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Monastero di Torba e la leggenda delle monache volate via

Il Monastero di Torba, insieme a Castelseprio e ad altri posti come Cividale del Friuli e Benevento, fa parte del sito Unesco “”Italia Langobardorum: the Longobard in Italy, Places of the power (568-774 d.C)” perché raccoglie preziose testimonianze della civiltà longobarda.

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Monte San Giorgio e il Museo di Besano

Per fare un tuffo nella preistoria con fossili marini dai dettagli straordinari, in Insubria ci sono due posti speciali: il museo di Besano in provincia di Varese e quello di Meride in Ticino.

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Gli eccezionali affreschi di Castelseprio: foto e descrizione

Nell’abside della piccola chiesa di Santa Maria Foris Portas (nei pressi del parco archeologico di Castelseprio) è conservato uno dei gioielli più preziosi dell’arte medievale italiana, il ciclo pittorico dedicato all’Infanzia di Cristo opera dello sconosciuto “Maestro di Castelseprio”.

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Castelseprio patrimonio Unesco: 22 foto per raccontarne la storia

Il Parco Archeologico di Castelseprio con gli affreschi di Santa Maria Foris Portas ha un’importanza storica notevolissima, tanto è vero che è stato proclamato nel 2011 patrimonio Unesco.  Eccone qui le ragioni accompagnate da un’ampia galleria fotografica.

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Santa Maria delle Grazie e il Cenacolo di Leonardo da Vinci

Leonardo Ultima Cena - fonte: Wikipedia
Leonardo Ultima Cena – fonte: Wikipedia

Il refettorio del Convento di Santa Maria delle Grazie forma parte integrante del complesso architettonico iniziato nel 1463 e completato alla fine del XV secolo da Bramante. Nell’ala nord è collocato il Cenacolo, capolavoro assoluto di Leonardo da Vinci, realizzato tra il 1495 e il 1497, pietra miliare di una nuova epoca nella storia dell’arte.
Il sito è stato dichiarato dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità nel 1980, proprio in virtù della presenza del capolavoro leonardesco, realizzato negli anni d’oro del Ducato di Milano.

La città di Milano venne fondata dai Celti e conobbe quattro splendidi periodi storici durante i quali videro la luce chiese e monumenti di incomparabile bellezza.

Tra il IV e il V secolo, fu la capitale dell’Impero Romano d’Occidente e divenne la culla della nuova era della Cristianità. Il periodo tra l’XI e il XIII secolo vide la formazione e il consolidamento dei liberi Comuni che si unirono per combattere contro i dominatori tedeschi nella storica Battaglia di Legnano (1176). Tra il XIV e il XVI secolo, la città fu governata dai Visconti e poi dagli Sforza, diventando capitale del Ducato di Milano. Venne assediata prima dai Francesi e dopo dagli Spagnoli: era, questo, il tempo del Rinascimento che ispirò Gian Galeazzo Visconti, Francesco Sforza e Ludovico il Moro a far produrre celebri capolavori come il Duomo, il Castello Sforzesco, Santa Maria delle Grazie e San Satiro. I due grandi artisti Bramante e Leonardo furono attivi in questi anni. Milano gradualmente diventò una città moderna e durante l’Ottocento vennero costruiti grandiosi palazzi di stile neoclassico. Divenne la capitale del Regno d’Italia durante l’impero napoleonico e fu al centro dei movimenti patriottici in età risorgimentale.

