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La brughiera di Malpensa, il viola che lega natura e storia

“Kallynein”, in greco antico significa “spazzare”. Ecco allora che nell’Ottocento al botanico inglese R. A. Salisbury parve adatto il nome di Calluna vulgaris per una pianta usata tradizionalmente per fare scope…il brugo! La brughiera della Malpensa è un posto suggestivo e antico, a poca distanza dall’avveniristico aeroporto. Perché non farci un giro? Il naturalista Alessio Martinoli ci spiega le peculiarità del posto!

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Monte San Giorgio e il Museo di Besano, video e descrizione

Per fare un tuffo nella preistoria con fossili marini dai dettagli straordinari, in Insubria ci sono due posti speciali: il museo di Besano in provincia di Varese e quello di Meride in Ticino.

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La cascata Fermona, sensazioni da eden tropicale

Con soli 1,53 kmq di superficie, il comune di Ferrera di Varese é per estensione 8045° su 8057 comuni italiani. Eppure, un territorio di dimensioni così ridotte ospita un piccolo gioiello naturale che merita di certo una visita da parte di chi passasse nelle zone della Valcuvia o della Valmarchirolo: la cascata Fermona.

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Parco e Sentiero degli Ulivi a Gandria

A Gandria vicino a Lugano si trova un piccolo angolo di Mediterraneo, con il Parco degli Olivi, il sentiero degli Olivi e il sentiero dei Fiori. L’esposizione a sud rende rigogliosa la crescita di olivi, mirti, cipressi e allori. Il prato è caratterizzato da esemplari tipici della macchia mediterranea: origano, timo, salvia ma anche narcisi, tulipani e margherite che rendono impareggiabile la vista nel periodo della loro fioritura. Una piacevole passeggiata conduce al vigneto del Comune di Lugano. Sia il parco che il vigneto fanno parte di una generosa donazione al Comune di Lugano da parte di una baronessa tedesca. Dal Parco ha inizio il sentiero dei Fiori che porta alla zona alta di Castagnola da dove si può godere uno splendido panorama.

Informazioni Parco degli Olivi
Aperto tutto l’anno
Periodo consigliato di visita: Da maggio a giugno
Entrata parco libera
Cani al guinzaglio
No Accessibilità con biciclette
No Parco giochi
Ristoranti/bar: Sì, nelle vicinanze

Sentiero degli Olivi
Verso Castagnola si snoda una passeggiata di circa 3 chilometri lungo il lago dove si sta cercando di proseguire con la filosofia del Parco, ripristinando l’antica coltivazione dell’olivo: da qui il nome del sentiero. Esemplari antichi di ulivo si alternano a specie più recenti, con pannelli didattici in quattro lingue che spiegano bene tutte le caratteristiche della pianta e le sue tecniche di coltivazione. Da non perdere la visita all’Olivo del Carlin presso il pontile di Gandria, un esemplare di 10 metri di altezza e un tronco di 45 centimetri di diametro.

Passeggiata nella natura | Gandria, Ticino
Durata: circa 2 h
Lunghezza: 3,5 km
Informazioni: scarica il depliant in pdf con tutti i Sentieri Tematici del Luganese – in italiano, francese, inglese e tedesco

Passeggiata sul lungolago di Luino, sulle orme di Piero Chiara

La passeggiata sul lungolago di Luino si estende per circa un chilometro e mezzo partendo dal porto nuovo, costeggiando viale Dante e terminando alla spiaggia delle Serenelle.

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Passeggiata lungo il torrente Monvallina, tra il Mulino e il Lago

Se hai voglia di fare quattro passi in pianura, vicino al lago Maggiore, questo è il sentiero ideale.

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Museo dei fossili di Meride: un tesoro sotto la montagna di San Giorgio

Portano la prestigiosa firma di Mario Botta la ristrutturazione e l’ampliamento nel 2012 del Museo dei fossili a Meride: una struttura importante, che ospita un’ampia collezione di reperti fossiliferi facenti parte dell’ampio giacimento del Monte San Giorgio proclamato Patrimonio mondiale dell’Unesco.

La collezione non ha solo lo scopo di conservare i reperti rinvenuti, ma anche di divulgarli al grande pubblico. Oltre a fornire ampio materiale di studio agli specialisti, il museo permette alle scuole, alle famiglie e a tutti gli appassionati di paleontologia, di tornare indietro nel tempo, ai primordi della vita sulla Terra.
Accanto ai fossili di animali e piante, di per sé spettacolari per il loro incredibile stato di conservazione, si trovano ricostruzioni, modellini in scala reale e disegni dettagliati che possono fornire un’idea ancora più precisa di come potevano essere, centinaia di milioni di anni fa, gli abitanti del nostro Pianeta.

