Rito romano e rito ambrosiano, quali sono le differenze

Rito romano e rito ambrosiano: cosa vuol dire e cosa cambia a livello pratico

Sant'Ambrogio - altare in Santo Stefano a Bizzozero
Sant’Ambrogio – altare in Santo Stefano a Bizzozero

Chi vive da queste parti, sa a cosa si riferisce, ma gli altri magari non lo sanno: il rito romano fa capo alla Chiesa di Roma, mentre il rito ambrosiano fa capo alla Diocesi di Milano – sotto cui facevano capo molte parrocchie di Varese e di Como, che ai tempi di Sant’Ambrogio vescovo (IV secolo d.C.) si era data delle regole leggermente diverse dalle altre diocesi.
Ancora oggi sia in provincia di Varese che in quella di Como, le parrocchie sono “a macchia di leopardo”: a volte di rito romano e a volte di rito ambrosiano, per questo motivo le date delle feste di Carnevale possono variare da paese a paese senza nessuna precisa ragione geografica.
Ad esempio, per quanto riguarda la Quaresima, Ambrogio aveva deciso che i 40 giorni dovessero comprendere anche le 5 domeniche, dunque il Carnevale poteva essere allungato di altri 5 giorni.

Per questo motivo il carnevale ambrosiano è sempre spostato di una settimana più avanti rispetto a quello romano.

S. Ambrogio modificò molti altri riti e introdusse nuovi tipi di canti: la figura di Sant’Ambrogio fu molto venerata in età paleocristiana e romanica, come si può constatare in molti affreschi che risalgono a quel periodo, ad esempio in quelli della chiesa  di Santo Stefano di Bizzozero. Più di recente anche Aldo Carpi ad Arcumeggia ha reso omaggio a questo santo importantissimo per la storia del Varesotto.

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