Atmosfere viennesi a Novara, tra biscottini e architetture Jugendstil

Novara non si rivela subito: bisogna camminare dentro e fuori il suo prezioso centro storico, quasi interamente a portici e ingentilito da sculture, bassorilievi e ringhiere in ferro battuto, per apprezzarne l’eleganza senza tempo e senza confini, con diverse reminiscenze Liberty. Ecco le foto che vi convinceranno a visitarla il prima possibile!

Novara ha un centro pedonale piuttosto ampio, concentrato su di un’altura, che lo ha protetto dalle incursioni nemiche più volte nel corso dei secoli. Non che Novara non abbia conosciuto distruzioni e saccheggi: la sua storia è piena di episodi drammatici, dovuti alla sua posizione strategica che la rendeva ghiotta e utile a molti dominatori.

Di origine celtica, nel corso della sua storia, è stata poi oggetto di dominazione da parte dei romani (ancora adesso emergono resti di costruzioni romane, e anche di antiche mura che circondavano il nucleo primitivo), dei barbari, dei longobardi. Divenne poi un libero Comune, ma passò poi sotto il dominio dei Visconti e degli Sforza. Nel Settecento fu oggetto di contesa tra i Savoia e gli Asburgo d’Austria, salvo poi nell’Ottocento diventare protagonista del Risorgimento italiano. Dall’Ottocento in poi, Novara ha vissuto di riflesso i fasti e le ricchezze della vicina Torino, capitale del Regno d’Italia, almeno fino alla seconda guerra mondiale.
La storia così ricca è ben rappresentata, ancora oggi, dall’impianto urbanistico della città, fatto a reticolato come tutti i castra romani, e dalle tante testimonianze architettoniche che ci restituiscono un po’ del suo vissuto.

Resti di antiche mura romane a Novara

C’è il Broletto, una piazza circondata sui 4 lati da antichi palazzi medievali, che ci ricorda il passato da libero Comune.  Oggi ha sede il Museo Giannoni che ha in deposito diverse opere d’arte dell’Otto e Novecento piemontese.

Broletto di Novara
Broletto di Novara

A Novara ci sono diverse chiese imponenti, tra cui il Duomo e la Basilica di San Gaudenzio.

Difficile stabilire quale sia la più imponente tra le due, a voi la scelta! Novara d’altro canto è sede vescovile.
Il Duomo ha dalla sua un colonnato di tipo classico che introduce un pronao di proporzioni ancora più colossali: voluto dal Vescovo di Novara, e realizzato da Alessandro Antonelli, stretto entro le vecchie mura rinascimentali, lascia a bocca aperta qualsiasi passante.  Ricordiamo che Antonelli era originario della vicina Ghemme  e deputato del Regno di Sardegna nel 1849.

Leggiamo insieme il pannello didattico che spiega la nascita del Duomo.

Duomo di Novara – pannello didattico

Cattedrale di Santa Maria Assunta a Novara
L’attuale cattedrale sorge sui resti di un’antica basilica paleocristiana.Della successiva fase romanica sono ancora visibili la torre campanaria e alcuni frammenti di mosaico pavimentale. Dal XIII secolo fino alla metà del ‘500, la cattedrale fu arricchita di altari laterali e cappelle devozionali. Sul finire del XVI secolo venne conferito al presbiterio un nuovo aspetto, creando un coro a forma quadrata. Nel Seicento gli interventi furono soprattutto conservativi e di ripristino. Nel Settecento vennero realizzate due nuove grandiose cappelle, di S. Agabio e del SS. Sacramento, detta poi di San Lorenzo. Intorno al 1745 all’architetto Benedetto Alfieri venne richiesto un progetto per la nuova cattedrale, mai realizzato per mancanza di fondi. Nel 1845 Mons. Giacomo Filippo Gentile approvò il progetto di riedificazione proposto dall’architetto novarese Alessandro Antonelli che aveva già lavorato nella chiesa alla realizzazione del nuovo altare maggiore. Dopo lunghe controversie sulla necessità o meno di distruggere l’antica fabbrica, nel 1865 si diede inizio alla completa demolizione, per lasciar spazio alla nuova cattedrale neoclassica. Negli anni Ottanta dell’Ottocento vennero realizzati gli altari laterali sempre su progetto dell’Antonelli e il Duomo acquisì l’apparato e le forme giunte fino ai giorni nostri.

Ma non è da meno la Basilica di San Gaudenzio, con una cupola che ha una silhouette che già da lontano ricorda la Mole Antonelliana di Torino: cosa non affatto casuale, dato che anche questa bella cupola neoclassica è frutto dell’architetto Alessandro Antonelli.