La storia di Santa Maria delle Grazie e del Cenacolo
Nel 1463, il capitano Francesco Sforza donò dei terreni ai frati domenicani, e su questi appezzamenti c’era un chiostro con la rappresentazione della Madonna delle Grazie. I frati commissionarono a Guiniforte Solari la costruzione di una chiesa e di un convento. Successivamente, il nuovo comandante Ludovico il Moro decise che l’abside e il presbiterio dovessero essere demoliti per lasciare il posto ad una chiesa più grande, e incaricò Bramante di seguire i lavori. Donato Bramante, originario di Urbino, allargò la chiesa e aggiunse un’abside semicircolare, una cupola a cassettoni, un chiostro ed un refettorio spettacolari.
All’interno del refettorio, si volle incaricare Leonardo di dipingere l’Ultima Cena, nel momento in cui Cristo pronuncia la frase: In verità vi dico uno di voi mi tradirà“. I 12 apostoli reagiscono in maniera diversa: i loro movimenti e le loro espressioni sono catturate in maniera stupefacente dall’artista. Egli mette al centro dell’attenzione la reazione delle singole personalità alle parole di Cristo. Oltre a studiare la psicologia dei personaggi (i moti dell’animo), sconvolge l’assetto tradizionale della composizione. Lavora molto con la luce e le prospettive. Le tre finestre dietro il tavolo creano una luce di fondo che mette letteralmente “sotto i riflettori” tutti i protagonisti della scena. Si ha una combinazione perfetta tra il classicismo di tipo fiorentino e il chiaroscuro di derivazione lombarda.
In passato, Giuda era stato sempre rappresentato in disparte, dal lato opposto rispetto agli altri apostoli e a Gesù. Leonardo invece sceglie di rappresentare i personaggi divisi a gruppi di tre.

Purtroppo Leonardo non dipinse ad olio ma a tempera, su una superficie in gesso che non era stata trattata contro l’umidità. Già nel Cinquecento il critico d’arte Vasari lamentava le cattive condizioni del dipinto, che per questo motivo ancora oggi si presenta in condizioni di scarsa leggibilità malgrado i continui interventi di manutenzione.

Informazioni:
Milano, Piazza di Santa Maria delle Grazie, 2
02 9280 0360
Ingresso su prenotazione

http://www.cenacolovinciano.org/

Museo dei fossili di Meride: un tesoro sotto la montagna di San Giorgio

Portano la prestigiosa firma di Mario Botta la ristrutturazione e l’ampliamento nel 2012 del Museo dei fossili a Meride: una struttura importante, che ospita un’ampia collezione di reperti fossiliferi facenti parte dell’ampio giacimento del Monte San Giorgio proclamato Patrimonio mondiale dell’Unesco.

La collezione non ha solo lo scopo di conservare i reperti rinvenuti, ma anche di divulgarli al grande pubblico. Oltre a fornire ampio materiale di studio agli specialisti, il museo permette alle scuole, alle famiglie e a tutti gli appassionati di paleontologia, di tornare indietro nel tempo, ai primordi della vita sulla Terra.
Accanto ai fossili di animali e piante, di per sé spettacolari per il loro incredibile stato di conservazione, si trovano ricostruzioni, modellini in scala reale e disegni dettagliati che possono fornire un’idea ancora più precisa di come potevano essere, centinaia di milioni di anni fa, gli abitanti del nostro Pianeta.

L’organizzazione dei piani e delle sale del museo rispetta l’ordine cronologico, che è poi anche l’ordine della montagna stessa, dove in basso ci sono gli strati più antichi e in alto quelli più recenti. Si parte dal primo piano, dove si trovano i fossili più antichi appartenenti alla formazione di Besano, per proseguire poi nel secondo dove prendono posto quelli della formazione di Meride.
Al terzo piano sono presenti i fossili e le rocce del periodo Giurassico, estratti dalle cave di Arzo, più giovani di 50-60 milioni di anni rispetto ai livelli precedenti.
Infine, attraverso fotografie e pannelli didattici, viene raccontata la storia degli scavi stessi, cominciata casualmente a partire dalla scoperta di scisti bituminosi utili per ricavarne il Saurolo, un unguento medicinale.
Il marchio Saurolo fu scelto per motivi commerciali, occorreva infatti differenziare, almeno nel nome, quella stessa sostanza (solfoittiolato di ammonio) proposta con il nome di Ittiolo dai “concorrenti” tirolesi. Si tratta però a tutti gli effetti dello stesso derivato del catrame, tra l’altro adesso prodotto sinteticamente e per questo motivo non più appetibile dal punto di vista economico.
L’attività di estrazione degli scisti bituminosi prosegue ancora, ma solo per scopi di ricerca .

Informazioni: www.montesangiorgio.org
Tempo di visita: 2 h;
Difficoltà disabili: Bassa;
Ingresso: a pagamento;
Orari: 9.00 – 17.00;
Chiuso: Lunedì, 25 Dicembre, 1 Gennaio;
Aperto: Da Martedì a Domenica, Lunedì di Pasqua, Lunedì di Pentecoste