“Le signore dell’arte” a Milano: alla scoperta di 34 pittrici del Seicento

Le Signore dell’Arte. Storie di donne tra ‘500 e ‘600
Dal 2 marzo al 25 luglio 2021
Palazzo Reale di Milano
In ottemperanza alle misure di contenimento dell’emergenza Covid-19 l’apertura della mostra Signore dell’Arte. Storie di donne tra ‘500 e ‘600 in programma a Palazzo Reale è rimandata.

Dal 2 marzo 2021 Palazzo Reale di Milano ospita la prima grande mostra dedicata alle “Signore dell’Arte”, magnifiche artiste vissute tra il ‘500 e il ‘600, oggi finalmente tornate a risplendere.
Oltre 130 opere di 34 artiste, tra cui Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana, Elisabetta Sirani, Giovanna Garzoni e tante altre, per raccontare incredibili storie di
donne talentuose e “moderne”.

Con la mostra Le Signore dell’Arte. Storie di donne tra ‘500 e ‘600, l’arte e le incredibili vite di 34 artiste vengono oggi riscoperte attraverso oltre 130 opere, a testimonianza di un’intensa vitalità creativa tutta al femminile, in un singolare racconto di appassionanti storie di donne già “moderne”.
Vi sono le artiste più note ma anche quelle meno conosciute al grande pubblico; ci sono nuove scoperte, come la nobile romana Claudia del Bufalo, che entra a far parte di questa storia dell’arte al femminile, e ci sono opere esposte per la prima volta come la Pala della Madonna dell’Itria di Sofonisba Anguissola, realizzata in Sicilia, a Paternò, nel 1578 e mai uscita prima d’ora dall’isola; così come lascia per la prima volta Palermo la pala di Rosalia Novelli Madonna Immacolata e san Francesco Borgia, unica opera certa dell’artista, del 1663, della Chiesa del Gesù di Casa Professa; o la tela Matrimonio mistico di Santa Caterina di Lucrezia Quistelli del 1576, della parrocchiale di Silvano Pietra presso Pavia.
Sotto la curatela di Anna Maria Bava, Gioia Mori e Alain Tapié, le opere selezionate per la mostra provengono da ben 67 prestatori diversi, tra cui – a livello nazionale – le gallerie degli Uffizi, il Museo di Capodimonte, la Pinacoteca di Brera, Castello Sforzesco, Galleria nazionale dell’Umbria, la Galleria Borghese, i Musei Reali di Torino e la Pinacoteca nazionale di Bologna e – dall’estero – il Musée des Beaux Arts di Marsiglia e il Muzeum Narodowe di Poznan (Polonia).

Tra le eroine in mostra a Palazzo Reale domina per celebrità la figura di Artemisia Gentileschi: figlia di Orazio, icona di consapevolezza e rivolta, artista e imprenditrice, la sua arte rivaleggia con quella degli stessi pittori uomini dell’epoca e il suo successo la porta allo scarto dalla sua categoria sociale; un esempio di lotta contro l’autorità e il potere artistico paterno, contro il confinamento riservato alle donne.

Elisabetta Sirani_Cleopatra – courtesy Lucia Crespi
Fede Galizia_Giuditta con la testa di Oloferne – courtesy Lucia Crespi
Ginevra Cantofoli_Giovane donna con vestiti orientali – courtesy Lucia Crespi
Elisabetta Sirani_L’amorino trionfante – courtesy Lucia Crespi
Sofonisba Anguissola_Partita a scacchi – courtesy Lucia Crespi
Lavinia Fontana_Venere riceve l’omaggio di due amorini – courtesy Lucia Crespi
Artemisia Gentileschi_David con la testa di Golia – courtesy Lucia Crespi

Di Sofonisba Anguissola – cremonese che visse oltre dieci anni alla corte di Filippo II a Madrid, per poi spostarsi in Sicilia quando sposa il nobile Fabrizio Moncada, e poi a Genova dopo il secondo matrimonio con Orazio Lomellini, e di nuovo in Sicilia, dove fu visitata da Antoon van Dyck nel 1624 – saranno esposti capolavori assoluti come la Partita a scacchi (del 1555 e proveniente dal Muzeum Narodowe di Poznan, Polonia), la già citata Pala della Madonna dell’Itria (1578), che è stata oggetto di un importante restauro realizzato grazie alla collaborazione con il Museo civico Ala Ponzone di Cremona.

Sofonisba Anguissola_Partita a scacchi – courtesy Lucia Crespi

E ancora Lavinia Fontana – bolognese e figlia del pittore manierista Prospero Fontana -, che a 25 anni sposa il pittore imolese Giovan Paolo Zappi alla sola condizione di poter continuare a dipingere, facendo così del marito il proprio assistente – in mostra con 14 opere, tra cui l’Autoritratto nello studio (1579) degli
Uffizi, la Consacrazione alla Vergine (1599) del Musée des Beaux-Arts di Marsiglia, e alcuni dipinti di soggetto mitologico di rara sensualità.

Lavinia Fontana_Venere riceve l’omaggio di due amorini – courtesy Lucia Crespi

E poi ancora la pittrice bolognese Elisabetta Sirani, in mostra con potenti tele in cui sono raffigurati il coraggio femminile e la ribellione di fronte alla violenza maschile, come in Porzia che si ferisce alla coscia (1664) e in Timoclea uccide il capitano di Alessandro Magno (1659) del Museo di Capodimonte di Napoli.

Elisabetta Sirani_L’amorino trionfante – courtesy Lucia Crespi
Elisabetta Sirani_Cleopatra – courtesy Lucia Crespi

Abbiamo poi  Ginevra Cantofoli, con Giovane donna in vesti orientali (1650 circa); Fede Galizia con l’iconica Giuditta con la testa di Oloferne (1596); Giovanna Garzoni, altra modernissima donna che visse tra Venezia, Napoli, Parigi e Roma, in mostra con rare e preziose pergamene.

Ginevra Cantofoli_Giovane donna con vestiti orientali – courtesy Lucia Crespi
Fede Galizia_Giuditta con la testa di Oloferne – courtesy Lucia Crespi
Giovanna Garzoni, Ritratto di Carlo Emanuele I di Savoia – courtesy Lucia Crespi

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