Concerti di Malika Ayane nel 2024 a teatro: perfetti per ascoltare la sua voce unica!

Concerti di Malika Ayane nel 2024 a teatro: perfetti per ascoltare la sua voce unica!
Malika Ayane torna a cantare in pubblico in autunno!
Il 10 novembre 2024, domenica, il tour di Malika Ayane inizia a Trento, presso il Teatro Auditorium Santa Chiara. Venerdì 15 novembre 2024 Malika Ayane si esibirà al Teatro Dal Verme di Milano. Mercoledì 13 novembre 2024 si sposterà a Torino, al Teatro Colosseo. Successivamente, sabato 16 novembre 2024 sarà a Mestre, al Teatro Toniolo. Il 18 novembre 2024 si esibirà a Bologna, presso il Teatro Celebrazioni. Sabato 23 novembre 2024 sarà a Spoleto, al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti. Il 27 novembre 2024, si esibirà a Firenze, al Teatro Puccini e il 29 novembre a Senigallia, al Teatro la Fenice. Il 30 novembre 2024 sarà a Roma, presso l’Auditorium Parco della Musica – Sala Sinopoli. Il 3 dicembre 2024, un martedì, concluderà il tour a Napoli, al Teatro Augusteo.
È on air da pochi giorni la sua nuova canzone che si appresta a diventare la nuova hit dell’estate: “Sottosopra”. Il nuovo brano ha un ritmo che non ti lascia indifferente, la sua voce è calda e malinconica come sempre, le parole raccontano di un adattamento continuo alle vicissitudini della vita, e delle relazioni.
“Ricordo ancora il nostro primo incontro, organizzato da Caterina Caselli in un parco di Milano; anche se al tempo si manteneva facendo ancora lavori di fortuna, quando la vidi arrivare da lontano sotto un eccentrico cappello formato Ascot con la tesa di un metro era già lei, la Malika che conosciamo. Ha una fortissima personalità, e a livello autorale, il mio con lei è un lavoro solo di sostegno”.
A parlare di lei è Pacifico, il paroliere di grande parte delle canzoni che l’hanno reso famosa. Canzoni come “L’unica cosa che resta”, “Sospesa”, “Ricomincio da qui” sono state scritte da lui. Pacifico, al secolo Luigi “Gino” De Crescenzo, ha lavorato per i più grandi protagonisti della musica italiana, da Lucio Dalla a Ornella Vanoni, ma con Malika la collaborazione è stata particolare, diversa.
Perché? Perché – e forse non lo si dice e si scrive abbastanza – l’Ayane scrive gran parte dei suoi brani, e l’apporto di altri colleghi scrittori, è solo per affinare i testi, valorizzarli ulteriormente grazie alla loro esperienza.
Malika Ayane ha da poco compiuto 40 anni, ma ritiene di avere ancora molto da imparare, anche se di gavetta ne ha fatta tanta, e la scalata verso il successo e la popolarità è stata conquistata gradino dopo gradino, studiando in scuole prestigiose, cantando nei locali, sperimentando vari generi e varie collaborazioni, con il coraggio che è proprio delle menti curiose e aperte, che non si lasciano condizionare dai capricci del mercato.
Se guardiamo alla sua discografia, non è vastissima: non è il genere di artista che rilascia un album dopo l’altro, al ritmo di uno all’anno. Non è per le canzoni “usa e getta” di cui il mercato discografico si nutre attualmente: preferisce creare, comporre e rifinire ogni sua canzone centellinandone parole, suoni, sensazioni.
Dal 2008 a oggi sono usciti 6 album: 2008 – Malika Ayane; 2010 – Grovigli; 2012 – Ricreazione; 2015 – Naïf; 2018 – Domino; 2021 – Malifesto.
Le canzoni sono quasi tutte firmate da lei e, nel primo periodo, dal produttore Giovanni Arnò, il talent scout che per primo la presentò a Caterina Caselli e le fece firmare il contratto discografico con la Sugar.
Il grande successo è arrivato con la canzone “Come foglie”, scritto da Sangiorgi, il frontman dei Negramaro, presentata al Festival di Sanremo Giovani nel 2009.
Ma la conferma morale del suo talento, è arrivata nel 2010, sempre al Festival di Sanremo, quando con la canzone “Ricomincio da qui” ha vinto il Premio della Critica “Mia Martini” e il Premio della Sala Stampa Radio e Tv nella categoria Artisti. La canzone viene ricordata anche perché, alla notizia che era arrivata solo al 5 posto in classifica, a causa del televoto, gli orchestrali esternarono il loro dissenso stracciando a telecamere accese gli spartiti!
