Veli di poesia con Felicita Morandi, la saggia educatrice

Un po’ di sani e vecchi principi non fanno mica male, cosa ne pensi?
Ci sono anche i pensieri della varesina Felicita Morandi nei “Veli di poesia” disponibili in una edizione speciale a Velate dal 4 al 6 ottobre.
Porta nella tua vita un velo di poesia!
Vedere per leggere, leggere per sentire, sentire per esserci.

Felicita Morandi (Varese 1827 – Milano 1906)
Definirla poetessa non è abbastanza, perché Felicita Morandi è stata una scrittrice a tutto tondo e soprattutto una educatrice: a lei il merito di aver contribuito alla laicizzazione delle scuole d’infanzia e ad aver apportato innovazioni alla didattica del tempo all’insegna della praticità e dell’indipendenza.

Lascia diversi scritti tra poesie, filastrocche, sussidiari, commedie e racconti: era per lei fondamentale poter dare alle sue allieve dei testi chiari e didascalici, da leggere in classe o da ascoltare a teatro o da recitare per la famiglia o gli amici in occasione di ricorrenze speciali. Ogni evento rappresentava per lei una buona opportunità per imparare qualcosa per sé e vivere bene con gli altri.

Biografia sintetica di Felicita Morandi

Felicita Morandi nasce nel 1827 da una famiglia benestante nel cuore di Varese, in via Albuzzi 16, e qui ci vivrà fino al 1852, ad eccezione di un breve periodo trascorso, con dichiarata insofferenza, nei collegi di Monza e Milano.

Nel 1848 la vediamo protagonista insieme ad altri varesini nei moti insurrezionali, è una delle più accese sostenitrici della causa risorgimentale, e la sua vena poetica patriottica prosegue anche negli anni successivi tanto da riuscire a pubblicare i suoi versi con lo pseudonimo “una lombarda” (perché a quel tempo, specie per una donna, era disdicevole scrivere e pubblicare dei libri!).

Nel 1852 è costretta a trasferirsi a Milano con la madre a causa della perdita del capofamiglia che era l’unica fonte di reddito. Per vivere è costretta a fare traduzioni e a scrivere, fino a quando nel 1860 non viene chiamata a Parma a fare l’istitutrice.

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Nel 1862 è invitata a dirigere la Scuola tecnica femminile di Parma: da qui ha inizio la sua lunga carriera come direttrice di istituzioni destinate all’istruzione e all’educazione delle giovani di bassa estrazione sociale. Nel 1865 si ritrova a dover mettere mano all’organizzazione dell’Orfanotrofio femminile della Stella di Milano, ed è proprio qui che riesce a concretizzare molte delle sue idee pedagogiche: anziché impiegare le fanciulle in umili e malpagati lavori di sartoria, introduce dei laboratori per la creazione di calzature, rilegare libri, ecc. nella convinzione che le ragazze del suo istituto avrebbero potuto costruirsi una vita solo imparando un mestiere. La sua generosità era sincera e spassionata: spesso il ricavato dei suoi scritti era devoluto in beneficenza a favore delle giovani donne in difficoltà economica (vedi ad esempio la strenna qui sotto, in vendita su Amazon).

Strenna 1908 a beneficio della pensione benefica per giovani lavoratrici Forniture assortite – 1908 di Aganoor Pompilj Vittoria – Cantoni Alberto – Morandi Felicita (et alii)

 

La sua fama cresce, tanto da essere chiamata a dirigere l’Orfanotrofio di Termini, a Roma, prima gestito da suore di clausura, riuscendo ad affrontare il delicato passaggio da un’educazione di stampo religioso a una di stampo laico, con passione e senso pratico e anche un pizzico di sana ironia.

Rimane infatti convinta che i risultati arrivino con più facilità incoraggiando le persone, e non svilendole o umiliandole come si faceva a quel tempo, con castighi e punizioni corporali: lei stessa dice più volte di essere rimasta shockata dal trattamento ricevuto in collegio.

In poche parole, la Morandi mette in pratica ante litteram quelle tecniche basate sul “empowerment” e sulla “mindfulness” che oggi vanno per la maggiore in tutti i corsi di management aziendale!

Dal 1879 e fino alla pensione (1885), assume l’incarico di ispettrice governativa degli enti educativi femminili di tutta l’Italia settentrionale: anche questo è un incarico gravoso che riesce ad affrontare con il sorriso sulle labbra e con una certa ironia, come traspare dai suoi “Ricordi postumi”.

Al gravoso lavoro di dirigenza e supervisione vorrà sempre affiancare l’attività di scrittura, anche per combattere il diffuso pregiudizio che l’istruzione femminile sia “un lusso” se non inutile addirittura pericoloso. Leggiamo ad esempio cosa scrive Aristide Gabelli (direttore capo della Divisione per l’istruzione primaria e popolare e dunque diretto superiore della Morandi) nel 1870*:

L’istruzione della donna è riguardata come qualche cosa che debba distrarla dal suo vero ufficio e poco meno che farle perdere la sua natura. Le si concede di saper leggere, ma a condizione di solito che non legga, poiché in questo caso prenderebbe a schifo le cure modeste della famiglia, nelle quali soltanto deve trovare ogni diletto e porre la sua compiacenza. Una donna con un libro in mano, nella fantasia di non pochi, non è più una donna, o almeno è una donna che lascia di fare quello che dovrebbe, per attendere invece a quello che non dovrebbe”.

