La Banda dei brocchi di Coe: una pagina di storia piena di emozioni

Leggendo la presentazione della quarta di copertina, sembrerebbe che il libro narri le avventure di quattro ragazzi di Birmingham negli anni ‘70, sarebbero loro a formare la Banda dei brocchi del titolo, dunque sono  loro i protagonisti dichiarati. Io, andrò forse controcorrente con quello che comunemente vedo scritto nelle recensioni, non la penso allo stesso modo.

Questa è prima di tutto la storia di Benjamin Trotter e di sua sorella Lois. Benjamin è un brocco perché agli occhi della massa di liceali appare freddo e distaccato, il classico secchione che viene deriso dai compagni perché imbranato con le ragazze e dedito alla lettura e alla musica. Gli altri ragazzi della banda sono Harding, Anderton e Chase, tutti a loro modo impegnati, come fa e deve fare ogni adolescente, a costruire la propria personalità, chi con l’umorismo beffardo, chi con la sfacciataggine, chi con la competizione più spinta. Lois è la “pollastrella” del gruppo, quella che forse ce l’avrebbe fatta per prima a togliersi di dosso l’ingombrante etichetta di brocca se non fosse stata protagonista di una storia ancora più grande di lei: rimane vittima di un attacco terroristico.
Mentre gli altri appaiono e scompaiono nel corso delle vicende (tra scioperi e manifestazioni sindacali, esternazioni nazionaliste, attentati dell’IRA e tragicomiche crisi matrimoniali) Benjamin rimane al centro della scena assieme alle sue creazioni letterarie e musicali mentre da sfondo c’è sempre Lois.


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Cicely è l’altra importante protagonista femminile, la Musa ispiratrice di Ben, la più bella tra tutte le ragazze della scuola. Ben dedica a lei un intero capitolo, scritto alla maniera di Joyce con la tecnica del “flusso di coscienza”. L’autore è capace di sorprenderci ad ogni pagina con giochi letterari raffinati e mai artificiosi (può essere un salto temporale, una citazione, una battuta o una tecnica narrativa diversa…si capisce che Coe si diverte a scrivere!).
Invischiati fino al collo in un’identità che il mondo scolastico ha loro affibbiato, basandosi su elementi esterni (i più facili da bersagliare) come la famiglia, i voti a scuola e il reddito, i nostri brocchi alla fine riusciranno a diventare uomini. Che tipo di uomini, possiamo immaginarlo da qualche sporadico indizio lasciato tra le pagine, quasi a caso. Ma questo ci basta per poter dare un seguito, all’infinito, alla loro storia.
Seguito che in realtà ci sarà…con “Circolo chiuso”.

Frasi memorabili @ della rispettiva casa editrice

Benjamin si ricordò di una frase che aveva letto su “Sounds”, di un tizio allampanato che suonava progressive rock. “Voglio espandere i confini della canzone, andare al di là dei tre accordi,” rispose. 

A questo punto sono costretto a ripetermi: gli anni settanta furono davvero strani. Anche nella musica.

La banda dei brocchi (tit. originale The Rotters’ Club @2001 Jonathan Coe)
Jonathan Coe
Traduzione dall’inglese di Roberto Serrai
@Giangiacomo Feltrinelli
Prima edizione ne “I Narratori” gennaio 2002
Seconda edizione febbraio 2002
Pp. 380


Genere romanzo
Citazioni letterarie L’alchimista di Ben Jonson, Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien, Francis Pyper, George Orwell, Il filantropo vestito di stracci, Conrad, Fielding, Ulisse di Joyce, Otello di Shakespeare
Citazioni musicali Tra gli altri: B.B.King, Eric Clapton, Henry Cow, Yardbirds, Ligeti, Yes, Tubular Bells di Mike Oldfield, Soft Machine, Stackridge, Hatfield and the North, Clash, Focus, Gryphon, Rick Wakeman, Supper’s ready dei Genesis, Vaughan Williams, John Cage, Cole Porter
Ambientato principalmente a Birmingham negli anni ’70
In poche parole Per tornare indietro negli anni di piombo, in Gran Bretagna, per vivere una pagina di storia vestendo i panni di un adolescente pensieroso ed innamorato

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