L’Ayane ha una solida formazione musicale, avendo cantato da bambina nel Coro delle Voci Bianche del Teatro alla Scala ed essendosi diplomata al Conservatorio di Milano Giuseppe Verdi – in violoncello, e questo tipo di preparazione le ha permesso di spaziare tra i generi musicali e di lavorare con la voce facendone il suo strumento di elezione, partendo dalla lirica e arrivando alla musica cosiddetta leggera.
L’amore per i grandi classici musicali trapela nelle diverse e bellissime cover, da “Cosa hai messo nel caffè” di Riccardo del Turco, a “La prima cosa bella” di Nicola di Bari. C’è anche la stupenda versione di “Chiamami adesso” di Paolo Conte, da brividi, e “Over the rainbow” e “Self control” sostengono l’idea che Malika anche nelle vesti di interprete spazia tra diversi generi, nella convinzione che non ci sia canzone che non diventi “nostra”, con amore e rispetto per chi l’ha generata.
“È un arancione scuro che sa di spezia amara e rara e come il Calicantus, fiorisce d’inverno e il suo profumo porta lontano”: così descriveva, usando delle sinestesie, la voce di Malika Ayane il talentuoso Paolo Conte, che per questa voce così calda e particolare ha scritto e duettato con lei in “Little brown bear”, un brano jazz ironico e dolce, assolutamente in linea con la riservata sensibilità di entrambi.
La tecnica di canto di Malika Ayane: da studiare bene durante i suoi concerti!
Se ti piace il bel canto, con Malika vai sul sicuro, perché canta da praticamente una vita – una volta ha ammesso che ..è l’unica cosa che sa fare! E vuole continuare a farla ( in realtà di recente ha scritto anche un libro di racconti che si chiama “Ansia da felicità” – se sei curioso questo è il link per acquistarlo su Amazon).
Malika Ayane, pur avendo una notevole estensione vocale, nei brani non si cimenta mai in vocalizzi o belting esagerati, la sua è una voce flautata, vibrata quando serve, che si armonizza bene con atmosfere soft e introverse.
Ayane a mio avviso usa spesso il twang per rendere la voce più potente e brillante, e in questo senso la sua voce mi ricorda quella di Ornella Vanoni.
La cantautrice ha una personalità molto forte e decisa, e questo emerge nelle sue esibizioni, così come il suo pensiero libero e privo di condizionamenti.
Leggete cosa ha scritto ai giornalisti, in una lettera aperta, a proposito delle discriminazioni di genere:
“(…) La produzione di un’artista donna viene spesso adagiata su un particolare piedistallo sul quale è necessario che le artista siedano e vengano scrutate alla ricerca di chi l’ha reso possibile. Anche quando si parla del fenomeno in carica Billie Eilish non manca mai il riferimento al fratello che ne produce i dischi. Questo perché siamo tutte interpreti negli occhi di chi guarda (…)
Non è astio contro il maschio o contro il mondo ma la strada per uscire dall’estenuante gioco delle parti è ancora lunghissima e forse lo è altrettanto per quegli uomini che nelle casella di quello che non deve chiedere mai non stanno così a proprio agio. Sicuramente a loro non chiederanno chi sia la musa delle proprie opere e verranno eletti a grandi conoscitori della poetica della vita ma forse nella complicazione meglio essere artista femmina, chiacchierata, raccomandata o amante di qualcuno quando le cose vanno bene, sopravvalutata quando vanno benissimo, incompresa o antica quando vanno meno bene che idoli immobili, annoiati e indiscussi”.
Una curiosità: la sua voce particolare è merito anche del training effettuato con la vocal coach Danila Satragno (la stessa di Irama, Geolier, Annalisa) che ha messo a punto un metodo particolare, il “Vocal Care” che studia e potenzia la voce del singolo, lavorando su tutte le sue possibilità espressive, a partire non solo dalla conformazione fisica, ma anche delle emozioni, della preparazione fisica e culturale, ecc.
Nel corso della sua carriera ha pubblicato diversi libri e manuali che spiegano nel dettaglio la tecnica.
Malika Ayane è una delle voci femminili più importanti che abbiamo nel panorama musicale odierno: ascolta per intero i suoi album, se ancora non l’hai fatto, per apprezzare la sua versatilità. Troverai molte canzoni in inglese, ritmate, come “Feeling better”, brani che sconfinano nel jazz, come quello scritto per lei da Paolo Conte “Little brown bear” e ballate struggenti che parlano direttamente al cuore e che entreranno a far parte dei classici della musica italiana d’autore.