Queste poche righe fanno capire la mentalità diffusa a quel tempo e fanno capire contro quali pregiudizi si trova a combattere Felicita Morandi: lei che una famiglia e dei figli non li ha mai voluti avere, lei che ha messo al di sopra di ogni altra cosa la dignità della persona, di certo non deve aver avuto vita facile nel dare la possibilità, anche alle più sfortunate tra le bambine dei suoi istituti, di avere una vita migliore.

*Felicita Morandi e l’avventura di fare scuola. Biografia di un’educatrice lombarda. Direzione Didattica Varese 6 – Centro Studi del Varesotto. Macchione Editore, 2008.

Bibliografia di Felicita Morandi
Ghirlanda di fiori per l’infanzia e l’adolescenza. Versi di una lombarda, Varese 1857; Componimenti poetici, Varese 1859; Storia di un anno. Epistolario educativo, Milano 1860; Racconti educativi, Milano 1860; Nuovi versi, Parma 1862; Sei commedie per case di educazione femminile, Milano 1864; Nuova ghirlanda di fiori per l’infanzia e l’adolescenza offerta da Felicita Morandi, Milano 1866; Epistolario: operetta educative, Milano 1867; Racconti educativi, Milano 1869; Poesie educative, Milano 1871; I proverbi della zia Felicita, Milano 1872; L’abito non fa il monaco: commedia in un atto, Milano 1872; Celebrandosi nel giorno 15 maggio 1873 la festa commemorativa dei defunti benefattori dell’orfanotrofio femminile di Milano: parole di F. M., Milano 1873; I due opposti: racconto popolare, Milano 1875; Ingenuità d’affetto: complimenti in versi e in prosa. Dialoghi e letterine per uso dell’infanzia e della puerizia, Torino 1876; La bambina italiana: primo libro di lettura, Milano 1876; La politica di Meneghino: commedia in tre atti (colla parte di Meneghino in dialetto milanese e in italiano), Milano 1877; Ida e Clotilde: racconto, Milano 1878; Letture educative dedicate all’adolescenza, Milano 1880; Una passeggiata mitologica: libro di lettura e di premio, Milano 1880; Da Torino a Napoli. Descrizioni aneddotiche, Milano 1880; Studi ameni di Emilio e Gemma: libro di lettura e di premio, con E. Salvi, Milano 1883; I due orfanelli, Milano 1883; Al campo, Milano 1884; In famiglia: lettere della vecchia zia per le educatrici, per le spose e per le madri, Milano 1885; Le orfane, Torino 1885; Teatro educativo italiano per ambo i sessi, Milano 1885; Le jardin du coeur: poesies pour l’enfance et pour l’adolescence recueillies par F. M., Milano 1885; Il giornale d’Adele: libro di lettura e di premio, illustrazioni di E. Mazzanti, Milano 1886; Gioie dell’intelletto e del cuore. Scritti scelti di egregi autori moderni, raccolti da F. M. (per le giovinette), Milano 1886; Da Nuova York a Rivermouth. Avventure di uno scolaro, libera versione da T.H. Bentzon, Milano 1886; La storia di Alfredo; Sulla strada: racconti, Milano 1886; Le avventure di Pinotto e storia di Luisello, Milano 1888; Dal cocchio al carretto, Milano 1888; L’età felice: libro di lettura e di premio per le prime classi elementari, Milano 1888; Un viaggio in Italia: descrizioni aneddotiche, Milano 1890; La fanciulla educata ed istruita: libro di lettura per la seconda e terza classe elementare, secondo i recenti programmi governativi, con E. Salvi, Milano 1891; Climene: commedia in tre atti per ambo i sessi; Il difetto di Giacinta: commedia in un atto per fanciulle, Milano 1893; Vita campestre: racconto per contadini e operai, Milano 1893; La giovinetta studiosa: libro di lettura per la quinta classe elementare, secondo i programmi governativi, con E. Salvi, Milano 1894; Il caso?: racconto, Milano 1894; Cuore e mente, Milano 1894; Nuove commedie educative per collegi e famiglia, Milano 1895; La contessa di Genlis, Milano 1895; Biografie d’uomini illustri della Grecia e di Roma, Milano 1896; Il focolare domestico: racconto, Milano 1897; Incompatibilità: racconto; I due sistemi: racconto, Milano 1898; Masaniello, ossia Gloria e pazzia, Milano 1898; La scuola dell’operaio, con E. Salvi, Cremona 1901; Verità: racconti e biografie, Milano 1901; Il cimitero campestre, in Strenna a beneficio della pensione benefica per giovani lavoratrici in Milano, Milano 1902; La cantante: commedia in tre atti, Milano 1903; L’orfanotrofio: commedia in tre atti con coro, Milano 1905; Il cantastorie: commedia in due atti con canzoni e cori, Milano 1905; Il monile, in Strenna a vantaggio della pensione benefica per giovani lavoratrici, Milano 1906; Ricordi postumi di F. M., con prefazione di R.F. Saporiti, Milano 1906.