L’ombra del vento di Zafon, per sognare e innamorarsi della vita

Molto picaresco e molto “succoso”, sprizza vitalità come solo i latini sanno fare.  Ecco le mie impressioni su “L’ombra del vento” del grande Carlos Ruiz Zafon. 

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A mio avviso è un romanzo che ricalca, dichiaratamente, i vecchi e consumati prototipi del romanzo d’appendice, con una storia d’amore ostacolato (anzi due), una coppia di giovani belli e innamorati (anzi due), una serie di personaggi di contorno che, fisicamente e psicologicamente, potremmo ritrovare in altri libri dello stesso genere, infine tante piccole storie nelle storie che per qualche pagina ci catapultano in un’altra dimensione.
L’eroe indiscusso è Daniel Sempere, con il suo alter-ego Julian Carax. L’eroina è Bea mentre la sua controparte meno fortunata è Penelope. Il cattivo di turno è Fumero che ne combina di tutti i colori e che poi si scopre avere avuto serissimi problemi da piccolo.
Ci sono poi, a corollario della tormentata vicenda, tanti personaggi secondari, ognuno con un’identità “tipica” alla maniera degli antichi romanzi cavallereschi (e non è un caso, secondo me, che l’autore citi più volte Cervantes).


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Questi personaggi-mascherine li voglio ricordare perché sono molto simpatici e strappano più di un sorriso con le loro battute: Sempere padre saggio e taciturno, il custode Isaac, anziano e curvo che parla solo per sentenze, la beghina Bernarda, il furbo “servo” Fermin Romero de Torres, la diafana e malaticcia Clara, il dotto pedante Barcelo, la misteriosa e inquietante Nuria.
L’ironia e la voglia di giocare dell’autore trapelano da tutto il romanzo, che si intitola – guarda caso – come il romanzo attribuito a Carax da cui parte tutta la vicenda
Altro argomento su cui Zafon torna spesso è l’amore per i libri, tutti i libri compresi quelli di poco valore, diversamente non si sarebbe inventato un posto magico come il Cimitero dei Libri Dimenticati.

Frasi memorabili @ della rispettiva casa editrice

Era un tempio tenebroso, un labirinto di ballatoi con scaffali altissimi zeppi di libri, un enorme alveare percorso da tunnel, scalinate, piattaforme e impalcature: una gigantesca biblioteca dalla geometria impossibile. Guardai mio padre a bocca aperta e lui mi sorrise ammiccando: “Benvenuto nel Cimitero dei Libri Dimenticati, Daniel.”

 Di tanto in tanto usciva con qualche giovanotto che invariabilmente la picchiava, le rubava i suoi pochi risparmi e prima o poi la piantava.

L’ombra del vento
Carlos Ruiz Zafòn
Traduzione di Lia Sezzi
Ed. Mondadori, Milano, 2010 (1 ed. 2001)
439 pp.

Genere romanzo
Citazioni letterarie Cervantes, Calderon de la Barca, Jules Verne
Citazioni musicali
Ambientato a Barcellona negli anni dal 1945 al 1966
In poche parole i personaggi incarnano i ruoli standard dei vecchi romanzi d’appendice eppure i lettori moderni dimostrano di apprezzare ancora il genere, visto il suo grande successo commerciale.