Fantabody: per essere una fantagirl unica e irripetibile

Come una seconda pelle: così sembrano voler apparire, spesso, i capi di Fantabody, un’etichetta tutta italiana – made in Milano – fondata dalla fashion photographer Carolina Amoretti. Conosciamola meglio, a partire dalla sua collezione che nel 2019 ha vinto il Fashion Film Festival a Milano.

Sito ufficiale: https://www.fantabody.com/

L’intento è programmatico e Fantabody va diritto al punto: l’inclusività, a tutti i costi, sfidando tutte le infinite sfumature della vergogna che non ha nessun senso di esistere e che per questo deve essere combattuta a spada tratta, scoprendo tutte le carte, mettendosi a nudo. La vergogna deve lasciare spazio all’orgoglio. La timidezza deve essere sovrastata dalla fierezza. Un inno alla diversità, una lode alle molteplici sfaccettature di quella che diventa realmente Bellezza se solo la vediamo come tale. Bastano nuovi occhi per intercettare il Bello in ciò che la chiusura mentale ha etichettato in un altro modo.
E le donne lo sanno, oh se lo sanno!

Le maglie avvolgenti delle capsule stagionali hanno spesso i colori della pelle, oppure della terra, o anche sono trasparenti ma senza pizzi, ricordano da vicino i body delle ballerine, quelli usati per allenarsi tutti i giorni, i più comodi in assoluto perché hanno preso le forme del corpo. Sono a metà strada tra i costumi da bagno e la biancheria intima, e spesso vengono indossati da musicisti e ballerine per i loro video. Anche la celebre cantante Elisa è stata fotografata con un Fantabody, direttamente per la copertina di Vanity Fair.

Tagli curvilinei che valorizzano le morbidezze ed esaltano la femminilità, in corpi giovani che sprigionano energia e vitalità e si pongono all’ascolto di altri corpi che si muovano, e la pensino, allo stesso modo.  Fantabody esalta tutti i tipi di fisicità e tutti i tipi di personalità, senza alcun tipo di censura o di maschera. 

L’attitudine sexy-sportiva si sposa alla causa della sostenibilità, privilegiando materiali che riciclano la plastica delle bottiglie in pet.

Gli articoli, così come i materiali di partenza (soprattutto lycra) sono realmente prodotti nell’hinterland milanese, sono “a km zero”, e questo permette di abbattere le emissioni inquinanti legate al trasporto su strada e di sostenere le manifatture locali.

Carolina Amoretti è originaria di Imperia e, dopo aver frequentato una scuola di fotografia, ha lavorato per i principali studi pubblicitari milanesi. Ora è disponibile come freelance per fotografie commerciali e di moda.

 

 

 

 

 

 

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