Candlelight a Como: Tributo ai Queen alla Sala Bianca, una serata speciale

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Candlelight a Como: Tributo ai Queen alla Sala Bianca, una serata speciale

Per fortuna, per chi non smette di commuoversi di fronte alle canzoni dei Queen, vengono spesso proposte serate tributo, da veri e propri musical a spettacoli più intimi con, chiaramente, un front man che farà di tutto per rendere omaggio a Freddie Mercury.
Ma se sei a Como, per vacanza o ci vivi, e vuoi passare una serata diversa, allora il Concerto Candlelight in tributo ai Queen, è quello che fa al caso tuo.

Ecco le date in programma, con due spettacoli, il primo alle 17.30 e il secondo alle 19.30

  • domenica 23 marzo
  • domenica 6 aprile
  • sabato 3 maggio

Tieni presente che andando sul sito di Fever, l’unico che può vendere i biglietti ufficiali, troverai prezzi e disponibilità. Per alcune giornate, come vedrai, i posti sono già finiti.

Ma che cosa ha questo concerto di tanto speciale?
Innanzitutto, la musica sarà strumentale, un modo diverso di approcciarsi alle loro canzoni.
E poi la location: un posto da favola, elegante, dove sicuramente Freddie Mercury si sarebbe presentato… vestito come un principe!

Ecco la location: la Sala Bianca del Teatro Sociale di Como, un luogo dove si respira l’atmosfera di primo Ottocento, di un’eleganza assoluta, dove si può accedere solo su invito, in occasione di cerimonie, matrimoni, eventi ricercati.

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Sala Bianca Teatro Sociale Como – foto courtesy Sala Bianca Como

Ho notato che Fever, la società che organizza i concerti, dopo qualche mese cambia le location dei propri eventi, e anche per questo non devi lasciarti scappare l’occasione di andare ad un concerto prezioso come questo, in un posto così fuori dal comune, con il tuo vestito lungo più bello!

Fallo anche tu e agghindati nel modo più artistico che ti viene in mente, è la TUA serata e puoi farlo!

Scegliendo il concerto tributo ai Queen, potrai ascoltare i maggiori successi della band in una veste nuova.

Il concerto Candlelight dedicato ai Queen propone un programma che include alcune delle canzoni più celebri della band. Tuttavia, l’elenco dei brani potrebbe subire lievi modifiche, questo perché ogni musicista ha il suo margine di azione e a sua discrezione di volta in volta può modificare, un po’, il repertorio.

Il concerto spesso si apre con Another One Bites the Dust, un brano energico e ritmato che dà subito una spinta all’atmosfera. Scritta nel 1980 dal bassista John Deacon, è il singolo più venduto della band, con oltre sette milioni di copie acquistate in tutto il mondo. Tra i suoi grandi estimatori c’era anche Michael Jackson.

Segue Killer Queen, una canzone del 1974 scritta da Freddie Mercury, che mette in evidenza le sue straordinarie capacità creative ed esecutive. Brian May ha descritto il brano come un pezzo ricco di dettagli sonori, ma mai eccessivo. La sua struttura complessa e variegata lo rende sempre interessante e fonte di nuove scoperte ad ogni ascolto.

Somebody to Love, scritta da Mercury nel 1976, si avvicina al genere gospel grazie a un espediente tecnico: le armonie corali sono realizzate sovrapponendo più volte le sole voci di Mercury, Brian May e Roger Taylor.

Don’t Stop Me Now è un brano pieno di energia e motivazione, perfetto da ascoltare prima di affrontare qualsiasi sfida. Composto nel 1978 da Mercury, inizialmente non ebbe un grande successo, ma nel tempo divenne uno dei pezzi più amati della band.

Love of My Life, contenuta nell’album A Night at the Opera (1975), è una ballata romantica che Mercury dedicò a Mary Austin, una donna molto importante per lui. Sebbene non siano mai stati sposati, lei gli rimase accanto fino alla sua morte nel 1991.

Crazy Little Thing Called Love, pubblicata nel 1979, è un omaggio a Elvis Presley. Il brano ottenne immediato successo negli Stati Uniti e racconta di un amore che l’artista non si sente pronto a vivere completamente. Questo aspetto riflette anche la vita personale di Mercury in quel periodo, caratterizzata da relazioni instabili e uno stile di vita disinibito.

Radio Gaga, scritta dal batterista Roger Taylor nel 1984, trae ispirazione dalle prime parole del figlio. Il brano esprime la nostalgia per la radio, sempre più oscurata dalla televisione.

The Show Must Go On è stata pubblicata nel 1991, pochi mesi prima della scomparsa di Mercury. Il testo sembra riferirsi direttamente alla sua lotta contro la malattia e alla sua determinazione a continuare a cantare fino alla fine. Brian May racconta che Freddie, nonostante fosse ormai debilitato, affrontò la registrazione con straordinaria forza, realizzando un’esecuzione impeccabile dopo aver bevuto un sorso di vodka.

Bohemian Rhapsody è considerata il capolavoro della band e uno dei singoli più venduti nella storia del Regno Unito. Mercury ha creato un brano unico nel suo genere, combinando elementi di musica corale, ballata, rock e un iconico assolo di chitarra. Il significato del testo rimane misterioso e soggetto a diverse interpretazioni.

We Will Rock You, scritto da Brian May nel 1977, è stato pensato per coinvolgere il pubblico nei concerti e nei grandi eventi. Il suo ritmo incalzante e il testo semplice lo hanno reso un inno negli stadi di tutto il mondo.

Infine, We Are the Champions, composta da Mercury nel 1975 ma pubblicata solo nel 1977, è diventata la colonna sonora delle vittorie sportive. L’autore ha dichiarato di averla scritta ispirandosi alle emozioni del calcio, ed è tuttora una delle canzoni più iconiche per celebrare i trionfi.