Veli di poesia con Amalia Guglielminetti, seducente e misteriosa

La bella Amalia Guglielminetti seduce anche i nostri “Veli di poesia” con cui potrai emozionarti  a Velate dal 4 al 6 ottobre.
Porta nella tua vita un velo di poesia!
Vedere per leggere, leggere per sentire, sentire per esserci.

Amalia Guglielminetti (Torino 4 Aprile1881 – Torino 4 Dicembre 1941) è un personaggio indecifrabile e fuori dal tempo, dai modi e dalle mode,  anche perché ci sono ancora pochi studi al riguardo, il più importante dei quali è a firma di Silvio Raffo e si intitola “Lady Medusa. Vita, poesia e amori di Amalia Guglielminetti”, dal quale abbiamo attinto per scrivere questo articolo (in vendita su Amazon a questo link).

Lady Medusa. Vita, poesia e amori di Amalia Guglielminetti Copertina rigida – 12 mar 2012 di Silvio Raffo (Autore)

Anche se per molti anni si diverte a interpretare il ruolo della femme fatale, raccogliendo i complimenti dei corteggiatori che rimangono affascinati dalla sua eleganza aristocratica, oltre che dal suo talento letterario, in realtà ben poco si sa di lei, perché non esistono più, o sono introvabili, tutte le bozze dei suoi scritti. La realtà, forse, è che le piaceva pensare di essere uno spirito libero e indipendente, di essere prima di tutto “quella che va sola”, come ha voluto che fosse scritto sulla sua tomba, di essere un personaggio nato e alimentato dalla sua stessa arte.

Nata in una famiglia benestante (il suo bisnonno è l’inventore della borraccia che è stata distribuita a tutti i soldati dell’esercito italiano) a Torino, raggiunge la notorietà a livello nazionale già in età giovanile, grazie alla raccolta di poesie “Le vergini folli” (1907) che hanno un buon riscontro di critica e di pubblico.

L’INSONNE. Copertina flessibile – 1921 di Amalia Guglielminetti (Autore)

Il successo aumenta con la successiva raccolta “Le seduzioni” (1908) ed infine con “L’insonne” (1913): nell’arco di pochi anni sembra aver raggiunto fama e successo, grazie ad una vena ispirativa probabilmente sostenuta anche dalla fertile amicizia (o amore?) con il poeta canavese Guido Gozzano, con cui si scambia moltissime lettere. 

Lettere d’amore Formato Kindle di Guido Gozzano & Amalia Guglielminetti (Autore)

Amalia passa poi a scrivere romanzi e testi teatrali, fonda una rivista dallo stesso titolo della raccolta che le aveva fatto conoscere il successo – “Le seduzioni” – e si dedica alla letteratura di consumo, abbandonando il genere della poesia, che tutti i critici concordano esserle il più congeniale.

Conosce uno scrittore molto più giovane di lei, Dino Segre in arte Pitigrilli, ed insieme sognano le luci della ribalta alimentando scandali su scandali, alcuni veri e altri inventati.

L’epilogo della loro relazione torbida e inquietante è dei peggiori e si concretizza in una serie di articoli al vetriolo sulle rispettive testate giornalistiche. Lei lo accusa di essere contro il regime fascista, Pitigrilli finirà con il denunciarla per diffamazione, e lei dovrà subire un processo in cui verrà riconosciuta colpevole. Pitigrilli anche in seguito al processo continua negli attacchi personali contro la ex mettendo in giro la voce che lei porti sfortuna.

Seguono altri due processi contro la “Signorina” per oltraggio al pudore: uno per il romanzo “La rivincita del maschio” e uno per un articolo dedicato ad un attore francese. Amalia viene assolta ma solo perché le viene riconosciuta l’infermità mentale.

La rivincita del maschio Copertina flessibile – 1 gen 2014 di Amalia Guglielminetti (Autore), A. Ferraro (a cura di)

Vive prevalentemente a Torino, da sola o in compagnia dell’anziana madre, alternando brevi soggiorni a Roma o nelle case di cura, e muore a seguito di una cattiva caduta procuratasi nell’ora di oscuramento, nella fretta di raggiungere il rifugio antiaereo, nel 1941.

Al di là delle note di colore che ne caratterizzano la turbolente esistenza, rimangono – statuarie ed eterne nella loro classica bellezza – le sue poesie, scritte in una metrica perfetta, rinascimentali nella forma (i rimandi al Petrarca sono molteplici) ma modernissima nei contenuti: i suoi sonetti e distici trattano di tematiche attuali, di legami masochistici, di spasmi esistenziali, di noia e mal di vivere, di situazioni di solitudine tutta al femminile fatta di incomprensioni e verità mai svelate.

C’è passione e controllo nella sua poesia, c’è la forza dell’arte a sorreggere la sua anima orientata all’assoluto ma destinata alla decadenza e all’oblìo.

Come scrive Silvio Raffo “In Amalia l’arte si sostituisce gradatamente alla vita, come nel celebre paradosso di D’Annunzio riferito ad Andrea Sperelli: è nell’artificio che anche la nostra “superdonna” pone naturalmente tutta se stessa”.

Dopo il 1913, si è praticamente concluso il periodo poetico, ma il personaggio Guglielminetti avrà ancora lunga durata.
È ancora Raffo a scrivere: “..il suo nome continua (dopo il periodo poetico), col legittimo sospetto di un bovarismo un po’ fatuo e ingenuo che le perdoniamo, a godere di notorietà per i due decenni successivi: anche tristemente, se si pensa ai due processi in cui sarà coinvolta la sempre più stralunata Signorina, per la sua improntitudine e la fatalistica vocazione al disastro. Sarà proprio la sua candida e troppo ostentata spregiudicatezza, la sua insofferenza a qualsiasi etichetta o ruolo, la sua purezza impura da “demi -vierge” e profetessa di catastrofi a condannarla all’emarginazione e all’oblio già da viva. Strumentalizzata, derisa, incompresa e dichiarata ufficialmente inferma mentale, la più grande poetessa del primo Novecento attende ancora la sua riabilitazione”.

Chi è Amalia Guglielminetti? Gli unici indizi rimasti sono le sue poesie e le sue pubblicazioni di narrativa e di teatro: la maggior parte dei suoi documenti personali, bozze, carteggi, sono scomparsi a seguito di un furto nella sua casa di famiglia, a distanza di qualche anno dalla morte.

La risposta è da cercare nelle belle parole dei suoi versi:

Sembro quel raggio vano che il bimbo attraverso alle dita
stringe: son già sfuggita quand’altri mi crede in sua mano.
Solo il mio cuor disperso tutto si raccoglie vibrando
e tutto s’offre quando lo chiude il cristallo del verso.