiano abbia voluto rifare una cover del mitico Elvis Presley. 

Ascoltate “If I can dream” di Elvis nella interpretazione di Damiano dei Maneskin, e avrete la conferma che siamo di fronte a un talento naturale

Dov’è la componente “Italia” comunque importante se non fondamentale per alimentare l’iconicità? Sicuramente  nel look, sempre molto raffinato e ricercato. Ultimamente, a mettere la firma sopra ogni loro capo di abbigliamento, almeno quello ufficiale, è Alessandro di Michele designer di Gucci, amante dei broccati, dei pizzi e degli accessori fuori dal tempo: dagli orecchini agli anelli alle collane e ai collari, è un continuum di citazioni, che parlano di un passato soprattutto rinascimentale e barocco. In chiave volutamente transgender e contemporanea, con smalti alle unghie, eye liner e rossetti a travalicare i confini tra i generi e le generazioni.
Damiano, Vic, Thomas ed Ethan sono giovanissimi ma sembrano avere, per la presenza scenica sul palco e la proposta musicale, anni di esperienza alle spalle, tanto è la maturità nei comportamenti e nelle dichiarazioni che fanno, in tv come alla radio.
Mai una gaffe o una battuta fuori posto: i ragazzi sono sempre belli ed educati, eleganti anche quando si fanno fotografare seduti sul water o distesi per terra mezzi nudi, non trovate? La trasgressione non è mai volgare o eccessiva, in questo senso i Måneskin sono davvero “italiani” nell’armonia che riescono a trasmettere, come gruppo e come vocalità. E sta qui la chiave del loro successo all’estero, dove l’Italia è conosciuta non solo – come qualcuno vuole far credere – per la pizza e gli spaghetti, ma soprattutto per l’arte, la storia e la moda. I Måneskin sono “glam”, emanano fascino da tutti i pori, ciascuno di loro riesce a essere “bello” in modo non convenzionale perché ha in nuce infinite possibilità di essere “bello” in altri modi.
Pensiamo anche ai tatuaggi, quelli di Damiano soprattutto, a come ciascuno dei segni incisi sulla pelle accresca il disegno complessivo sul suo corpo, a come in ogni spazio di pelle libera sia racchiusa una potenzialità che il pubblico intuisce, e di cui vuole essere partecipe.
I Måneskin dunque piacciono, perché sembrano simbolizzare, in un certo senso, il dono dell’immortalità, per questo loro sconfinare nel tempo e nella storia della musica, con i remake di pezzi rock famosissimi alternati a ballate moderne scritte di proprio pugno.

Stanno entrando nel mito perché sono già, loro stessi, dei personaggi mitici, come possono essere quelle fantastiche e ipnotiche figure zoomorfe dell’immaginario medievale, come la Chimera, il Centauro, il Drago (che Damiano si è fatto tatuare) o altre ancora, che evocano curiosità e mistero per il loro continuo sconfinare tra la fantasia e la realtà, tra il passato e il futuro.

I MÅNESKIN: DALLE STALLE ALLE STELLE IN 2 MINUTI – LA BIOGRAFIA UFFICIALE