GUIDA – Cos’è il metaverso? Cerchiamo di spiegarlo in modo semplice per tutti

Si sentirà sempre più parlare di metaverso, ma di cosa si tratta in concreto? Esiste già qualcosa di simile? A queste e altre domande cercheremo di rispondere in questo articolo, tenendo ben presente che, proprio mentre leggete, le più grandi aziende del mondo stanno investendo miliardi per essere presenti in quello che dovrebbe diventare un vero e proprio universo virtuale in cui vivere, lavorare, divertirsi, istruirsi e molto altro ancora.

Metaverso sta diventando una vera e propria parola d’ordine per aziende, TV, riviste di informazione e anche case di moda, dopo che  Mark Zuckerberg, verso la fine dell’anno passato, ha chiaramente fatto intendere che il mondo digitale andrà proprio in quella direzione. A questo punto, però, occorre fermarsi. Cos’è questo metaverso, di cui non sapevamo assolutamente nulla fino a sei mesi fa e verosimilmente ne sappiamo oggi come allora?

La risposta è complessa e richiede alcune premesse importanti, ma anticipiamo brevemente che si tratta, meglio dire tratterà, di una evoluzione dei social network e di internet in genere, che andrà ad aggiungersi a ciò che conosciamo già. Un mondo virtuale con esperienze più immersive rispetto ad oggi. Ma torniamo alle premesse, prima di approfondire.

Non tutti ricorderanno internet, quando è diventato di massa, indicato oggi come Web 1.0: si trattava più che altro di uno spazio di consultazione, al quale si accedeva per fruire di contenuti. L’utente, insomma, navigava e basta. Il Web 2.0, venuto dopo, vede l’aggiunta dei social network e di una caratteristica per certi versi rivoluzionaria rispetto al Web 1.0: agli utenti è concesso non solo consultare, ma anche pubblicare, produrre, commentare contenuti. Aprendo la via ad una identità digitale, o anche più di una, con cui farsi conoscere potenzialmente a tutto il mondo. Si pensi al proprio profilo Instagram, Facebook e piattaforme simili. Non più spettatori ma attori del panorama internet, chi più e chi meno. Cosa mai potrà riservare il Web 3.0? In realtà è un concetto più tecnico, ma che coinciderà con la realizzazione di uno o più metaversi.

Più che una definizione, impossibile da dare perché non ancora definito, il metaverso può essere immaginato come uno spazio virtuale simile ad un social network, ad esempio Facebook, nel quale sarà possibile non solo consultare bacheche o profili di persone e aziende, ma anche di partecipare attivamente a normali attività quotidiane o di svago. Un universo virtuale quindi, più che un semplice spazio, in cui seguire concerti, film (si parla anche di esserne parte, in futuro), fare acquisti in negozi virtuali, giocare, fare riunioni aziendali, vestirsi e molto altro ancora.

Qualcosa si è già visto e ancora una volta è il mondo del gaming, dei videogiochi, ad aver aperto la strada. Avete presente Travis Scott e Ariana Grande, superstar del pop a livello mondiale? Ecco, questi due artisti hanno tenuto concerti in uno dei videogiochi più diffusi di sempre, Fortnite. Per chi non ne sapesse nulla, immaginiamo di essere in un videogioco, indossando le cuffie, e all’interno del mondo di Fortnite è stato allestito un palco, con avatar digitali dei due artisti. Solo che il concerto è vero, si assiste o meglio si ascolta veramente un loro concerto. Ecco un piccolo assaggio di metaverso: esperienze solitamente fisiche del mondo reale traslate nel virtuale, con innumerevoli potenzialità (e dubbi).

Se a molti questo approccio può suonare folle, basti sapere che aziende del calibro di Microsoft hanno speso decine di miliardi di Dollari per acquisire aziende operanti nel settore dei videogame, perché già in possesso di infrastrutture e community consolidate. Apple non è da meno, così come la stessa Facebook e Google. Se questi colossi si muovono con grande celerità, significa che il metaverso o i metaversi sono dietro l’angolo.

Ci sono molti però e dubbi, finché non ne avremo un assaggio pratico. Microsoft avrà il suo metaverso, Apple un altro? Non si sa ancora, ma è probabile che si preferirà un approccio condiviso, con un unico universo virtuale a cui accedere. Fondamentale sarà l’esperienza immersiva, nella forma inziale di visori di realtà virtuale e/o aumentata. Indossando un casco di realtà virtuale, ad esempio, sarà possibile visitare luoghi di tutto il mondo, il tutto magari in compagnia degli avatar di amici reali, che magari abitano dall’altra parte del mondo.

Che i primi passi sono già stati fatti basti l’esempio che Balenciaga ha messo a disposizione, sempre per gli utenti del gioco Fortnite, veri e propri outfit digitali e accessori da indossare mentre si gioca, visibili da altri utenti. E che l’operazione è stata un gran successo.

In Roblox, altro videogioco, Gucci e ha messo in vendita borse “digitali”, sempre per l’outfit dei giocatori, vendendole a migliaia di Euro, come quelle fisiche. Lo avrete già capito: l’operazione si è rivelato un successo. Ecco perché se ne parla tanto: tutte le aziende hanno una fretta tremenda di esserci, nel metaverso, quando sarà ora. Giocheranno un ruolo fondamentale, nel metaverso, gli NFT, che sono di fatto dei certificati di proprietà di opere o progetti digitali. Adidas e Nike ne hanno già registrati migliaia, se servisse ancora una conferma che qualcosa cambierà, a breve.

Uno dei nodi ancora da risolvere è quello dei pagamenti: ad oggi, negli stracci di metaverso che qualcuno sta esplorando, si effettuano pagamenti quasi esclusivamente con criptovalute e non con la diffusissima carta di credito. Ma è facile attendersi dei cambiamenti, essendo il mondo delle criptovalute non certo a portata della massa sia per comprensione, sia per complessità di gestione.

Oltre al nodo del denaro c’è anche quella dell’identità: se già con i social network si intravedono potenzialità, limiti e problemi nel come ci si presenta al mondo, nel metaverso tutto questo sarà ulteriormente amplificato. I benefici, ma anche i problemi. Insomma, ad oggi ci sono grandissime manovre in atto per il lancio del metaverso o metaversi per la massa: è solo questione di quando, non di se. Siamo pronti ad un universo virtuale, in cui vivere, lavorare, divertirci, indossando equipaggiamento per la realtà virtuale, giusto per iniziare? Vedremo. Ma il metaverso è proprio questo.