La cupola antonelliana di San Gaudenzio svetta su tutta la città
Chiesa di San Gaudenzio a Novara

Le famiglie milanesi dei Visconti e degli Sforza hanno lasciato anch’esse un regalo alla città, il Castello, che ospita oggi mostre di notevole caratura.

Ci sono poi diversi palazzi rinascimentali e barocchi a ingentilire, con discrezione, le ampie strade lastricate, oggi sedi di banche ed enti pubblici.

Novara, camminando a piedi nel centro storico
Novara, camminando a piedi nel centro storico
A inizio Ottocento, un’altra decisione di quelle epiche: quella di valorizzare il centro città con un bel loggiato decorato con bassorilievi romantici e metope classicheggianti. Erano nati i Portici Nuovi dei Mercanti.
Bassorilievo del viggiutese Argenti
Loggia dei Mercanti a Novara

Leggiamo insieme la storia di questa bella costruzione, appresa dal pannello didattico disponibile nei pressi.

Portici Nuovi dei Mercanti

Nella prima metà dell’Ottocento l’angolo sud ovest della città fu identificato come nucleo principale dello sviluppo commerciale e interessato da grandi investimenti. La costruzione dei Portici Nuovi dei Mercanti divenne nodo urbanistico di raccordo tra i Portici del Palazzo del Mercato e quelli Vecchi dei Mercanti di piazza Duomo, formando un’unica passeggiata coperta fino a piazza delle Erbe.
L’isolato era occupato non solo da abitazioni ma anche da botteghe, officine, osterie e alberghi. La costruzione venne condotta a termine in tre fasi successive dal 1836 al 1859, dipendendo dalle vicende legate alle proprietà dei singolli edifici. L’Amministrazione scelse di inserire lungo la facciata verso il teatro un ricco programma decorativo, suggerito dallo storico Francesco Antonio Bianchini e dall’avvocato Giacomo Giovanetti. L’intenzione era quella di creare un vero Pantheon dei novaresi illustri, affidandone l’esecizione allo scultore viggiutese Giuseppe Argenti.
Le 96 metope del fregio dorico propongono infatti medaglioni con le effigi dei cittadini che si erano distinti nelle scienze, nelle arti e nelle lettere, alternati a sculture con simboli ed emblemi a loro collegati. Gli accessi laterali ai portici presentano invece sopra agli archi quattro figure alate rappresentanti la Fama.

Ma è sul finire dell’Ottocento che le famiglie più illustri di Novara, ricchi mercanti e/o nobili proprietari terrieri, commissionano ad architetti e scultori la costruzione dei portici, dei palazzi di famiglia, ma anche più avanti nel corso del tempo, dei teatri e degli asili. Un ceto illuminato e ben disposto, finanziariamente parlando, che non vede l’ora di eguagliare, in bellezza, la sua città a quella Vienna che pochi anni prima era stata da loro sconfitta, a caro carissimo prezzo.
La Battaglia di Novara, avvenuta nel 1849, aveva lasciato i piemontesi con l’amaro in bocca:  il maresciallo Radetzky aveva costretto alla capitolazione il fronte avversario, e aveva portato all’abdicazione del re di Sardegna Carlo Alberto. Ma di lì a poco, grazie all’ascesa al potere del Conte di Cavour, il Regno di Sardegna avrebbe ripreso  la politica unitaria e nazionale che avrebbe portato all’indipendenza dall’Austria da lì a pochi anni.

Non è dunque casuale trovare, sia in pieno centro ma soprattutto fuori, lungo la cerchia dei baluardi, diverse ville private in stile Liberty e più precisamente di sapore Jugendstil, il liberty tipicamente viennese. Alcune decorazioni sembrano quasi anticipare il Dèco e il razionalismo, tanto sono lineari ed essenziali.

Ma chi dice Vienna, dice…dolci! Ebbene, anche Novara è famosa per i dolci: i Camporelli

I Camporelli sono biscotti friabili e leggeri, ideali per colazione.  L’insegna dello storico biscottificio fa ancora oggi mostra di sè in una via del centro, dove ancora oggi vengono prodotti, confezionati e venduti.

Il Negozio dei biscotti Camporelli

I Camporelli sono i classici biscotti friabili e leggeri caratterizzati dall’assenza di lattosio (solo il 2,85%) e di olio di palma. Come i biscotti che si rispettano sono davvero cotti “due volte” (bis significa 2!), ben diversi dai “frollini” che invece si cuociono una volta sola, e rimangono più pesanti.  La storia racconta che vennero inventati nei conventi cittadini nella metà del XVI secolo come regalo del clero novarese per quello romano nella settimana dopo Pasqua.

A pochi chilometri da Novara, se avete voglia di fare shopping, c’è il grosso e conveniente centro commerciale Vicolungo Outlets, dove trovare i marchi più prestigiosi di moda a prezzi scontatissimi.