Gradiccioli, mille gradini verso il blu del cielo e dei laghi

Molto probabilmente dipende dalla giornata che si “prende”, dalla compagnia con cui si va, dal livello di energia disponibile, in ogni caso la vetta del Gradiccioli (1932 m) rimane una delle preferite degli escursionisti locali, per il panorama senza uguali a 360° su tutte le Prealpi e le Alpi circostanti.

Certamente bisogna essere fortunati ad andare in una giornata non troppo calda, meglio ancora se leggermente ventosa. È consigliabile andarci in primavera e in autunno, quando il sole non picchia troppo e l’umidità non crea quell’atmosfera lattiginosa che impedisce di vedere il panorama fino in fondo, in questo modo il paesaggio dà il meglio di sé.

Vero è, che camminare in mezzo ai boschi sempre diversi (di faggi e di betulle principalmente, ma ci sono anche piccole pinete) all’interno di sentieri sicuri, con pendii sempre dolci e ingentiliti da ciuffetti di rododendri e altri piccoli fiori alpini, è piacevole a prescindere dalle condizioni meteorologiche.

Qui vi presentiamo le foto scattate in estate da Alessandro, dove si capisce piuttosto bene il caldo che faceva.

Gradiccioli a luglio

In questa gallery ci sono le fotografie realizzate durante una precedente escursione nel mese di aprile, con la natura ancora in procinto di risvegliarsi.

Gradiccioli ad aprile

I campanacci delle mucche al pascolo, in estate, provocheranno l’unico rumore durante il percorso, dando quel tocco di “svizzerosità” che ci piace, pur sentendoci a due passi da casa, dalla nostra Italia poco distante.
La montagna del Gradiccioli si raggiunge per mezzo di diversi sentieri che la solcano su tutti e 4 i versanti. Noi abbiamo scelto di fare una delle vie più facili, attraverso la quale, anche se il dislivello rimane impegnativo, è possibile alternare passaggi leggeri e svagati ad altri invece un po’ più impegnativi.

Siamo partiti da Indemini (dal versante nord) e dopo una lunga passeggiata praticamente in piano all’interno della valle, siamo arrivati su di un tratto erboso da dove si sono potuti vedere bene i “gradini” che danno il nome alla vetta, non visibili invece da altre angolazioni.

In realtà si è potuta individuare bene l’intera linea di alture che collegano il monte Lema (riconoscibile dalla presenza di un grosso pallone bianco del radar meteorologico) al monte Tamaro, l’ultimo della serie, ed anche il più alto.

Una camminata di circa un’ora in mezzo all’alpeggio e poi, dopo una sosta vicino ad una capanna a libero uso di tutti i passanti (ma non c’è nessun servizio bar né toilette) il passaggio finale più impegnativo, almeno dal punto di vista fisico.

Lo strappo finale è arrivato praticamente alla base della vetta, là dove la stanchezza cede il passo alla curiosità ed alla voglia di concludere bene. A circa mezz’ora dal termine si è già potuta vedere la meta finale con l’agognata croce da cui scattare con il massimo orgoglio il meritato selfie, con tanto di citazione lapidea, volendo, oppure davanti all’immancabile cartellino con segnata l’altitudine.  Ma dopo le foto di rito, niente di meglio che riempirsi gli occhi di bellezza, dalla sommità di una preziosissima realtà prealpina fatta di laghi, cieli e nuvole tinteggiate di tutte le sfumature possibili di blu.

Note pratiche per la passeggiata da Indemini a Gradiccioli

Partenza: Indemini 950 m Gambarogno Canton Ticino– prendere come riferimento la fermata dell’autopostale di “Monti Indemini”. Nei dintorni ci sono diversi posti auto gratuiti.
Arrivo: vetta di Gradiccioli 1932 m.
Durata: circa 3 ore e mezzo solo andata
Dislivello: circa 1000 m
Rifugi/toilette: no, solo una capanna aperta a libero uso degli escursionisti
Segnali: presenti fin dall’inizio del percorso, ma fate attenzione ai bivi dove ci sono dei punti che avrebbero potuto essere più visibili per non imboccare il sentiero sbagliato (anche noi stavamo per finire sul Lema!) – consigliabile munirsi di una piccola mappa in digitale prima di affrontare il percorso.