Isola Madre: il paradiso terrestre si trova sul Lago Maggiore

L’Isola Madre è la più grande delle Isole Borromee e, secondo alcuni, la più bella. Qui sull’Isola Madre si è realizzato un perfetto melting pot di piante autoctone ed esotiche tra le quali si aggirano, liberamente, pavoni, pappagalli e fagiani di ogni varietà.

Non si hanno spiegazioni certe sull’origine del nome «Madre» con cui tutt’oggi viene identificata l’isola: per alcuni fa riferimento alla supremazia storica dell’isola nel bacino del Verbano, per altri è un omaggio rivolto alla madre, da parte del conte Renato Borromeo.

Isola Madre - photo courtesy Terre Borromeo

L’isola ospita sulla sua superficie (220 per 330 metri) un Palazzo antico, aperto al pubblico, firmato dall’architetto Pellegrino Tibaldi, arredato con mobili e suppellettili provenienti da varie dimore storiche della famiglia Borromeo e da diversi quadri di soggetto storico.
Singolare e interessante è la collezione di bambole, marionette e teatrini dei secoli XVII, XVIII e XIX.

Ma l’Isola Madre viene ricordata e apprezzata soprattutto per la fioritura di azalee, rododendri, camelie, e per la presenza di glicini antichissimi, cedri e limoni, ibiscus e alberi di Ginkgo Biloba, entro la struttura di un tipico “giardino all’inglese”.
Oltre ai fiori e le piante, c’è un panorama incantevole sul Lago

Gli aceri multicolore del Canada muovono le loro fronde al vento allo stesso ritmo delle foglie degli eucalipti australiani e dei banani equatoriali, grazie alla cure amorevoli di generazioni di giardinieri (sui documenti chiamati hortolani) che si sono trasmessi i trucchi del mestiere di padre in figlio per far convivere, all’aperto, specie così diverse tra di loro.
Vicino alla villa troneggia maestoso, da oltre 200 anni, l’esemplare più grande d’Europa di Cipresso del Cashmir, scampato miracolosamente alla rovinosa tromba d’aria del 2006 che ha distrutto parecchi alberi secolari lungo tutto il lago Maggiore.

Il Cipresso del Kashmir “salvato” dalla tromba d’aria grazie ad un sistema di tiranti (foto del 2015)
I giardini all’inglese sono molto vari e si apprezzano in ogni periodo dell’anno, visto che sono costruiti pensando alla periodicità delle fioriture e al tipo di visione mutevole e dinamica, che si vuole proporre, al visitatore, ad ogni cambio di traiettoria e di pendio.

Camminare in un giardino all’inglese vuol dire quasi percorrere un quadro dal suo interno, significa camminare e fermarsi di frequente per ammirare delle composizioni di fiori e di piante che cambiano ad ogni cambio di prospettiva e che lasciano senza parole per l’armonia dei colori e delle texture.
Il giardino all’inglese è volutamente “scomposto” e disordinato, sembra che sia tutto presente in maniera casuale, mentre in realtà è studiatissimo, così come può essere, a teatro, l’entrata improvvisa in scena dei personaggi.

È con questa attitudine nello sguardo che bisogna passeggiare nel parco dell’isola Madre, dove a riposare gli occhi, nell’intervallo tra una scenografia botanica e l’altra, e a corroborare lo spirito, ci sono immense distese di prati verdissimi (che ricordano le belle colline del Galles e della Scozia) dove scorrazzano pavoni, fagiani, pappagalli e altre specie di uccelli esotici.

Si spiega così perché lo scrittore francese Gustave Flaubert abbia definito il giardino di quest’isola un vero e proprio “paradiso terrestre”, e che Montesquieu sia rimasto piacevolmente sorpreso dalla visione avuta al momento dello sbarco sull’isola.

“Souvent la surprise vient à l’âme de ce qu’elle ne peut pas concilier ce qu’elle voit avec ce qu’elle a vu. Il y a en Italie un grand lac, qu’on appelle le Lac-Majeur, il Lago Maggiore ; c’est une petite mer dont les bords ne montrent rien que de sauvage. A quinze milles dans le lac sont deux îles d’un quart de lieue de tour, qu’on appelle les Borromées, qui sont, à mon avis, le séjour du monde la plus enchanté. L’âme est étonnée de ce contraste romanesque, de rappeler avec plaisir les merveilles des romans, où, après avoir passé par des rochers et des pays arides, on se trouve dans un lieu fait par les fées.”
(Spesso la sorpresa viene suscitata nell’anima perché questa non riesce a conciliare ciò che vede con ciò che ha visto. In Italia c’è un grande lago, che viene chiamato Lago Maggiore: è un piccolo mare, le cui rive sono interamente selvagge. In mezzo al lago, a quindici miglia dalla riva, ci sono due isole di un quarto di lega di circonferenza, dette “Borromee”, che sono, a mio parere, il luogo più incantevole del mondo. L’anima è sorpresa da questo contrasto romanzesco, rievocando con diletto i prodigi dei romanzi, nei quali dopo aver superato rocce e paesi aridi, ci si ritrova in luoghi fatati.)

Da “Saggio sul gusto nelle cose della natura e dell’arte” di Montesquieu

►Prima di partire anche tu, dà un occhio alle 50 foto scattate durante la nostra passeggiata. Vedrai tutto ancora meglio!