Giorgio Laveri

Per la prima volta con una grande mostra personale a Varese, GIORGIO LAVERI presenta più di trenta sculture delle sue serie più celebri, il meglio della sua recente produzione ascrivibile al periodo “gigantista”.

Laveri Giorgio, Una tira l’altra, 2020, ceramica smaltata, 35x37x63 cm

Al piano terra della galleria varesina gli eleganti stick di rossetto, ciliegie al punto massimo di maturazione, turgide penne stilografiche, ma anche umili mollette da bucato o il vecchio temperamatite che usavamo a scuola (e che l’invasione di lavagne multimediali e iPad ha reso quasi obsoleto) crescono a dismisura e si trasformano nelle mani di Laveri in totem, quasi oggetti di culto che ci costringono a guardare la realtà di tutti i giorni con altri occhi. I colori smaltati e la lucentezza della ceramica (impreziosita da interventi al terzo fuoco anche in oro zecchino) ribaltano la consuetudine in cortocircuiti percettivi che incantano nell’estrema piacevolezza estetica.

Un’operazione che pur partendo da suggestioni pop ne supera la portata in un gioco squisitamente concettuale.

Un CATALOGO BILINGUE, con la riproduzione delle opere esposte, il testo della curatrice Alessandra Redaelli e il progetto #HASHTAG curato da David Melis, verrà realizzato da PUNTO SULL’ARTE. L’Artista sarà presente in Galleria in occasione del Vernissage.

GIORGIO LAVERI nasce a Savona. Dopo gli studi di formazione professionale sulla regia televisiva, dal 1974 inizia a dedicarsi al cinema e al teatro. Nel corso della sua carriera firma 52 pièce teatrali e 23 film a soggetto, collaborando inoltre con la televisione Svizzera.
Dalla fine degli anni ‘70 inizia a traslare la sua esperienza cinematografica nel campo della sperimentazione artistica approdando così alla scultura e sodalizzando con la ceramica e con le vicine manifatture di Albisola, luogo la cui nobile tradizione artistica è conosciuta e apprezzata in tutto il mondo.
Nel 1993 fonda con l’amico e artista Patrick Moya il Movimento Artistico del Mediterraneo volto alla promozione dell’arte ceramica e negli anni successivi lavora alla stesura definitiva del Primo Manifesto della Ceramica Mediterranea.
Nel corso della sua lunga carriera ha realizzato oltre un centinaio di eventi, presentando il suo lavoro oltre che in Italia anche all’estero in gallerie private e importanti spazi pubblici e musei: dal Complesso Monumentale del Pramàr di Savona allo Château-Musée Renoir a Cagnes sur Mer e al Palais de la Méditerranée a Nizza in Francia, da Montecarlo alla Florida, da Hong Kong alla Corea. Per oltre quindici anni ha partecipato a quasi tutte le principali fiere di settore in Italia e all’estero.
Laveri è un artista educato alla pluridisciplinarità, autore di performance, installazioni e creazioni artistiche sviluppate entro un’equilibrata miscela di spunti figurativi e tematici, oltre che di persuasivi aspetti scenografici e di limpidezza espressiva. Il suo mezzo elettivo resta la ceramica smaltata con interventi al terzo fuoco, tecnica complessa e sofisticata che padroneggia come pochi altri e che intreccia al cinema e al teatro anche nei soggetti scelti oltre che nel modo di presentarli al pubblico.
Nel corso della sua carriera ha ottenuto importanti riconoscimenti in campo artistico, tra cui si segnala il conferimento del Premio alla Carriera nel 2016 da parte della Nobile Contrada del Nicchio e dell’Associazione Arte Vasai di Siena.
Le sue opere fanno parte di collezioni private e pubbliche in tutto il mondo. Vive e lavora a Savona.