Lago di Cama - foto di Alessandro Bordin

Scala CAI dei Sentieri

Le sezioni CAI organizzano gite per soci e non soci, anche la sezione di Laveno Mombello ha un ricco programma che prevede ciaspolate in inverno e camminate più o meno difficili su montagne dei dintorni e non solo, nel resto dell’anno. Gli organizzatori giustamente specificano sempre, per ogni passeggiata, il grado di difficoltà, al fine di preparare psicologicamente tutti gli interessati e di fare capire loro cosa gli aspetta!  Di solito il venerdì sera prima della passeggiata domenicale si discute in sede di tutto quello che si deve portare o, se il tempo non promette bene, si prende insieme la decisione di rimandare il tutto.

Le scale di difficoltà presenti nel programma fanno riferimento alla scala CAI.

Questa scala tiene conto di tre parametri oggettivi fondamentali: il dislivello, la distanza planimetrica, la segnaletica del percorso. Riportiamo le definizioni presenti nella Guida dei Monti d’Italia del CAI:

T = turistico.
Itinerari su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti e che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri e hanno un dislivello di solito inferiore ai 500 m.
Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata.

E = escursionistico.
Itinerari che si svolgono su sentieri di ogni genere, oppure su evidenti tracce di passaggio in terreno vario (pascoli, detriti, pietraie), di solito con segnalazioni; possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppano a volte su terreni aperti, senza sentieri, ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Possono svolgersi su pendii ripidi, dove tuttavia i tratti esposti sono in genere protetti o assicurati (cavi). Possono avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi nè impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (scalette, pioli, cavi) che però non necessitano l’utilizzo di equipaggiamento specifico (imbragatura, moschettoni, ecc.).
Richiedono un certo senso di orientamento, come pure una certa esperienza e conoscenza dell’ambiente alpino, allenamento alla camminata, oltre a calzature ed equipaggiamento adeguati. Normalmente il dislivello è compreso tra i 500 e i 1000m.
Costituiscono la grande maggioranza dei percorsi escursionistici sulle montagne italiane.

 EE = per escursionisti esperti.

Si tratta di itinerari generalmente segnalati, ma che implicano la capacità di muoversi su terreni particolari. Sentieri o tracce su terreno impervio (pendii ripidi e/o scivolosi di erba, o misti di rocce e di erba, o di roccia e detriti). Terreno vario, a quote relativamente elevate (pietraie, brevi nevai non ripidi, pendii aperti senza punti di riferimento, ecc). Tratti rocciosi, con lievi difficoltà tecniche (percorsi attrezzati, vie ferrate fra quelle di minore impegno). Rimangono invece esclusi i percorsi su ghiacciai, anche se pianeggianti e/o all’apparenza senza crepacci (perchè il loro attraversamento richiederebbe l’uso della corda e della picozza, nonchè la conoscenza delle relative manovre di assicurazione).
Necessitano di esperienza di montagna in generale e buona conoscenza dell’ambiente alpino, passo sicuro e assenza di vertigini; equipaggiamento, attrezzatura e preparazione fisica adeguate. Per i percorsi attrezzati è inoltre necessario conoscere l’uso dei dispositivi di autoassicurazone (moschettoni, dissipatore, imbragatura, cordini). Normalmente il dislivello è superiore ai 1000m.

EEA = per escursionisti esperti, con attrezzature.
Questa sigla si utilizza per certi percorsi attrezzati o vie ferrate, al fine di preavvertire l’escursionista che l’itinerario richiede l’uso dei dispositivi di autoassicurazione.

I gradi E, EE, EEA, possono avere una ulteriore suddivisione in inferiore (-) o superiore (+).

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