L’equilibrio dinamico di Giuseppe Buccinnà veste una donna sicura e seducente

Un talento complesso, che sulla regola e sulle infinite possibilità di trasgredirla, sta costruendo un nuovo tipo di moda femminile: ecco chi è lo stilista di origini luinesi (e di famiglia calabrese, come Gianni Versace)  Giuseppe Buccinnà.

Sito ufficiale: http://www.giuseppebuccinna.eu/

Ha nel cassetto una laurea in ingegneria civile, ma anche un diploma di modellistica e soprattutto un bagaglio culturale ampio, che si costruisce con la musica, l’arte, il cinema e la fotografia per attingerci a piene mani nel momento della creazione.
I lavori di Giuseppe Buccinnà stanno piano piano strappando gli applausi dalle principali passerelle del fashion system italiano e francese, grazie all’apprezzamento riscosso presso i critici di moda, i buyer e, last but not least, presso le donne, che lo adorano.

Gli esordi risalgono al 2015, anno in cui fonda il brand che porta il suo nome, e ha la possibilità di presentarlo all’interno del Fashion Hub di Milano Fashion Week.

La donna vestita da Buccinnà si presenta sempre come una femmina intensa, coerente e fiera, nella sua fisicità semplice ma definita da linee forti ed energizzanti che la fanno volare alto.
Come la musica dei Pink Floyd e quella di Battiato, “architetti” anche loro, in una certa qual forma, per il carattere fortemente visivo e e dinamico delle loro creazioni.

In un’intervista, il giovane fashion designer ha detto:

“Progettare ponti e progettare capi: si rifanno entrambi all’architettura. Nel caso dei capi si parla di una progettazione a stretto contatto con la pelle, legata al corpo. La progettazione del modellista porta a conoscere l’architettura che sta alla base della creazione di un capo, come un capo sta in piedi. E per farlo stare in piedi ci sono delle regole che spesso partono dall’anatomia e che sfruttano per necessità alcune regole della matematica. C’è nelle forme che vado cercando, c’è nel cinema con i tempi di ripresa e c’è in una fotografia. In ognuno di questi tagli, per me esiste una scelta ben precisa. Questa scelta è poi quella che va ad influenzare l’idea estetica che porta alla creazione di una collezione, nella fattispecie quella che ho fatto, quelle che sto facendo e farò da qui in avanti”.

Una ricerca sul corpo femminile, sui colori, sui materiali che prosegue dunque di collezione in collezione, senza perdere di vista l’amore basilare per quell’equilibrio dinamico che si basa sul dialogo continuo tra gli stati di quiete e le sollecitazioni esterne.

I capi asimmetrici, gli sbuffi, i tagli e le cerniere, le impunture e i matelassè, i vuoti alternati ai pieni, collocati in parti che non ti aspetti: gli elementi per riformulare il linguaggio dell’abbigliamento partendo da un’idea di bellezza classica e consolidata, ci sono tutti.