L’organizzazione dei piani e delle sale del museo rispetta l’ordine cronologico, che è poi anche l’ordine della montagna stessa, dove in basso ci sono gli strati più antichi e in alto quelli più recenti. Si parte dal primo piano, dove si trovano i fossili più antichi appartenenti alla formazione di Besano, per proseguire poi nel secondo dove prendono posto quelli della formazione di Meride.
Al terzo piano sono presenti i fossili e le rocce del periodo Giurassico, estratti dalle cave di Arzo, più giovani di 50-60 milioni di anni rispetto ai livelli precedenti.
Infine, attraverso fotografie e pannelli didattici, viene raccontata la storia degli scavi stessi, cominciata casualmente a partire dalla scoperta di scisti bituminosi utili per ricavarne il Saurolo, un unguento medicinale.
Il marchio Saurolo fu scelto per motivi commerciali, occorreva infatti differenziare, almeno nel nome, quella stessa sostanza (solfoittiolato di ammonio) proposta con il nome di Ittiolo dai “concorrenti” tirolesi. Si tratta però a tutti gli effetti dello stesso derivato del catrame, tra l’altro adesso prodotto sinteticamente e per questo motivo non più appetibile dal punto di vista economico.
L’attività di estrazione degli scisti bituminosi prosegue ancora, ma solo per scopi di ricerca .

Informazioni: www.montesangiorgio.org
Tempo di visita: 2 h;
Difficoltà disabili: Bassa;
Ingresso: a pagamento;
Orari: 9.00 – 17.00;
Chiuso: Lunedì, 25 Dicembre, 1 Gennaio;
Aperto: Da Martedì a Domenica, Lunedì di Pasqua, Lunedì di Pentecoste

Castelli di Bellinzona: la cinta fortificata meglio conservata dell’Insubria

Il sito dei castelli di Bellinzona si contraddistingue per un gruppo di fortificazioni sorte attorno al castello di Castelgrande, che si erge su di un’altura sopra l’intera valle del Ticino.
Attorno al castello, una serie di muraglioni protegge la città e blocca il passaggio attraverso la valle.
Un secondo castello, Montebello, è parte integrante delle fortificazioni, mentre un terzo castello, Sasso Corbaro, svetta su di un’altura separata, a sud est del blocco principale.

L’insieme di fortificazioni bellinzonesi si è insignito dell’importante titolo “Patrimonio dell’Unesco” perché è una testimonianza importantissima di struttura difensiva del Tardo Medioevo, posta a guardia di uno dei passaggi più strategici attraverso le Alpi. Si tratta dell’unico e più completo esempio di architettura medievale militare della regione Alpina.
Bellinzona è stata infatti, in passato, una zona strategica di importanza straordinaria: vi confluiscono non solo diversi valichi alpini (San Gottardo, Novena, Lucomagno, San Bernardino) ma anche sentieri percorribili a piedi o a cavallo. Chi proviene dalla Svizzera per andare in Italia, ha dovuto per forza passare da qui: ecco dunque spiegata la presenza di tracce di fortificazioni, fin dal neolitico (5000 a.C.).

L’impulso più vigoroso, avviene per opera dei Visconti attorno al XIV secolo, quando Bellinzona entra a far parte del Ducato di Milano. Nel XVI secolo la città viene riconquistata dai confederati ma la cinta muraria viene conservata e non distrutta. La città moderna si svilupperà fuori dei bastioni. Dobbiamo anche tenere presente che il fiume Ticino, con la piana di Magadino, sono state zone paludose resi edificabili e abitabili solo in epoca recente. A Bellinzona… ci sono tracce anche di un piccolo porto!

Castelgrande
Castelgrande è, come dice il nome, la più grande delle fortezze e domina sulla città con le due torri conosciute con il nome di Torre Nera e Torre Bianca. All’interno, lo spazio è suddiviso da ulteriori mura interne, a raggiera, a partire della Torre Nera, che formano tre cortili. La Torre Bianca, verso est, è circondata da ulteriori fortificazioni che formano il ridotto. Ci sono segni di chiese, cappelle e altri edifici, che probabilmente furono distrutti nel Quattrocento per fare posto ai soldati in caso di emergenza bellica. Tra il 1982 e il 1992, l’intero complesso è stato restaurato dall’architetto svizzero Aurelio Galfetti. Il complesso ospita il Museo Storico-Archeologico e quello Storico-Artistico.

Montebello
Montebello sorge su uno sperone di roccia a est di Castelgrande, a cui è collegato attraverso la cinta muraria. Essendo agevole l’accesso da tutti i lati, sono stati realizzati dei profondi fossati a protezione della parte centrale. Una torre centrale svetta sopra gli altri edifici, ma nel complesso la pianta del nucleo ricalca la struttura standard dei castelli sudalpini caratterizzata da alti muri di cinta che racchiudono fabbricati a scopo residenziale e utilitario. Il castello ospita un Museo Archeologico.

Sasso Corbaro
Questo maniero non è compreso nella cinta muraria bellinzonese, ed è stato costruito dopo gli altri due per coprire un possibile passaggio scoperto. A pianta quadrata, presenta un mastio (torre) sull’angolo nord est, leggermente più alto delle mura merlate. E’ il castello relativamente più “giovane” (risale al Quattrocento) ed ha subito un pesante e discutibile restauro agli inizi del Novecento che ne ha in parte snaturato lo stato originario.

Informazioni: www.bellinzonaturismo.ch
Difficoltà disabili: Media;
Ingresso: A pagamento nei musei